Dopo aver goduto della toccante e raccapricciante storia narrata nella serie The Haunting of Hill House e aver palpitato di fronte al triste destino che accomunava i protagonisti di The Haunting of Bly Manor, è tempo di immergersi nelle tetre atmosfere di Midnight Mass, ultima creazione del talentuoso regista e sceneggiatore Mike Flanagan.

In Hill House e Bly Manor protagonisti assoluti del racconto seriale di Flanagan erano i fantasmi, ritratti come creature malinconiche e afflitte da innumerevoli pene dell’anima, un’anima oramai  persa tra la dimensione terrena e quella impalpabile e sconosciuta riservata ai morti.

Midnight Mass cambia completamente registro, offrendo una sceneggiatura che abbandona gli spettri per mostrare vicende che coinvolgono esseri umani in carne ed ossa, uniti da un forte credo religioso che rappresenta il collante morale per costituire una comunità.

Lo show Netflix è ambientato su di un’isola abitata da poco più di cento persone. Un grande pezzo di terra dislocato in mare aperto, dove per raggiungere la città si è costretti a prendere un traghetto. Questo luogo bagnato dal mare un tempo poteva vantare una popolazione ben più numerosa, che provvedeva al proprio sostentamento grazie al mercato della pesca.

Quando un grosso incidente di una multinazionale ha imbevuto le acque marine di petrolio, la fauna marittima ne ha sofferto considerevolmente e con essa tutta l’attività legata alla pesca. Meno lavoro spinse moltissime persone a lasciare l’isola per cercare un nuovo impiego più redditizio.

IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO

Riley Flynn (Zach Gilford) un tempo era un abitante di questa isola. Da giovane soleva fare il chierichetto per soddisfare il forte sentimento religioso che la sua famiglia nutriva.

Da grande Riley ha lasciato il luogo dove è nato, per intraprendere in città un nuovo lavoro moderno e dalle ottime prospettive monetarie.

Niente pesca quindi per vivere: i suoi giorni sono fatti di ritmi intensi e di grandi soddisfazioni lavorative, che prevedono anche ottimi compensi. L’autostima di quest’uomo, un tempo abitante di una landa solitaria in mezzo ai flutti, accresce ed è direttamente proporzionale al denaro che guadagna.

Sebbene la vita a volte sembra che ci sorrida, spesso quello che appare come un gesto di beatitudine in verità è una smorfia di dolore. In pochi attimi tutto quello che Riley ha costruito si sfalda inesorabilmente, rendendolo colpevole di un avvenimento che lo segnerà per sempre.

E’ tempo di tornare dalla sua famiglia e di respirare di nuovo quel profumo di salsedine tanto familiare. E’ consolante avere un padre e una madre accanto, soprattutto se spesso la notte è quasi impossibile abbandonarsi al riposo perché sopraffatti da un indicibile senso di colpa.

UN NUOVO MESSAGGERO DI CRISTO

Il ritorno di Riley non è l’unica novità che investe gli abitanti dell’isola: a messa questa domenica si è presentato un nuovo prete di nome Paul (Hamish Linklater), che sostituisce momentaneamente l’anziano sacerdote che da anni conduceva la sacra messa cristiana.

Padre Paul è più giovane e sembra piuttosto entusiasta di far parte di questa piccola comunità. Gli isolani, abbandonato presto il loro senso di riluttanza per la nuova figura ecclesiastica che presenzia la messa, scoprono un uomo che sembra voglia rivoluzionare in qualche modo la loro vita, con una verve religiosa che mai prima d’ora avevano riscontrato nel prete che lo ha preceduto.

Paul è una figura centrale nella sceneggiatura della serie di Flanagan, perché sarà colui che darà vita ad innumerevoli vicende che coinvolgeranno tutti gli abitanti di questa isola fatta di case fatiscenti e di una generale stanchezza spirituale.

Midnight Mass, difatti, ha un plot incentrato sul significato di credo religioso e su come quest’ultimo riesca a plasmare il carattere e la personalità di un credente.

Come ho già accennato in precedenza, questa volta nessun fantasma sarà al centro di vicende spaventose.

La storia di Midnight Mass, durante i sette episodi previsti, vuole costantemente ricercare, attraverso gli avvenimenti che coinvolgeranno i personaggi, il significato intrinseco del credo religioso e come esso sia stato manipolato dal volere, terreno e imperfetto, di esseri umani.

LA CREDENZA RELIGIOSA CHE SI MISCHIA CON L’ORRORE

In Midnight Mass Mike Flanagan stavolta ha voluto puntare su di una sceneggiatura che prevede anche una forte impronta horror.

Fin dalla prima puntata alcuni brividi pervaderanno il nostro corpo assistendo ad eventi soprannaturali che saranno fondamentali per plasmare la mente e il credo degli abitanti dell’isola.

La stessa isola arreca un certo disagio allo spettatore, perché si presenta piena di case grigie e decadenti, che esprimono perfettamente come questa comunità, oramai decimata, non riesca più a tracciare un futuro davanti a sé e sia completamente restia a cambiare le proprie abitudini di vita e di sostentamento.

La religione cattolica è la priorità di alcuni isolani: sebbene la chiesa la domenica non sia certamente piena, i pochi che presenziano la messa sono anche coloro che hanno un peso decisionale maggiore all’interno della piccola comunità. Essere cattolico e praticante significa quindi avere la possibilità di esercitare un intenso potere persuasivo.

Padre Paul con il suo arrivo porta anche un certo ordine nelle cose, perché attraverso il suo carisma esercita un potere benefico sugli abitanti e fa entrare un po’ di luce dentro i loro animi rabbuiati e privi di speranza nel domani.

IL SIMBOLISMO RELIGIOSO

Midnight Mass è una serie televisiva che, servendosi di lunghi monologhi, soprattutto durante le numerose omelie in cui è protagonista Padre Paul,  offrirà innumerevoli chiavi di lettura che coinvolgono la religione e i loro credenti.

Se con i sermoni del nuovo prete arrivato avremo un chiaro profilo degli intenti di quest’uomo che serve Dio, attraverso le vicende di Riley e degli altri residenti potremo apprezzare i complessi e stratificati profili psicologici che la sceneggiatura riesce a tratteggiare servendosi di dialoghi toccanti e profondi.

Oltre alle parole, Midnight Mass ama offrire interpretazioni sulla religione e su come l’uomo si pone con essa anche con emozionanti avvenimenti, che sfoceranno spesso in situazioni dove l’orrore e il sangue non mancheranno.

Durante le scene in cui l’impronta horror si farà più predominante, queste ultime potrebbero sembrare, di primo acchito, grottesche. Un aggettivo che, dopo qualche attimo passato a riflettere sul significato di quello che abbiamo appena visto, risulterà fuori luogo.

Ogni situazione e ogni goccia di sangue che vedremo sullo schermo non avrà una funzione prettamente spettacolare, ma servirà a comporre il sapiente spettacolo narrativo imbastito da Flanagan, che descrive con grande intelligenza l’uomo e il suo rapporto con il credo divino.

La serie TV creata da Flanagan presenta con successo un impianto narrativo che mischia perfettamente il sacro, il profano e l’orrore, donando ad ognuno di loro una dimensione concettuale stimolante che non mancherà di offrire molteplici interpretazioni.

COMMENTO
Ogni opera seriale di Mike Flanagan desta sempre molta curiosità e, francamente, diverse aspettative. Dopo l’indimenticabile Hill House il regista di Maryland ha costruito una fama di sé che quasi obbliga ogni sua opera ad essere quantomeno interessante come la vicenda che presentava una triste e scioccante storia di fantasmi. Sebbene Bly Manor sia stata una serie apprezzabile, era lecito pensare come oramai le vicende legate alla vita ultraterrena dovessero essere accantonate, per il momento, da parte del talentuoso regista. Così è stato, perché Midnight Mass non parla assolutamente di presenze spettrali, ma incentra la sua articolata storia sulla religione e sulla vita di una piccola comunità che vive su un’ isola. Le vicende di vita dei loro abitanti sono il perno centrale per mettere in scena tutta una serie di avvenimenti che faranno riflettere sul significato di credo religioso, sul perché molti credano che una fede sia più importante di altre e su come spesso siano proprio gli atei a comportarsi secondo un modello di vita cristiano e caritatevole. Scrivere dei ricchi input concettuali che Midnight Mass offre allo spettatore è difficile, perché solo godendo di ogni puntata si può capire la ricchezza della sceneggiatura, che offre dialoghi che affrontano con sensibilità e con piglio filosofico argomenti come il credo apostolico, la morte e l’amore. Non manca nulla in Midnigh Mass, perché vi è l’orrore, sia quello oggettivizzato con la presenza di creature non appartenenti a questo mondo, sia quello che alberga nell’animo di uomini e donne che usano la religione come scudo per giustificare e compiere nefandezze. Completano il ricco quadro emozionale anche sentimenti come l’amore, il senso di colpa e l’immancabile pregiudizio. Come da tradizione di Flanagan, moltissime scene sono incentrate su lunghi dialoghi, che esprimono con efficacia come la verbosità serva al regista per mettere a nudo il quadro emotivo degli abitanti di questa remota isola e dar loro quella dimensione prettamente umana che permette di immedesimarsi in ognuno di loro. La carica teatrale che caratterizza la recitazione dei personaggi principali è fondamentale per trasmettere grandi emozioni. Midnight Mass è , per ora, l’opera migliore per la televisione creata da Flanagan. Un racconto seriale che disturba, coinvolge ma soprattutto fa riflette e stimola diverse discussioni. Consiglio di non divorare la serie tutta assieme, perché vi accorgerete ben presto come ogni episodio susciti una grande voglia di discutere di quello che si è visto e di quali messaggi voleva veicolare la sceneggiatura. Midnight Mass è un racconto ficcante, che si instillerà dentro di voi e che non scorderete con facilità.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".