La voglia di ottenere qualcosa si trasforma in desiderio e il desiderio diventa motore motivazionale per l’uomo.

Sono proprio i desideri che muovono il mondo e, ogni giorno, per riuscire ad ottenere ciò che desideriamo, siamo capaci di modificare noi stessi e la nostra realtà. O, quantomeno, cerchiamo di farlo.

Ma quanto siamo disposti a cambiare per ottenere ciò che vogliamo? Quanto e cosa possiamo modificare o sacrificare della nostra vita per raggiungere un desiderio?

Quanta realtà e quanta dose di finzione occorrono per apparire decisi nella vita? È su questo dibattito che si dipana la trama del nuovo film di Silvio Muccino, Le leggi del desiderio, giunto alla sua terza regia dopo quattro anni di assenza.

Giovanni Canton, Silvio Muccino, è un trainer motivazionale affermato e pieno di sé. Dai suoi fan è considerato una sorta di profeta ma, da molti, viene visto come un cialtrone che si approfitta delle debolezze altrui per arrivare al successo.

Per dimostrare la veridicità delle sue teorie, Canton decide di organizzare un concorso in cui seleziona tre persone, con forti ambizioni e poca autostima, che riuscirà a portare al successo in sei mesi.

I tre fortunati prescelti sono Ernesto Colapicchioni (Maurizio Mattioli), un uomo che ha perso il lavoro e non riesce a trovarne un altro perché non crede più in se stesso.

Luciana Marino (Carla Signoris), una segretaria frustrata che lavora in vaticano e col sogno di diventare una scrittrice affermata. Matilde Silvestri (Nicole Grimaudo), una giovane donna capace ed intelligente che però si accontenta di fare l’amante di un uomo sposato e l’ultima ruota del carro in ufficio.

Le vite dei tre protagonisti e del loro life coach si intersecano tra loro e questo incontro produrrà effetti inaspettati nella vita di tutti, anche in quella dello stesso Canton.

Le leggi del desiderio è una commedia romantica “dove il cuore e le emozioni vere, alla fine, soppiantano le pirotecniche acrobazie del personaggio Canton”, come lo stesso Muccino ha affermato. Scritto a quattro mani con Carla Vangelista, Silvio Muccino torna sul grande schermo carico di positività.

In questa sua opera, infatti, non ci sono drammi. E’ un film leggero che vuole trasmettere serenità perché, in fondo, è sempre l’amore a trionfare.

I tre protagonisti, Mattioli, Signoris, Grimaudo, subiscono una lenta e graduale trasformazione, un miglioramento prodotto dall’amore che ognuno di loro comincia a provare verso se stesso.

Nonostante la trama sia molto semplice, Le leggi del desiderio esorta a migliorarsi, ad apprezzarsi per quello che si è, senza indossare troppe maschere e senza necessariamente cambiare.

Per questo motivo ad un certo punto non è più il desiderio il motore che muove i quattro personaggi della pellicola, ma è l’amore, in tutte le sue forme.

Dove vedere Le leggi del desiderio
COMMENTO
Nonostante la trama sia molto semplice, “Le leggi del desiderio” esorta a migliorarsi, ad apprezzarsi per quello che si è, senza indossare troppe maschere e senza necessariamente cambiare. Per questo motivo ad un certo punto non è più il desiderio il motore che muove i quattro personaggi della pellicola, ma è l’amore, in tutte le sue forme.
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