Annabella è una donna che ama il cinema e che ha allestito da anni nella sua comunità pugliese un’arena cinematografica che proietta film di un certo spessore. Non sono previste quindi pellicole commerciali così dette anche “blockbuster”.

Annabella ha un figlio di nome Sid, che da tempo ha lasciato la bella Puglia per intraprendere la carriera da architetto.

Ma Sid è costretto a tornare nella terra dove è nato e rivivere così la sua infanzia, fatta di momenti di malinconia e solitudine, dal momento che suo padre fu assente nella sua vita.

L’età d’oro è un film che vuole omaggiare il cinema tutto, soprattutto sottolineando la capacità di questo medium di comunicare emozioni e ricordi.

La regia, sebbene sia statica soprattutto mentre inquadra gli attori del film che si affaccendano per mantenere in ottimo stato la loro arena cinematografica, sceglie invece di utilizzare molteplici schermi per proiettare, letteralmente, i ricordi di infanzia di Sid e di Annabella.

Il bianco e spazioso schermo dell’arena diventa così  mezzo espressivo per far rivivere allo spettatore gli anni in cui Annabella, in gioventù, si batteva per i diritti delle donne.

Nello specifico il personaggio di Laura Morante voleva creare un documentario, diventato programma televisivo commissionato dalla Rai, che potesse mostrare lo sfruttamento delle donne che si prostituivano.

Croce e delizia della sua carriera, proprio questa opera così importante e sofferta per lei rappresentò la fine della sua gloriosa professione da regista.

Ma non sarà solo lo schermo del cinema  ad ospitare i ricordi, perché la regista Emanuela Piovano utilizza anche altri schermi, come quello del computer portatile, oppure quello di una vecchia televisione in bianco e nero.

Veri e propri mezzi di comunicazione che diventano un portale per trasmettere anche i ricordi di Sid, bambino che troppo ha sofferto la dipartita di suo padre.

L’età d’oro mostra anche il racconto del presente, fatto degli amici e dei parenti di Annabella che ancora si impegnano per mantenere in ottimo stato questa arena cinematografica.

Quest’ultima è simbolo della loro indipendenza lavorativa, e soprattutto vessillo di certi gusti cinefili che scostano tutte le produzioni votate unicamente a fare soldi al botteghino.

L’età d’oro è un film che raffigura un certo modo di amare l’arte del cinema, ma soprattutto un modo diverso di vivere la vita, separandosi da una società spesso troppo lasciva di fronte alla superficialità della tecnologia moderna.

Laura Morante è molto espressiva nella sua recitazione e riesce a trasmettere con il suo sguardo tutta la malinconia e la sofferta consapevolezza che gli anni della condivisione degli ideali e della lotta sociale non torneranno più.

O, quantomeno, nel presente non vi è più traccia del pathos che coinvolgeva lei e tutti i suoi amici e parenti.

Sebbene il film ruoti attorno all’affascinante Annabella, la sua figura riesce ad essere importante grazie alla partecipazione emotiva degli altri attori coinvolti, come Dil Gabriele Dell’Aiera, Giulio Scarpati, Eugenio Costantini, Pietro De Silva, Gigio Alberti, Giselda Volodi , Stefano Fresi ed Elena Cotta.

Non manca nemmeno la simpatica ed autoriale partecipazione Adriano Aprà, critico nella vita e nella pellicola.

La figura dell’uomo che consigliava i film e ne svelata tutto il substrato socio-culturale era immancabile tanti anni fa, quando ancora le persone ascoltavano queste importanti figure prima che internet disintegrasse la critica come la conoscevamo.

Dove vedere L'età d'oro
COMMENTO
L’età d’oro è un film che raffigura un certo modo di amare l’arte del cinema, ma soprattutto un modo diverso di vivere la vita, separandosi da una società spesso troppo lasciva di fronte alla superficialità della tecnologia moderna. Laura Morante è molto espressiva nella sua recitazione e riesce a trasmettere con il suo sguardo tutta la malinconia e la sofferta consapevolezza che gli anni della condivisione degli ideali e della lotta sociale non torneranno più.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".