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Abbiamo visto in anteprima i primi venti minuti di Resident Evil, atteso horror diretto da Zach Cregger, regista di Barbarian e Weapons, che riporta in sala la fortunata saga videoludica survival horror creata da Capcom. In arrivo nei cinema dal 17 settembre 2026.
È innegabile che Resident Evil sia un titolo capace di catalizzare l’attenzione di una larga fetta di pubblico.
Da un lato ci sono gli estimatori della spaventosa (e leggendaria) saga videoludica, nata su PlayStation negli anni Novanta; dall’altra parte, i fan di Cregger, che con Barbarian (2022) e Weapons (2025) è riuscito in qualche modo a ridefinire il genere horror grazie a sceneggiature originali, capaci di mescolare con successo ironia, humour e terrore autentico.
Proprio per questo mi sono recato alla proiezione con una certa emozione, nei panni di un grande appassionato sia della saga videoludica sia del cinema di Cregger, oltre che del genere horror in generale.
Il duro lavoro di un corriere
La breve visione di Resident Evil si apre con il protagonista del film, Bryan (interpretato da Austin Abrams), alle prese con una consegna importante nei pressi di un ospedale.
Bryan non trova subito il destinatario del suo pacco, e questo permette alla regia di Cregger di mostrare gli ambienti ospedalieri, affollati di personale medico e di pazienti in attesa di cure.
La cinepresa scruta gli spazi in modo quasi febbrile, fermandosi solo per qualche istante sulle gravi ferite di alcuni malcapitati.
Quando Bryan sembra finalmente aver risolto il suo piccolo intoppo lavorativo, gli si presenta quasi all’improvviso l’occasione di recapitare un nuovo pacco — contenente, a quanto pare, materiale organico — in un luogo lontano.
Una neve ansiogena
Bryan deve fare i conti con una forte nevicata per raggiungere la destinazione: un’ottima occasione per orchestrare scene al cardiopalma in cui la notte si fonde con il manto nevoso.
L’illuminazione di queste sequenze è perfetta nel rivelare solo piccole porzioni di luce, un escamotage ideale per infondere un discreto senso di claustrofobia nello spettatore.
Il candore bianco del paesaggio presto cede il passo a un fulgido rosso sangue: il liquido vitale sgorga dal corpo di una donna con cui, purtroppo, Bryan avrà modo di fare i conti.
Con la comparsa di questa presenza ha inizio il vero calvario del protagonista, costretto a fuggire da una minaccia che mai avrebbe immaginato di dover affrontare.
Venti minuti di pathos, sorrisi ed emozioni
I primi venti minuti del nuovo film di Zach Cregger promettono un ritmo forsennato e confermano come il regista di Weapons voglia continuare a offrire, anche in questa nuova opera, un menù cinematografico che non si limiti a spaventi e orrori.
Osservare le minacce che Bryan si trova ad affrontare strappa spesso un sorriso, un sorriso a denti stretti, che in un batter d’occhio si trasforma in un’espressione di disagio e sorpresa.
Ovviamente questo assaggio non basta a giudicare l’intero film, ma appare già chiaro come Cregger riservi numerose sorprese in questo nuovo adattamento, capace di far ripartire il franchise cinematografico da zero e di mettere al centro della narrazione un protagonista tutt’altro che invincibile — proprio come accadde nel settimo capitolo del videogioco Capcom.
Vedremo se, proprio come in Resident Evil 7, il protagonista di questa oscura avventura imparerà anch’egli a difendersi per non perdere la vita e finire cibo per le terribili creature che incontrerà lungo il cammino.
C’è grande curiosità nell’andare a vedere Resident Evil, per scoprire se Cregger abbia scelto di uniformarsi allo stile della saga videoludica oppure di raccontare una storia del tutto inedita.



































