Dopo il mio primo contatto con la nuova serie TV Sky-Hbo The Third Day grazie al first look, ho avuto il piacere di vedere in anteprima i primi due episodi di questa promettente serie, che si compone di sei episodi in totale divisi in due tranche differenti da tre puntate l’una.

Questo primo gruppo di puntate ha come protagonista Sam (Jude Law), un uomo afflitto da diversi e gravosi problemi con la famiglia e con la sua attività lavorativa.

Come potrete capire perfettamente durante questi primi due appuntamenti, Sam ha dovuto soffrire molto per una inaspettata quanto devastante perdita.

Il dolore lo porta a trascorrere del tempo nel bosco di Osea Island, un’isola nell’Essex in Inghilterra, collegata alla terra ferma da una stretta strada che durante le ore pomeridiane si allaga delle acque del fiume Blackwater, risultando così impraticabile.

PIACERE SONO SAM, UN UOMO SOFFERENTE

Le prime scene di The Third Day, grazie al piglio registico accurato e ricercato, raffigurano efficacemente tutta l’angoscia che prova Sam.

Primissimi piani della cinepresa riescono a cogliere il panico e la confusione negli occhi chiari di Jude Law, un uomo che si ritrova in mezzo al bosco per compiere una sorta di rito personale, tentando di mitigare così la sua gigantesca sofferenza.

La luce di un sole stanco penetra il fogliame di enormi alberi caratterizzati da un’altezza smisurata, quasi per delimitare il territorio boschivo e nascondere il luogo da occhi indiscreti.

La regia si sofferma continuamente sulle riuscite espressioni di inquietudine e smarrimento di Sam, mostrando scene che sacrificano la visuale del paesaggio alle spalle di Jude Law rendendolo completamente sfocato, quasi come se non esistesse.

Il tutto per focalizzare e rendere chiaro come la regia, durante i primi minuti di visione, voglia con forza sottolineare che il personaggio di Jude Law è centrale nella vicenda.

Anche l’isola appare quasi come un secondo protagonista: nodo centrale delle vicissitudini di Sam, questa risulta isolata dal resto del mondo perché delimitata dalle acque di un grande fiume.

Il tratto di strada che permette di arrivare alla terra ferma è più volte fotografata dalla cinepresa tramite una ripresa a volo d’uccello, ideale per trasmettere tutta la misteriosa conformazione geografica del luogo.

UN INCONTRO SCIOCCANTE

Quando Sam ode alcune voci, riesce a scorgere non lontano dalla sua posizione la figura di una giovane ragazza alle prese con un gesto incomprensibile.

Sarà proprio l’incontro di Sam con Epona, questo il nome dell’adolescente (interpretata da Jessie Ross), a portarlo fino al villaggio sito nel cuore dell’isola di Osea, un modesto conglomerato di poche abitazioni in cui vivono solo 93 anime.

Conoscere gli abitanti del posto sarà una esperienza straniante per Sam e per lo spettatore: il Signor Martin (Paddy Considine), un uomo caratterizzato da una capigliatura che fa uso di brillantina come negli anni cinquanta, fa la sua conoscenza e lo ringrazia per il suo gesto altruistico.

Poco dopo Sam conoscerà anche la signora Martin (Emily Watson), una donna che si rivolge al marito con modi scurrili e non perde occasione per schernirlo con brutte parole.

I due coniugi saranno coloro con cui Sam avrà maggiori rapporti sociali assieme a Jess (Katherine Waterston), una donna che si trova in questo luogo per passare alcuni giorni di svago.

RITI E USANZE PARTICOLARI

Le abitudini delle persone che abitano a Osea Island sono particolari e rendono il posto decisamente lugubre oltre che fuori dal tempo.

Con abitazioni dall’architettura scarna e priva di colori sgargianti, tutto il paesaggio urbano risulta anonimo e in qualche modo grottesco, soprattutto quando le stradine vengono riempite di giovani che indossano enormi maschere raffiguranti animali.

Si tratta delle prove di un festival musicale in procinto di essere inaugurato: questo è quello che Epona dice a Sam, incuriosito e spaesato alla vista di questi costumi.

Quello che è certo,  come potrete comprendere, è che gli abitanti di questa isola hanno usanze molto particolari.

Il loro modus vivendi è inappropriato e lascivo, soprattutto quando cala la sera e l’isola diventa un pezzo di terra raggiungibile solo tramite un mezzo acquatico.

Abitudini di vita che si legano a particolari credi religiosi, che sembra abbiano un qualche legame con Sam e con il suo difficile passato.

COMMENTO
Se le prime impressioni di The Third Day erano positive, dopo la visione delle prime due puntate non posso che confermare l’ottima qualità della nuova serie Sky con protagonista Jude Law. A partire dall’elegante regia fino alla riuscita sceneggiatura che riesce, almeno per ora, a rendere chiare le vicende di Sam sebbene caratterizzate da un plot complesso, The Third Day è una visione assolutamente consigliata per tutti gli amanti dei thriller con sfumature horror. Si respira una grande atmosfera fin dai primissimi fotogrammi, anche grazie ad una colonna sonora che spesso acuisce il pathos generale. Con una prima tranche di soli tre episodi che narrano le vicende di Sam, dovrebbe peraltro essere scongiurata la visione di puntate ripetitive. Il 19 ottobre non mancate il primo appuntamento con queste due puntate, di certo non ve ne pentirete.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".