Il Piccolo Yeti, co-produzione DreamWorks Animation e Pearl Studio, racconta di una giovane ragazza cinese di nome Yi che incontra un enorme e amichevole Yeti.

Il rapporto che creerà con questa creatura sarà subito speciale, e permetterà all’adolescente di vivere una incredibile avventura attraverso le strade di Shanghai e fino alle vette innevate e apparentemente irraggiungibili dell’Himalaya.

Con lei ci saranno anche i suoi amici Jin e Peng, che mai avrebbero pensato di intraprendere una curiosa amicizia con una gigante e pelosa creatura dal folto pelo bianco.

UN FILM PER BAMBINI

Il Piccolo Yeti fin dai primi fotogrammi si presenta come un film di animazione prettamente adatto ad un pubblico di bambini.

La semplice sceneggiatura, che catapulta da subito Yi tra le pelose braccia dello Yeti (ribattezzato da lei stessa Everest), vuole esplicitamente catturare un pubblico di giovanissimi, da sempre propenso a mantenere fede al meraviglioso concetto cinematografico di sospensione dell’incredulità.

Everest, pur essendo un cucciolo di Yeti, ha una stazza enorme ed è ricoperto da un foltissimo e morbido pelo bianco, che la moderna computer grafica riesce a ricreare perfettamente.

I suoi modi sono, per la maggior parte della durata del film, piuttosto benevoli, tranne per pochissime scene in cui perderà la pazienza contro i suoi aguzzini che lo vogliono imprigionare.

PAESAGGI INCANTEVOLI

Essendo ambientato in terre orientali, Il Piccolo Yeti mostra background abbastanza originali per un film di animazione destinato ad un pubblico giovanissimo.

Gli splendidi paesaggi della campagna cinese si fondono con quelli affollati e urbani di Shangai, mostrando nel contempo usi e costumi cinesi di Yi e dei suoi amici.

La modernità dei loro smartphone sembra quasi che si scontri con le tradizioni appartenenti alla generazione più anziana, come possiamo notare osservando l’adorabile nonnina della protagonista  affaccendata a preparare  golosi manicaretti orientali tipici della loro cultura.

La  realizzazione tecnica del film non tocca nessuna vetta di eccezionalità, con i protagonisti caratterizzati da tratti semplici e colorati in modo vivido.

Quello che spicca però è la scenografia, che mostra l’imponenza della natura e delle vette innevate dell’Himalaya, soffermandosi anche su luoghi centrali e suggestivi della cultura cinese, che ispirano scene poetiche e tutto sommato toccanti , mettendo al centro della scena tutto il rammarico di Yi per la repentina perdita del padre.

NON SOLO UNO YETI

Everest è grande, grosso e simpatico. Ma non solo. La creatura delle nevi molto presto sfoggerà alcuni poteri decisamente straordinari, che arricchiranno la spettacolarizzazione di numerose scene.

Senza entrare nel dettaglio per non rovinare la sorpresa, diciamo solo che lo Yeti ha la singolare capacità di trasformare un oggetto inanimato in molto di più, attribuendogli doti che mai avremmo immaginato di vedere.

Con questa trovata la fantasia degli sceneggiatori si è scatenata in numerosi e fantasiosi momenti in cui Yi, Jin e Peng vivranno momenti indimenticabili.

Il Piccolo Yeti si presenta come un film completo, divertente e con alcuni momenti anche emotivamente importanti, ma sempre adatti al  piccolo pubblico di riferimento.

COMMENTO
Il Piccolo Yeti si rivela essere un film di animazione più che gradevole per i bambini, con una sceneggiatura si semplice ma che sa anche offrire spunti importanti per emozionare i piccolo spettatori. L’ambientazione cinese è vincente, e riesce a distinguerlo da decine di altri lungometraggi animati che scelgono molto spesso background più banali. Ovviamente la sceneggiatura punta sulla semplicità: Yi si ritroverà da un momento all’altro ad essere la migliore amica dello Yeti, non pensando nemmeno un attimo alla creatura come ad una minaccia. Una scelta di scrittura comprensibile, dal momento che i bambini mai e poi mai si metterebbero a questionare su dibattiti inerenti la veridicità di una sceneggiatura. I piccoli spettatori, si sa, guardano un lungometraggio non solo con gli occhi, ma anche con il cuore. Il Piccolo Yeti riesce a donare amore e un lieto fine. Ingredienti basilari per un film di successo per i più giovani.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".