Alessandro Cattelan sbarca su Netflix con un nuovissimo docu-show in sei episodi, che ha l’ardire di trovare una (possibile) risposta ad una domanda che la figlia Nina ha posto al conduttore televisivo: “quale è la ricetta per essere felici?”.

Un interrogativo all’apparenza semplice ma a cui non è facile trovare una risposta, soprattutto se a porgerla è una bambina.

Proprio per questo urge chiamare in causa personaggi importanti impressi nell’immaginario collettivo che possano aiutarlo a scovare il segreti per essere felici.

In Alessandro Cattelan: Una Semplice Domanda ogni puntata presenterà un tema dominante, utile per  imbastire le interviste con gli ospiti.

Ma non saranno solo questi personaggi così rappresentativi a raccontarsi, perché anche Alessandro Cattelan ne approfitterà per mettere a nudo le sue defaillance e svelare tutti suoi più reconditi (e curiosi) desideri.

Per fare questo avrà a disposizione anche un vero e proprio psicoterapeuta, che si interfaccerà con Cattelan immerso in un ambiente informale e con una birra in mano.

L’IMPORTANZA DI UNA STRADA DA SEGUIRE

Grazie all’anteprima Netflix è stato possibile vedere in anteprima i primi tre episodi dello show, il primo dei quali ha come ospite l’ex calciatore e campione del mondo Roberto Baggio.

Se, dopo aver visto il film Netflix Il divin codino, pensavate di conoscere proprio tutto del passato e del presente del fuoriclasse di Caldogno, potreste ricredervi: durante la puntata Roberto Baggio parlerà ben poco del gioco del calcio (che peraltro segue sempre meno) ma confesserà, oltre all’amore per il buddismo che in molti conoscono già, anche altre bislacche passioni.

L’intervista di Cattelan con Baggio, oltremodo informale e accostabile più ad una interessante chiacchierata, svelerà molti dettagli intimi dell’ex calciatore e ci porterà letteralmente dentro la sua casa di campagna, ove è circondato dalla natura e da una invidiabile pace.

La prima puntata dello show scorre in modo veloce ed è caratterizzata in gran parte dalla presenza di Roberto Baggio. Vi saranno pochi momenti in cui Cattelan potrà imbastire siparietti divertenti che possano svelare molto della sua personalità.

UNO SHOW ATIPICO

Il secondo appuntamento di Alessandro Cattelan: Una Semplice Domanda è molto più vivace, e tratta tematiche che si rifanno anche alla religione.

Proprio per esplicare i dettami principali di alcuni dei credi più seguiti, Cattelan imbastisce una trovata piuttosto divertente e in pieno stile da varietà televisivo.

Un’idea che mischierà con successo il concetto di intervista a quello di intrattenimento. Nella seconda puntata incontreremo il regista premio Oscar Paolo Sorrentino che, approfittando di una lunga passeggiata con Cattelan, parlerà molto di sé e di come si interfaccia alla vita e alla religione.

Chiude la puntata una sorta di prova di coraggio che dovrà essere affrontata non solo dal conduttore ma anche da altri ospiti della puntata.

Una chiara occasione per conoscere quali sono le paure recondite di Alessandro Cattelan.

SPAZIO ANCHE ALLA PROFONDITÀ’

Nell’ultimo episodio che avevo a disposizione in anteprima Cattelan gioca a golf con Gianluca Vialli. Un altro personaggio che è stato un campione del calcio.

Anche stavolta Vialli sfiorerà solo qualche volta i discorsi relativi allo sport che gli ha arrecato tante soddisfazioni.

Il tema principale delle sue considerazioni è quello della malattia, un concetto che lo ha investito e che ha ridefinito il suo modo di vivere.

La partita di golf, a tratti ilare con Cattelan che gigioneggia mentre riesce ad andare in buca sebbene non si sia mai cimentato in questo sport, è l’occasione ideale affinché Vialli possa esplicare pensieri profondi ed incredibilmente importanti, che coinvolgono il suo modo di essere e soprattutto la sua relazione con i figli dopo che ha scoperto il male che sta affrontando.

Dopo aver saggiato dei toccanti pensieri di Vialli, Cattelan è deciso ad esaudire un suo particolarissimo desiderio, che lo porterà a trasformarsi in una creature fantastica.

Dove vedere Alessandro Cattelan: Una Semplice Domanda
COMMENTO
Alessandro Cattelan: Una Semplice Domanda è uno show che riserva alcune gradite sorprese. Sebbene girato in modo convenzionale e privo di una certa originalità, lo humour di Cattelan riesce a caratterizzare nel modo migliore le interviste che rivolge ai personaggi ospiti del suo programma. Vi è spazio anche per pensieri importanti e seri, che il docu-show Netflix gestisce anche attraverso l’intelligente figura di un vero e proprio terapeuta, che davanti ad una birra informale esplica concetti e pensieri utili per approfondire la tematica della puntata nonché per conoscere alcuni lati caratteriali del presentatore. La struttura del programma è volutamente libera: si passa da interviste a scene tipiche di un reality, fino a siparietti divertenti che coinvolgono anche la cultura pop degli anni ’80 e ’90. Sebbene si possa pensare che queste commistioni di genere possano confondere lo spettatore, fortunatamente non si ravvisa una direzione sconclusionata e alla fine di ogni puntata i concetti espressi risultano chiari. Alessandro Cattelan: Una Semplice Domanda è uno show che, anche a fronte della breve durata di ogni episodio (poco meno di 30 minuti) si lascia vedere con piacere e che instilla una certa curiosità, utile per proseguire la visione delle nuove puntate.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".