Honey 2 mette in scena ancora una volta una protagonista femminile dal passato tormentato ma pronta a riscattarsi ballando e gareggiando in televisione.

Uno scontro ed un riscatto di intenti che si esprime tramite le veloci movenze dei balli moderni, con sfondo la sottocultura dei quartieri poveri multietnici di New York.

In principio, nel 2003, era Jessica Alba a ballare sullo schermo per dare vita all’ennesimo concentrato di sentimento e dramma. Protagonista principale della pellicola la danza.

Ora, dopo otto anni, la protagonista (Katerina Graham ) è meno famosa, ma non per questo meno vivace e pronta a far scatenare gli attori in scena con variegati e adrenalinici balli moderni.

Dopo un periodo al riformatorio per essere stata coinvolta in un furto assieme al suo ragazzo, l’interprete principale Maria decide di cambiare atteggiamento.

Il periodo di detenzione apre un nuovo capitolo nella vita di Maria, che non ha alcuna intenzione di fare gli stessi errori del passato e vuole ricominciare con un nuovo lavoro e con la sua più grande passione: la danza moderna.

Questo l’esile incipit che darà vita alla sceneggiatura di Honey 2: poco più di un’ora e mezza in cui tanti gruppi di ballo (le cosiddette “crew”) sfoggeranno in video diversi tipi di movenze, accompagnati da una colonna sonora tanto adeguata quanto, a volte, spacca timpani.

Maria si troverà, fra un ballo e l’altro, a fare amicizia con ragazzi dalle buone intenzioni e per nulla accostabili al tracotante ex ragazzo che l’ha fatta arrestare.

Quest’ultimo, tanto per cambiare e per dare un cenno di (minima) vitalità alla trama, comparirà come avversario ultimo nella gara di ballo che permetterà al vincitore fama e soldi.

Tutti  i classici, ammuffiti, ingredienti della trama per sfoggiare tanti balli in scena ci sono, il resto è solo una lunga serie di videoclip ambientati nelle strade di New York e come dentro lo studio fittizio del programma musicale dove si sfidano le crew di ballerini.

Nulla che non sia girato con la cognizione di far ballare anche gli spettatori  in sala sia chiaro: la regia è di quel Bille Woodruff, già autore del primo capitolo con l’affascinante Jessica Alba.

Il regista sa come usare la macchina da presa per veicolare tutte le movenze dei ballerini ed il ritmo complessivo della coinvolgente playlist del film.

Tutto però si riduce a mostrare i molteplici balli e all’ascolto della musica. Honey 2 sarebbe ideale come film da mostrare in un luogo dove si raduna la gente per passare la serata, oppure addirittura a ballare.

Un “film da discoteca” insomma, se mai il termine possa significare qualcosa in ambito cinefilo.

Dove vedere Honey 2
COMMENTO
Coscienti di cosa possa offrire Honey 2, potete affrontare la spesa del biglietto qualora vogliate ascoltare tanta musica moderna, ma non emozionarvi come poteva succedere in alcuni cult del genere, da “Flashdance” a “Dirty Dancing”. Qua la trama è un pallido artificio per appiccicare i ballerini su schermo per farli dimenare. In altri film di genere di successo, la sceneggiatura va di pari passo con la musica, e non lascia a lei la capacità (impossibile) di delineare la sceneggiatura. Perché a quel punto non ci troveremmo di fronte ad un film ma ad un lungo videoclip, che poi è il termine migliore per definire Honey 2.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".