La serie televisiva Lupin, uscita in esclusiva su Netflix l’8 gennaio 2021, fu una bella sorpresa. Fin dai primi trailer diffusi il pubblico amante dei serial e dell’affascinante figura di Arsenio Lupin rimase incuriosito da questo progetto, che omaggiava il noto personaggio con una sceneggiatura originale.

Con protagonista Omar Sy, lo show Netflix non voleva banalmente reinterpretare la figura di Lupin nei panni di un personaggio di colore, ma presentare invece l’inedita figura di Assane (Omar Sy), uomo che adorava fin da bambino leggere tutti i romanzi di Maurice Leblanc con il ladro gentiluomo protagonista.

A causa di alcuni eventi dolorosi e inaspettati nella sua vita, Assane diventa anch’esso un ladro. La sua inaspettata carriera di fuorilegge si ispira proprio alla condotta di Arsenio Lupin, che amava architettare piani sopraffini grazie alla sua brillante intelligenza.

Con solo cinque puntate che componevano la prima stagione, Lupin si rivelò un racconto seriale che oltre ad un plot poliziesco presentava anche diversi, serrati, momenti di puro thriller.

Il passato di Assane è contraddistinto dalla difficile perdita del padre Babakar Diop (Fargass Assandè), che si tolse la vita dopo aver subito una ingiusta accusa di furto da parte del suo datore di lavoro Herbert Pellegrini (Hervé Pierre).

La prematura perdita di Babakar è il perfetto pretesto per inscenare una sceneggiatura in cui è centrale il sentimento di vendetta contro questo ricco e potente uomo d’affari, che risulta un villain spietato e disumano.

DOVE ERAVAMO RIMASTI

Alla fine della prima stagione Assane si trova in una situazione scomoda e pericolosa: dopo aver cercato di danneggiare gli affari di Herbert e soprattutto dimostrare l’innocenza del padre, si accorge di aver messo in serio pericolo la sua ex moglie Claire (Ludivine Sagnier) e suo figlio Raoul (Etan Simon).

I primi istanti della puntata iniziale trasmettono subito una grande adrenalina, con Assane che guida nervosamente una macchina rubata per cercare suo figlio, che sappiamo bene essere stato rapito da un impietoso scagnozzo di Herbert.

Assan ora è un uomo che ha tanto da perdere, e proprio per questo dovrà rinunciare ad operare da solo e prendere in seria considerazione l’idea di avere accanto a sé altre persone che possano aiutarlo nella sua difficile missione.

Inizia così l’odissea di Lupin, una odissea in cui si alternano momenti in cui sembra che tutto vada perduto ad altri che invece vedono il furbo ladro cantare vittoria.

Un saliscendi emozionale che, anche stavolta, è ben orchestrato attraverso una sceneggiatura che presenta colpi di scena di primo acchito anche abbastanza banali, ma sempre gestiti con grande senso dello spettacolo e della suspense.

IL PASSATO CHE FORMA UN UOMO

Anche in questa seconda stagione Lupin offre diversi flashback che possano spiegare meglio il passato di Assane e come quest’ultimo ha costruito importanti rapporti con alcuni personaggi della serie.

Se nella prima stagione abbiamo assistito alla storia di Babakar e la sua impietosa dipartita a causa del cattivo Herbert, in questi nuovi cinque episodi potremo dare uno sguardo più approfondito al rapporto che si è creato fin dalla tenera età tra Assane e Claire.

Amici fin da ragazzini, Assane ha sempre provato qualcosa per Claire, ragazza che gli faceva battere il cuore più velocemente e per la quale era anche intenzionato a compiere gesti irrazionali per renderla felice.

D’altronde rubare per amore spesso può essere un atto poetico, cosa che farà Assane da giovane non solo per compiacere Claire ma anche per vendicarsi di una assurda ingiustizia.

Questi flashback, proprio come nella prima serie, hanno una doppia valenza: quella di arricchire il racconto seriale, presentando frammenti di passato importantissimi per conoscere avvenimenti del presente, nonché  incrementare le informazioni riguardo alla poliedrica e complessa personalità di Lupin.

GIALLO, POLIZIESCO E THRILLER

Lupin con le sue ultime cinque puntate della seconda stagione si riconferma come un racconto composto da generi cinematografici diversi.

Se tutti gli spettatori amanti dei polizieschi possono gioire della presenza dell’investigatore Youseff Guedira (Soufiane Guerrab), coinvolto in stimolanti indagini per scoprire la vera identità di Lupin, anche tutti coloro che amano il pathos avranno di che divertirsi, con numerose scene in cui Omar Sy sarà impegnato a combattere contro i sicari di Pellegrini oppure faticare per far sì che i suoi cari non debbano patire gravi conseguenze della sua condotta.

Assane, d’altronde, è un personaggio fatto di luci e ombre, che sa essere incredibilmente umano in alcune circostanze come estremamente egoista, sopratutto se deve perseguire i suoi ideali.

Un uomo dunque imperfetto e restio a vivere in modo normale, fin troppo impegnato a vendicare suo padre e assicurarsi così che Herbert consumi i suoi ultimi anni di vita in galera.

La serie Lupin si riconferma anche con questi ultimi cinque episodi un ottimo spettacolo, ben diretto e con una sceneggiatura mai avara di situazioni emozionanti e piani rocamboleschi, tipici proprio dell’amato ladro al centro delle storie di Maurice Leblanc.

Dove vedere Lupin
COMMENTO
Lupin nella prima stagione sa divertire, emozionare e riflettere. Il continuo della sua storia, fatta sempre di cinque appuntamenti, riesce anche questa volta a convincere. Sebbene la partecipazione emotiva durante questi nuovi episodi venga meno a causa della storia già conosciuta, la seconda stagione di Lupin è comunque un ottimo prodotto di intrattenimento. I colpi di scena, piccoli o grandi che siano, sono gestiti in modo ottimale tramite la partecipazione di personaggi inaspettati, che rendono la scrittura della serie sempre stimolante, anche quando non risulta particolarmente originale. E’ bene citare poi il villain di Lupin, quell’Herbert Pellegrini che appare incredibilmente odioso per l’uso scorretto che fa della sua ricchezza e soprattutto del suo smisurato potere. Herbert è delineato come classico cattivo “a tutto tondo”, tipico delle produzioni di alcuni anni fa in cui il bene e il male erano sentimenti ben distinti e senza sfumature. Una idea questa che rende il personaggio di Pellegrini impossibile da non disprezzare e che automaticamente trasforma la figura di Assane come una vittima innocente e quindi ideale per ottenere il favore del pubblico. Se avete apprezzato la prima tranche di episodi di Lupin, non vi è alcun motivo per cui non dobbiate godervi anche questa seconda serie di puntate, che presentano anche una divertente citazione che omaggia quel Lupin protagonista di svariati anime giapponesi dell’autore Monkey Punch. Rimane qualche dubbio su questa pausa forzata tra una stagione e l’altra: secondo il mio parere poter fruire di tutti e dieci gli episodi di seguito avrebbe giovato alla carica emozionale che la sceneggiatura vuole instillare nello spettatore. Dopo aver visionato queste due stagioni a distanza di mesi, in qualche modo si avverte come il tempo trascorso abbia raffreddato in parte gli animi e così il coinvolgimento generale.
7.8
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".