Basata sull’omonimo romanzo di Tomás Eloy Martínez, Santa Evita è la nuova serie latinoamericana Disney+, che sarà disponibile in streaming dal 26 luglio 2022 con sette episodi.

In questa recensione parleremo dei primi tre episodi della serie, concessi in anteprima dall’ufficio stampa Disney.

Diretta dal regista Rodrigo García, Santa Evita racconta della storia della più famosa donna sindacalista della storia, Eva Perón (interpretata da Natalia Oreiro).

Evita, diminutivo che le veniva attribuito affettuosamente, fu una donna di origini umili che divenne la seconda moglie del presidente Juan Domingo Perón.

Dopo che Juan Domingo Perón fu eletto Presidente dell’Argentina, nel 1946, Eva poté dedicarsi completamente alla politica nazionalistica del marito, che prevedeva un forte interesse nel sociale e nell’attribuzione di svariati diritti ai lavoratori e ai più bisognosi.

Chiamato in seguito peronismo, questa filosofia politica permise ad Eva Perón di divenire un simbolo all’interno dei sindacati, aggraziandosi sempre di più il favore del popolo e diventando in seguito un vero e proprio simbolo dell’Argentina.

La vita di Eva Perón, purtroppo, fu molto breve, perché nel 1952 la donna perse la vita a causa di un tumore a soli 33 anni.

La sua morte, accolta con orribile giubilo dalle forze militari da sempre invise alla sua politica rivolta al bene sociale, fu uno shock per tutto il popolo argentino.

Il cadavere di Eva Perón divenne il vessillo di una politica volta a proteggere le fasce sociali più bisognose e tutti i lavoratori che abbisognavano di sempre maggiori diritti.

Proprio per questo, nel 1955, quando un colpo di stato militare in Argentina rovesciò il presidente Juan Domingo Perón, il corpo della donna fu occultato perché non potesse diventare un forte simbolo politico contro il regime appena instaurato.

UN CORPO SENZA VITA CHE UNISCE IL POPOLO

Le scene iniziali del primo episodio di Santa Evita mostrano la donna emblema del sindacalismo ferma nel suo letto, immersa in un giaciglio che sottintende alla sua prossima morte.

Eva Perón, sebbene fiaccata dalla  malattia, è ancora una donna combattiva e, soprattutto, cosciente della sua dipartita.

Fin dalle prime scene si nota subito come la serie Disney+ prediliga una narrazione asciutta, che non vuole mostrare siparietti dall’alto tasso emotivo propri di una fiction.

La scenografia mostra in modo esplicito come la ricostruzione storica sia curata e non lasci nulla al caso; l’incredibile malinconia di questi momenti cruciali per Eva si riflettono nello sguardo languido dell’attrice Natalia Oreiro.

Sembra quasi che il cruccio principale di Eva Perón non sia quello di perdere la vita, ma di rinunciare per sempre a guidare e badare ai diritti di tutti quei lavoratori a cui questa donna ha donato l’anima. Un’anima, quella della Perón, che sarà immortale anche se abbandonerà il suo corpo.

Le vestigia di questa donna resteranno per sempre nei ricordi e nel cuore di tutta la popolazione argentina;  proprio per questo i militari rivoltosi, capeggiati dal Colonnello Moori Koenig (Ernesto Alterio), hanno il compito di occultare il suo cadavere per evitare che divenga un vessillo dei sindacalisti.

LA VITA DI UNA DONNA CHE HA FATTO LA DIFFERENZA

Il plot di Santa Evita non racconta solo i tristi giorni della morte di Eva Perón, ma attraverso diverse linee temporali mostra anche gli anni in cui Eva era solo una semplice ragazza che partì alla volta di Buones Aires alla ricerca di fortuna cercando di diventare un’attrice.

Conosceremo così le prime esperienze di Evita come voce femminile di fiction radiofoniche, nonché  il fatidico incontro con Juan Domingo Perón, occasione ideale per mettere in risalto tutta la determinazione di quella ragazza, che riuscì a sedurre l’uomo più in vista dell’Argentina grazie alla sua incredibile personalità.

La sceneggiatura concede grande spazio anche alla controversa figura del Colonnello Moori Koenig, figura subdola che osannò il tumore che portò alla morte Eva. Fu proprio quest’uomo che organizzò l’intricato piano per occultare il cadavere dell’amata sindacalista.

Pervaso da sentimenti di odio e amore verso questa donna quasi santificata dal popolo argentino, l’attore che interpreta Moori Koenig è particolarmente abile nel mostrare espressioni ambigue che esprimono, in fondo, una profonda ammirazione verso Evita.

UN MISTERO DA RISOLVERE

Dagli anni cinquanta saremo trasportati anche nel 1971, periodo in cui l’abile giornalista Mariano (Diego Velázquez), inizia una vera e propria indagine per scoprire dove effettivamente si trovi la salma di Eva Perón.

In questo periodo storico Santa Evita offre un plot che si rifà al genere thriller, mostrando come l’impavido Mariano debba fare attenzione durante la sua inchiesta, che si rivelerà più pericolosa del previsto.

Proprio durante queste scene diventa chiaro come la figura di Evita, anche a distanza di sedici anni, sia ancora bene impressa nella mente della popolazione argentina e come il corpo della donna abbia ancora un immenso potere politico.

Conclusi i tre episodi in anteprima di Santa Evita, è chiaro come la serie Disney+ abbia un grande potenziale, grazie ad una messa in scena curata ed una trama coinvolgente che racconta della donna più influente dell’Argentina.

Dove vedere Santa Evita
COMMENTO
I primi tre episodi di Santa Evita risultano piuttosto interessanti e riescono a delineare con efficacia la figura di una donna che cambiò per sempre il volto politico dell’Argentina. La produzione Disney non vuole mostrare scene sensazionalistiche che possano emozionare a buon mercato lo spettatore, ma sceglie una direzione artistica discreta, che possa appassionare soprattutto raccontando come la figura di Eva Perón risulti essere immortale grazie al suo operato politico. Con scenografie accurate ed attori che hanno una buona presenza scenica, lo show Disney è perfetto non solo per intrattenere, ma anche per conoscere i dettagli e la vita di una figura femminile che sarà per sempre simbolo di una concezione della politica volta a salvaguardare i più poveri ed i lavoratori, due concetti che dovrebbero essere la priorità per qualsiasi welfare che si rispetti.
7.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".