Get Even

0

Black è un mercenario. Un uomo che è abituato a non lasciarsi condizionare dalle sue emozioni. Con una pistola nella mano e sangue freddo, vive facendo un lavoro che non permette di fare troppi sbagli.

Perché sbagliare potrebbe significare togliere la vita a qualcun altro. Magari una giovane ragazza, vittima di una bomba attaccata al suo addome, fatta deflagrare. Che ovviamente ha lacerato, oltre al suo corpo, anche la sua breve vita.

Di solito nella vita non ci sono due occasioni, soprattutto quando di mezzo c’è la morte. Ma questa volta il destino, tramite un curioso apparecchio chiamato “Pandora”, permette a Black di rivivere i suoi ricordi, e così scoprire il suo passato, riviverlo e magari correggerlo.

Ma nessuna tecnologia è funzionale senza qualcuno che ti spieghi come usarla. E proprio per questo entra in scena una voce maschile, che spesso sfocia in un misterioso falsetto. Il suo nome è Red.

Red comunica con Black attraverso la sua voce e con immagini disturbate, dislocate su schermi all’interno delle sezioni del gioco. Red non è solo una corda vocale che emette suoni, ma anche rappresentazioni visive.

Immagini che possono essere viste anche sul particolare smartphone in mano a Black. Un apparecchio che oltre a ricevere messaggi e a permettere di fare telefonate, ha la capacità di scansionare l’ambiente esterno per esaminare prove e decifrare oggetti misteriosi.

Queste telefonino diventa il terzo occhio di Black e, soprattutto, la sua terza mano. Applicato assieme ad una pistola, trasforma quest’ultima in un’arma che permette di vedere anche dove l’occhio umano non sarebbe in grado di farlo.

La pistola angolare. Questo il nome di un’arma che riesce ad uccidere servendosi di prospettive mai provate prima d’ora.

Inizia la discesa di Black nell’inferno dei ricordi, dove le anime dannate sono rappresentate da tutti coloro che risiedono nella sua memoria, rei di aver contribuito all’uccisione di questa ragazza.

Da come avrete capito, Get Even è un gioco abbastanza particolare, che vuole rapire il giocatore tramite una sceneggiatura che pesca a piene mani nel genere thriller, il giallo, la fantascienza e l’azione.

Con una visuale in soggettiva, il giocare comanda il sopracitato Black che ha l’ingrato compito di soddisfare le richieste dell’oscuro Red, attraverso stage che sono composti dai ricordi che la mente di Black riesce a decifrare.

Lo smartphone è il secondo grande protagonista, perché è utilissimo nel mostrare dettagli altrimenti irraggiungibili al nostro protagonista. Una macchia di sangue, ad esempio, può essere scansionata agilmente; l’apparecchio ci dirà a chi appartiene, assieme a tante altre informazioni .

Ma non è tutto. Scegliendo tra le diverse funzioni dello smartphone con la croce direzionale del joypad, vi saranno altre funzioni, come quella che permette di visionare l’ambiente con gli infrarossi, ideale anche per risolvere alcuni enigmi che il gioco ci costringerà ad affrontare. E poi anche una comoda mappa, che indica i nemici armati con un colore rosso.

Anche questa feature è fondamentale, perché il gioco ha anche alcune sezioni in cui è ideale nascondersi dal nemico ed evitare di sparare ai propri ricordi che, sebbene virtuali,  creano lo stesso dolore reale al nostro Black.

Il gioco è un susseguirsi di diversi stage composti dalle memorie di Black, piene di indizi da collezionare per ricomporre il drammatico puzzle che ha portato all’uccisione di questa ragazza.

Anche le prove testuali saranno importanti da leggere, assieme a registrazioni audio di diversi protagonisti della vicenda.

Insomma, Get Even offre al giocatore un menu ludico che offre una pietanza fatta di avventure, sparatorie, fasi stealth e tanta narrazione, arricchita da alcuni colpi di scena.

Tutto questo impianto narrativo non sarebbe nulla senza un accompagnamento musicale, che in Get Even risulta assolutamente degno di nota.

Dal primo brano musicale del menu di apertura del gioco, con un violino che suona note melodiche pregne di malinconia, fino alle altre sonorità, fatte di toni musicali molto tese, tutto il palinsesto melodico è notevole.

Molte volte saranno proprio i rumori ambientali, come le urla degli altri protagonisti della storia, a creare un ritmo musicale che si fonderà perfettamente con i brani sonori.

Ma non è tutto perfetto in Get Even, perché alcuni problemi tecnici purtroppo minano l’esperienza, con un frame rate che spesso cala inesorabilmente, risultando scattoso ed inappropriato. Anche alcuni bug hanno funestato l’esperienza ludica, con alcuni freeze del gioco.

Da sottolineare, per i maniaci della grafica, che l’impianto tecnico non è all’avanguardia, presentando una grafica non brutta, ma solo funzionale.

COMMENTO
Non è facile dare un giudizio su Get Even, gioco dalle diverse sfaccettature e da una forte personalità cinematografica oltre che meramente ludica. Il gioco è appassionante, per certi versi originale, e deve essere quantomeno provato da tutti coloro che adorano la componente narrativa in un videogioco. Ma alcuni problemi tecnici, ahimè, non possono essere tralasciati in fase di recensione. Personalmente ho atteso fino ad oggi che venisse rilasciata una patch per i problemi tecnici esposti prima, ma purtroppo ancora non ho potuto giovare di update che, sicuramente, risolverà le imperfezioni riguardo la scarsa fluidità del gioco, soprattutto durante le fasi in cui giocheremo in ambienti aperti. In un gioco dove bisogna continuamente esaminare l’ambiente circostante, questi difetti sono ancora più gravosi. Il consiglio dunque è quello di aspettare questo famigerato aggiornamento per godere in modo ottimale di una esperienza sicuramente notevole e dall’impatto emotivo non indifferente. Credo sia inutile sottolineare come le fasi che coinvolgono le sparatorie, oppure quelle in cui dovremo entrare in fase stealth, siano solamente “funzionali” e non programmate in maniera impeccabile. Non stiamo giocando a Metal Gear Solid oppure ad un Wolfenstein: Get Even è un progetto ludico che va giudicato nella sua globalità strutturale, fatta soprattutto di narrazione di una sceneggiatura che vuole strizzare l’occhio al genere hard-boiled ed a quello fantascientifico.
7
Articolo precedenteLittle Nightmares – The Depths
Articolo successivoI Guardiani della galassia arrivano in home video
Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".