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Esce nei cinema il 27 agosto 2025 Una scomoda circostanza – Caught Stealing, thriller di Darren Aronofsky con protagonista Austin Butler basato sul romanzo del 2004 di Charlie Huston.
Hank Thompson (Austin Butler) aveva un grandissimo dono: quello di giocare a baseball in modo eccezionale. Quando prendeva in mano la mazza, ogni palla che arrivava vicino a lui era destinata a essere colpita violentemente e a percorrere svariati metri per finire fuori dal campo.
Non era solo un talento naturale quello di Hank, perché in effetti è stata sua madre ad allenarlo in modo esemplare. Da grande tifosa dei San Francisco Giants, questa donna voleva che il figlio potesse un giorno calpestare i campi in cui i suoi giocatori del cuore hanno speso fatica e sudore.
Con queste caratteristiche Hank al liceo era una sorta di beniamino dello sport, pronto a essere ingaggiato da qualche squadra importante per iniziare così una brillante carriera professionale.
Ma la vita spesso riserva amare sorprese, perché a causa di un grave infortunio Hank è costretto a soffocare tutti i suoi sogni e a diventare un ragazzo normale che ora lavora in un malfamato bar di New York.
Il baseball vissuto attraverso lo schermo di un televisore
Se prima Hank era abituato a tenere salda nelle mani una mazza da baseball e a respirare a pieni polmoni l’acre terra dei campi in cui giocava, ora deve accontentarsi di vivere la sua sfrenata passione solo da spettatore passivo.
È il 1998 e la sua squadra del cuore, i Giants, sta regalando ai suoi sostenitori una stagione fenomenale disputando un ottimo campionato.
Tra un drink servito e una bevuta, Hank sbircia il televisore per cercare di carpire utili informazioni sui Giants.

La sua vita è racchiusa tra il suo lavoro come barman, la sua passione per il baseball e la relazione con Yvonne (Zoë Kravitz), una brava ragazza che vorrebbe che la loro storia diventasse qualcosa di più serio.
Di ritorno da una serata di lavoro e pronto a donare a Yvonne focose effusioni, Hank incontra sul pianerottolo il suo vicino Russ (Matt Smith), un punk dai modi scontrosi costretto a partire per andare a vegliare suo padre, malato da tempo.
Russ implora Hank di badare al suo gatto per qualche giorno, un compito a prima vista semplice per Hank, ignaro di come da quel momento in poi la sua vita cambierà notevolmente.

Una serie di eventi devastanti
Proprio mentre Hank è pronto a dare da mangiare a questo adorabile gattino dagli occhi dolci ma propenso a mordere chiunque non gli sia simpatico, alla porta suonano due bruti che chiedono di Russ.
Purtroppo non serve rispondere in maniera educata a questi due uomini per risolvere velocemente la questione: i due malviventi iniziano a picchiare violentemente Hank, procurandogli gravi ferite che lo costringono a doversi ricoverare in ospedale.
Ha inizio così una vera e propria odissea per Hank, che scoprirà come il suo vicino lo abbia inconsapevolmente messo in mezzo a guai molto seri con persone pronte a uccidere senza pietà.
Non basterà rivolgersi alla polizia per cercare di mettere in salvo la propria vita, perché in Una scomoda circostanza – Caught Stealing tutti sono colpevoli e nessuno è innocente, a partire dalla stessa città di New York, un luogo sporco e pericoloso con strade che pullulano di persone poco raccomandabili.

Un dramma trattato in maniera insolita
Una scomoda circostanza – Caught Stealing è un’opera che può essere catalogata nel genere dei thriller, un thriller profondamente energetico grazie alla colonna sonora travolgente e coinvolgente che dona alle molteplici scene in movimento un tocco di inebriante adrenalina.
La sceneggiatura del lungometraggio di Darren Aronofsky si diverte in qualche modo a confondere volutamente lo spettatore presentando, durante la prima parte della narrazione, personaggi tutto sommato ottimisti e pervasi da un velo di ironia.
Hank è un ragazzo che ha accettato la sua condizione di vita e che risulta essere anche brillante nel suo lavoro, specialmente quando riesce a calmare i bollenti spiriti rissaioli dei suoi clienti offrendo loro alcol gratuito.
Anche la sua relazione con Yvonne è positiva e non può fare altro che portare benefici nella sua quotidianeità.
La prima parte sembra quindi presentare una pellicola fuori dagli schemi narrativi più drammatici, almeno fino a quando la storia svela il motivo che ha interrotto la carriera di Hank, un incidente in cui viene mostrato per la prima volta il sangue finto e gravi ferite in modo esplicito.

Con questa rivelazione l’opera di Darren Aronofsky vira verso il drama, approfittando non solo di questi dolorosi flashback del protagonista per emozionare ma soprattutto raffigurando la natura criminale e priva di umanità di individui coinvolti nella mafia russa e di due rabbini di nome Lipa e Shmully Drucker (Liev Schreiber e Vincent D’Onofrio), questi ultimi profondamente religiosi ma pronti a spargere sangue senza battere ciglio.
La scia di omicidi che segue Hank dimostra come sia impossibile per il personaggio interpretato da Austin Butler sfuggire al suo karma, segnato ai tempi del liceo con quel terribile incidente.
Più ci si addentra nella narrazione di Darren Aronofsky, più ci si rende conto di come anche il dramma possa trasformarsi rapidamente in humor nero, provocando inevitabilmente un sorriso dai denti stretti nello spettatore.
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