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Arriva nei cinema dal 24 settembre 2026 Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, nuovo film con Brad Pitt diretto da David Ayer, che torna a lavorare con l’attore dopo Fury del 2014.
Heart of the Beast è un film caratterizzato da una sceneggiatura che promette avventura, azione e dramma, con una particolarità non da poco: i protagonisti della pellicola sono soltanto due, Brad Pitt nei panni di James Belmont, ex ufficiale delle Forze Speciali, e Odino, un cane militare a cui è profondamente legato. La storia segue James e il suo fedele compagno alle prese con una lotta per la sopravvivenza, a seguito di un incidente aereo nelle zone più remote dell’Alaska.
In due alla ricerca di una pace mai conosciuta prima d’ora
James e Odino, un uomo e un cane, un essere umano e un animale che si incontrano e danno vita a un’amicizia che diventa un vero e proprio legame, sancito da tutte le disavventure vissute insieme.
James conosce Odino durante il servizio da ufficiale, quando era solito impegnarsi in missioni ad alto rischio affiancato proprio da quel compagno speciale che oggi ha al suo fianco.
I due hanno più volte rischiato la vita, e proprio per questo ora hanno diritto a chiudere con il passato, per volgere lo sguardo verso il lato più bello dell’esistenza, fatto di natura, spazi aperti e libertà.
Proprio per questo il protagonista decide di partire, lasciandosi tutto alle spalle tranne il suo peloso compagno, con cui condivide un affetto che va ben oltre il semplice rapporto tra un cane e il suo padrone.
Sono quattro i pastori tedeschi impiegati per dare vita a Odino, a testimonianza di quanto il cane sia, a tutti gli effetti, il principale interprete accanto all’ex ufficiale delle Forze Speciali portato sullo schermo da Brad Pitt.

Una natura selvaggia e talvolta matrigna
Il film non concentra la narrazione solo sulle figure di James e Odino, ma anche, e soprattutto, sul concetto di natura, quasi fosse un personaggio aggiuntivo.
La sensazione di isolamento è accentuata dalla figura imponente delle montagne che si stagliano all’orizzonte, mentre i numerosi alberi che popolano le foreste trasmettono un senso di inettitudine umana di fronte alla smisurata potenza dell’ambiente naturale.
Gli spazi incontaminati ricordano quanto tutto appaia diverso, quasi estraneo ai nostri occhi, quando l’ingombrante mano del progresso non si posa su di loro per modificarli in suo nome.
La fotografia del film è tremendamente efficace nel valorizzare la bellezza di paesaggi brulli, che ignorano il concetto stesso di inquinamento e colonizzazione umana.
Oltre a magnificare lo splendore della natura, l’opera di David Ayer vuole anche sottolineare quanto essa possa rivelarsi pericolosa e impietosa.
Tutto cambia quando James è coinvolto in un incidente: se prima la sua solitudine era percepita come un valore aggiunto, ora diventa foriera di pericoli, mettendo seriamente a repentaglio la sua vita. Inizia così una narrazione tutta incentrata sui temi della sopravvivenza e dell’avventura.

Un disperato tentativo di opporsi alla ferocia animale
Heart of the Beast è un film dalla doppia anima narrativa: la prima intende sottolineare come la ricerca di sé passi necessariamente attraverso il rapporto con la natura, sancito da un volontario isolamento, utile a superare i molteplici drammi personali che i conflitti armati hanno lasciato nell’animo di James.
La seconda struttura del racconto è invece sorretta da una scelta stilistica che si rifà al genere survival movie, dove i tormenti di James vengono accantonati in favore dell’azione vera e propria, indispensabile affinché l’uomo possa sopravvivere all’attacco istintivo di fiere selvagge, pronte a vedere in lui e nel suo cane un lauto pasto.
In questi momenti il film interrompe il ritmo compassato che pervade gran parte della pellicola, lasciando spazio a scene dall’alto tasso adrenalinico, in cui Brad Pitt si dimostra abile nel restituire un soldato addestrato e letale, ma anche un uomo perfettamente consapevole dei propri limiti fisici, di fronte alla forza spropositata di un branco di lupi o di un orso feroce capace di raggiungere sette quintali di peso.
I limiti dell’essere umano vengono però colmati grazie a Odino, un cane straordinario che permette a James di non combattere in solitudine, ma in compagnia di un animale che si rivelerà indispensabile per sopravvivere a situazioni estreme.






































