Jude Law e Naomie Harris sono protagonisti della nuova produzione Sky e HBO The Third Day, in arrivo il 19 ottobre, ogni lunedì alle 21.15 su Sky Atlantic e Now TV.

Ho avuto il piacere di dare un primo sguardo a questa promettente serie caratterizzata da un’atmosfera da thriller-horror psicologico.

La miniserie,  attraverso due cicli narrativi  distinti chiamati “Estate” e “Inverno”,  ognuno comprensivo di tre episodi su un totale di sei, racconta di Sam (Jude Law) e Helen (Naomie Harris), entrambi coinvolti in misteriose vicissitudini vissute in una particolare isola nella contea di Essex chiamata Osea Island.

Per arrivare in questo piccolo pezzo di terra  bisogna percorrere una stretta stradina che, quando si alza la marea, si ricopre delle acque del fiume Blackwater.

La prima caratteristica che va sottolineata in The Third Day è il cambio di protagonisti durante i due cicli narrativi: se nella prima tranche di episodi sarà Jude Law ad essere al centro dell’attenzione, vittima di seri problemi lavorativi e familiari, nel secondo ciclo di puntate subentrerà come protagonista Helen accompagnata dalle sue due figlie.

Due personaggi distinti, ma stessi problemi con gli strani isolani, i quali a prima vista potrebbero sembrare anche affabili e ben predisposti verso i due stranieri, ma che ben presto si scoprirà che hanno stili di vita misteriosi e terrificanti, nel nome di una strana setta a cui sono devoti.

INTO THE WOODS

The Third Day fin dalle prime scene non nasconde il tenebroso e angoscioso mood di tutta la produzione Hbo: un Jude Law visibilmente accorato parla al telefono di alcuni problemi che riguardano il suo lavoro e la perdita di tanti soldi.

Intorno a lui si espande il rigoglioso bosco di Osea Island, contraddistinta da un paesaggio fatto di alberi che si ergono fino al cielo quasi a rappresentare una prigione per Sam, che oltre a patire gravosi problemi privati si imbatte anche in un  agghiacciante incontro con l’adolescente Epona (Jessie Ross).

La ragazza era in serio pericolo e grazie al tempestivo intervento di Sam ora può ancora respirare autonomamente. Non sarà solo questa scioccante esperienza a rovinare ulteriormente la giornata di Sam, ma anche la visione di un bambino misterioso davanti ai suoi occhi increduli.

Sam decide di portare Epona dagli isolani, occasione che gli permetterà di fare la loro conoscenza e conoscere personalmente tutta la loro stranezza e ambiguità.

UN ORRORE AFFASCINANTE

Il primo approccio con la serie TV The Third Day è decisamente stimolante per tutti gli appassionati del genere.

La serie sa subito convincere e appassionare grazie all’efficace regia, che si serve di tremolanti movenze della cinepresa e di primi piani per sottolineare le espressioni spaventate di Jude Law.

Nel momento in cui la sceneggiatura mostra dove abitano gli isolani, la scenografia riesce a ricreare perfettamente una sorta di villaggio che sembra vivere in un tempo indefinito.

Anche la colonna sonora, che si serve di sonorità differenti e atipiche per creare pathos e sopratutto esprimere  la grande confusione che prova Sam, è decisamente azzeccata e conferisce grande personalità artistica allo show.

Sam si accorge ben presto che gli abitanti di Osea Island non hanno un comportamento normale, anche solo ascoltando donne che pungolano i propri mariti rivolgendo loro parole offensive con malcelato astio.

Scene che mettono a disagio Sam e lo stesso spettatore, anche grazie alla bravura degli altri attori coinvolti nella serie, come Emily Watson, Paddy Considine e Katherine Waterston.

Quello che caratterizza Sam è sopratutto la sua perseveranza nel voler indagare e scoprire i segreti di questa isola, un comportamento identico a quello di Helen, una donna che raggiunge Osea Island per passare un fine settimana con le sue figlie.

Durante la storia che coinvolge la donna, gli isolani adotteranno un comportamento ostile verso di lei e vorrebbero solo che questa lasciasse la loro terra. Le tradizioni degli abitanti di Osea Island sono troppo importanti e radicate nella loro vita, e non permetterebbero a nessuno anche solo di metterle in discussione.

COMMENTO
Se da appassionati di serie televisive pretendete che fin dalla prima puntata uno show debba conquistarvi, The Third Day fa sicuramente al caso vostro: non passeranno che pochi minuti prima che Jude Law e le sue disavventure riescano ad attrarre e rapire qualsiasi amante del genere horror e thriller. Con una vivace regia che riesce a instillare il giusto pathos e una fotografia che si serve della particolare conformazione geografica di Osea Island per infondere quell’impalpabile ma costante senso di inquietudine, The Third Day sa attirare da subito l’attenzione dello spettatore, anche quello più difficile che pensa di aver già visto tutto. E’ innegabile come la curiosità di continuare la serie incomba, per capire come i misteriosi problemi di Sam e Helen possano essere risolti e affrontati sostando in questa piccola isola collegata al resto del mondo con una stradina vittima della marea del fiume Blackwater, che abbraccia tutto il territorio come per sottolineare quanto in realtà non sia così facile lasciare il posto. La realtà si mischia ad alcune orribili visioni durante diverse scene in The Third Day, per offrire importanti metafore che possano destrutturare il passato oscuro dei protagonisti della serie in nome di una probabile rinascita interiore.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".