Finalmente al cinema si ride. Si ride tanto e di gusto. Edoardo Leo con il suo terzo film “Noi e la Giulia” ha restituito al cinema italiano la commedia, quella vera.

Quella che fa uscire dalle sale col sorriso sulla bocca, che quando la ripensi ti fa ancora scappare una risata, quella che consigli agli amici perché, in fondo, siamo tutti figli della generazione del‘Piano B’ e abbiamo tutti un gran bisogno di ridere.

Diego (Luca Argentero) è un rivenditore di auto, represso, insoddisfatto e infelice. Non meglio di lui se la passano Fausto (Edoardo Leo) e Claudio (Stefano Fresi) anche loro alle prese con i propri malcontenti e con una grande voglia di scappare via dalla città e dalle loro stesse vite.

I tre quarantenni, ancora sconosciuti tra loro, si incontrano e si scoprono uniti nell’idea di aprire un agriturismo immerso nel verde, lontano dal caos cittadino.

A loro si unirà Sergio (Claudio Amendola), cinquantenne ancorato alle tradizioni sessantottine ed Elisa (Anna Foglietta), una giovane donna incinta e apparentemente svampita.

Il sogno dell’agriturismo comincia a prendere piede, nonostante le differenze caratteriali dei proprietari, e proprio mentre tutto sembra andare per il verso giusto arriva Vito (Carlo Buccirosso), un curioso camorrista venuto a chiedere il pizzo a bordo di una Giulia 1300.

Sergio, il rivoluzionario, non accetta d’essere minacciato e costringe i suoi colleghi a ribellarsi ed è proprio la ribellione che da vita ad avventure tragicomiche, rocambolesche e sconclusionate.

Noi e la Giulia è un film che mette allegria, da speranza, fa riflettere e pensare. E’ sottile ed intelligente l’ironia con cui viene trattato il tema dei soprusi da parte della camorra e il modo buffo e bizzarro escogitato per evitare di pagare il pizzo.

Sempre più spesso cinema e tv ci propongono figure di mafiosi e camorristi dipingendoli come invincibili.

In questo film, invece, il camorrista è beffeggiato dalla semplicità delle menti dei protagonisti che pensano di poter ancora cambiare il mondo e, a modo loro, in parte ci riescono. Bravo Amendola, che nelle vesti di rivoluzionario ci si è sentito davvero a proprio agio, come egli stesso ha confermato.

Straordinario Stefano Fresi che, nonostante la stazza fisica importante, riesce come nessuno ad interpretare il “bimbo” pauroso e pieno di complessi.

Luca Argentero, personaggio chiave della storia e voce narrante, rende bene nelle vesti del piemontese insicuro e impacciato.

Lodevole come sempre, Anna Foglietta che, nonostante fosse al settimo mese di gravidanza, ha conferito grazia e dolcezza al film, dandogli quel guizzo in più.

Ed infine un grande, grandissimo Edoardo Leo, che è riuscito nell’impresa di “coattizzarsi” senza risultare banale e differenziandosi dai personaggi che ha interpretato sinora.

Conferiscono bellezza al film anche la scelta musicale, che ad un certo punto della storia diventa fondamentale, e la location. E’ ammirevole, infatti, la bellezza della Basilicata, luogo in cui si trova il casale che diventerà il protagonista dell’intera pellicola.

Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano e distribuito da Warner Bros, Noi e la Giulia è quel film da vedere e rivedere ogniqualvolta ci si sente in conflitto con se stessi e si ha voglia di sdrammatizzare il malessere della propria esistenza.

Dove vedere Noi e la Giulia
COMMENTO
Noi e la Giulia è un film che mette allegria, da speranza, fa riflettere e pensare. E’ sottile ed intelligente l’ironia con cui viene trattato il tema dei soprusi da parte della camorra e il modo buffo e bizzarro escogitato per evitare di pagare il pizzo. Sempre più spesso cinema e TV ci propongono figure di mafiosi e camorristi dipingendoli come invincibili.
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