L’ultimo film di Paolo Virzì racconta la storia d’amore di Guido (Luca Marinelli), ragazzo colto e pacifico, e Antonia (Federica Victoria Caiozzo), cantante dilettante siciliana, passionale ed impulsiva.

Se è vero che gli opposti si attraggono, i due sono da sei anni che coltivano una relazione solida e piena di passionali momenti di sano coinvolgimento sessuale.

Il sesso, da un po’ di tempo, oltre ad essere una dimostrazione reciproca d’amore, è diventato anche un atto finalizzato alla procreazione: i due desiderano un figlio, ma questo non arriva pur provando da tempo.

Inizia così la piccola odissea dei due innamorati, che frequentano diversi dottori per intraprendere possibili applicazioni mediche affinché Antonia possa mettere alla luce un bambino.

Tutti i santi giorni è una commedia sentimentale che mette in scena il tema attuale della posizione della donna.

Quest’ultima, considerata l’aumentata longevità di vita e la possibilità (oramai una necessità) di lavorare, ha preso l’abitudine di procreare in un’età che, solo cinquant’anni fa, era quasi impensabile.

Antonia ha poco più di trent’anni, e con la sua forte personalità ed il suo carattere istintivo, non sopporta l’idea che il dottore la reputi una “primipara attempata” vista l’età scelta per procreare.

Il suo “vaffa”, appena uscita dallo studio rivolto al medico e a queste classificazioni oramai desuete, sono l’emblema di molte donne attuali.

Il film riesce dunque a mostrare un tema delicato e forse affrontato in maniera sbagliato da molti media.

La regia sceglie di gestire la sceneggiatura con una comicità coinvolgente, che regalerà diversi momenti d’larità allo spettatore.

In scena compaiono anche le rispettive famiglie di Guido e Antonia, la prima fiorentina ed alla mano, la seconda siciliana che ha diversi motivi di scontro con la figlia perché troppo apprensiva ed ansiogena.

Questo “ritratto di diverse parti dell’Italia” giova al film e regala un sapore multiculturale che, sebbene accennato, non guasta e dona ai personaggi maggiore spessore.

Tra Firenze e la Sicilia ci sta la frazione di Acilia, dove i due abitano.
Stona leggermente la rappresentazione dei romani nel film, che compaiono sempre rozzi, maneschi ed aggressivi.

Tutti i santi giorni è una commedia che riesce a farsi vedere in modo piacevole, con il suo ritmo di scena ben dosato e le battute ben congegnate.

Peccato che verso la parte finale del film, lo script tenda a scivolare nel dramma sentimentale da fiction televisiva, con Antonia che perde le redini della razionalità e fa di tutto per rovinare la bella storia con Guido.

Quest’ultimo, poi, dimostra una comprensione con la compagna difficile da immaginare per un essere umano.

Dove vedere Tutti i santi giorni
COMMENTO
Tutti i santi giorni vuole rappresentare il bello delle persone, che spesso non affiora dai grandi media perché difficilmente fa notizia. E’ quindi consigliato abbandonare qualsiasi pregiudizio riguardo le storie d’amore, e calarsi nella piacevole visione di questo film, che mostra una storia non banale e ben diretta, anche grazie alla colonna sonora convincente.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".