Venuto al mondo è un film tratto dal romanzo omonimo di Margaret Mazzantini.

Il tema dell’amore e della guerra sono protagonisti della pellicola diretta da Sergio Castellitto. Il significato di entrambi viene mischiato e contestualizzato tramite il forte desiderio di Gemma (Penelope Cruz) di allevare un figlio ed il conflitto che mise in ginocchio Sarajevo all’inizio degli anni ’90 dopo la caduta del comunismo.

Il film inizia con Gemma che fa visita alla capitale di Bosnia ed Erzegovina assieme a suo figlio Pietro (Pietro Castellitto).

Là ritrova tanti vecchi amici, fra cui Gojko (Adnan Haskovic), sua vecchia conoscenza degli anni ’80, quando Gemma passò alcuni giorni nella città della ex Jugoslavia per raccogliere materiale per la sua tesi.

Gojko, uomo anticonformista ed idealista, è subito attratto da Gemma, ma quest’ultima presta attenzioni amorose verso Diego, giovane ragazzo americano fotografo con cui intreccia una relazione.

Il loro rapporto sancirà l’inizio di tante esperienze seminali per questa ragazza italiana, che conoscerà l’atrocità della guerra e la destabilizzazione di un amore che non può portare figli a causa della sua sterilità.

Venuto al mondo è un film drammatico che si giova di una regia impeccabile, impreziosita da una fotografia che mette in risalto le bellezze di Sarajevo e le sue profonde cicatrici urbane a causa dei conflitti interni.

Punto focale di questa città, come la telecamera vuole far capire allo spettatore, vi è l’enorme cimitero dalle lapidi bianche, che mette in risalto con la sua luce riflessa tutto il dolore ed i sacrifici umani che furono fatti per il “Dio” maligno della guerra.

Tutti gli attori sono convincenti, a partire dalla talentuosa Cruz, che, sebbene faccia sorridere quando parla in italiano con la sua calata spagnola, è sempre molto passionale quando deve esprimere amore e soprattutto dolore.

Il film, in poco più di due ore, ripercorre tutta una serie di eventi che partono dal 1984, anno in cui la protagonista conosce Sarajevo, fino al presente in cui la donna torna nella città accompagnata dal frutto del suo desiderio, il figlio Pietro.

Questo ragazzo sedicenne denuncia un rapporto burrascoso con la madre, a seguito del suo parziale rifiuto per questa città e le sue abitudini. Meglio la Sardegna, dove i suoi amici stanno divertendosi facendo il bagno al mare.

La nascita di Pietro è un velato mistero: sebbene la sceneggiatura faccia capire chi è la madre, solo verso la fine del film risultano chiare le origini paterne. La verità è così drammatica quanto potenzialmente commovente.

Dove vedere Venuto al mondo
COMMENTO
La commozione ed il trasporto emotivo sono due fattori che non irrompono durante la visione di Venuto al mondo: sebbene sia praticamente tutto impeccabile, dalla fotografia alla regia, stenta il trasporto emotivo, e soprattutto l’affezione, verso Gemma. Probabilmente è lo scotto da pagare per godere di tante tematiche che la sceneggiatura propone su schermo: la guerra, l’amicizia, l’amore e tutte le sfumature che intercorrono tra questi sentimenti ed il loro contrario. Una grande occasione per godere di un plot narrativo che ha un grande respiro internazionale, pensando che la quasi totalità dei dialoghi del film sono parlati in lingua inglese con utili sottotitoli in italiano. Venuto al mondo è una bella prova di cinema italiano, che ha il pregio di offrire una narrazione ben articolata, cosa non semplice a causa dei continui flashback di Gemma. Un film che è lungi dall’essere etichettato solo come un “drammone sentimentale”, viste le sue tematiche importanti ed universali e la sua qualità registica.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".