Ryan Murphy torna su Netflix dopo aver diretto la serie TV Ratched con The Prom, adattamento cinematografico dell’apprezzato musical di Broadway ad opera di Chad Beguelin, che vede protagonisti i due attori newyorkesi Dee Dee Allen (Meryl Streep) e Barry Glickman  (James Corden).

Narcisiste star di Broadway, Dee Dee e Barry si ritrovano spaesati e delusi dopo aver letto pessime recensioni del loro ultimo, costoso, spettacolo di Broadway.

La loro carriera, e soprattutto la loro immagine pubblica, si trovano in una fase di crisi, a cui devono subito porre rimedio con un gesto pubblico plateale e così idoneo a far salire di nuovo la loro popolarità.

L’occasione si presenta quando vengono a conoscere la storia di Emma (Jo Ellen Pellman), una giovane ragazza dell’Indiana che non ha la possibilità di partecipare al ballo di fine anno perché dichiaratamente omosessuale.

I due, seguiti da Angie (Nicole Kidman) e Trent (Andrew Rannells), un’altra coppia di attori in una fase di stallo della loro carriera, si mettono subito in viaggio per organizzare una bella rappresaglia contro l’associazione dei genitori della scuola di Emma, strenuamente convinta a non permettere a questa ragazza di amare liberamente una teenager del suo stesso sesso, sebbene il preside del liceo (Keegan-Michael Key) sia a favore delle ragioni di Emma.

MAMMA MIA CHE RITMO!

Non passeranno che pochi minuti, da quando premerete il tasto per la riproduzione del film, che The Prom sveli subito il genere di prodotto cinematografico che è, ovvero un allegro musical pieno di ritmo e abiti luccicanti.

Meryl Streep, oramai a suo agio a muoversi a tempo di musica dopo le prove attoriali nei due film della saga di Mamma mia!, riesce subito a entrare nel ruolo dell’attrice famosa e incredibilmente viziata, abituata ai riflettori del palcoscenico (e della vita) che risplendono solo per lei.

Con il suo piglio da attrice consumata ma ancora sensuale, la Streep mostra un personaggio che gigioneggia (a tratti eccessivamente) e in alcuni momenti risulta essere troppo marcato nei suoi comportamenti atipici da star capricciosa.

Più pacato, sebbene sempre su di giri, il comportamento di Barry, il personaggio interpretato da James Corden, che dietro ai suoi ammiccamenti e il tipico humour di chi riesce a ridere dei suoi difetti, nasconde una toccante storia che riguarda l’approccio con la sua omosessualità in età ancora giovane e il difficile rapporto con i suoi genitori.

La ballerina al momento disoccupata nei panni di Nicole Kidman invece, almeno durante la prima parte del film, si mostra fin troppo discretamente e quasi appare un personaggio oscurato dall’importante presenza della Streep.

Impressioni che durante il proseguo del film saranno in parte smentite, perché anche la Kidman potrà sfoggiare momenti scenici in cui racconta la storia della sua vita e tutti i suoi dubbi esistenziali.

Rimane solo da citare Trent (Andrew Rannells), quello che assieme a Barry risulta essere il personaggio più equilibrato e credibile nella sua personalità, caratterizzata da numerose frustrazioni da attore imprigionato in una scialba parte all’interno di una sit-com dozzinale.

UNA SCENEGGIATURA IMPORTANTE

The Prom non sarà di certo il musical con le scenografie più imponenti e complesse di sempre, ma ricopre un ruolo di un certo valore per la sua scenografia, che riguarda il concetto di inclusione per le persone che hanno gusti sessuali differenti dalla massa.

La figura di Emma è spaesata e disorientata quanto basta per destare una certa tenerezza nello spettatore, anche perché la ragazza si ritrova sola a combattere contro la sua giustissima voglia di condividere l’importante momento del ballo di fine anno con la ragazza da lei amata.

Purtroppo sarà solo il preside della scuola a combattere al suo fianco affinché la sua alunna possa partecipare alla festa più importante dell’anno scolastico e vero e proprio rito adolescenziale per tutti i giovani americani.

Per fortuna con l’arrivo dei quattro attori, in veste di paladini della giustizia sociale, Emma potrà avere l’appoggio di tutti loro, anche se il gesto, almeno all’inizio, è strumentalizzato unicamente per dare loro una nuova e vibrante fama.

Il messaggio che veicola The Prom, sebbene all’inizio sembri che sia intriso di una certa retorica, riesce invece a risultare vincente per come è gestito, attraverso i canti e i balli di  ragazzi che hanno la possibilità di ravvedersi dal loro cieco pregiudizio, soprattutto se si dichiarano credenti di una religione che recita e intima l’amore verso il prossimo, qualunque esso sia.

COMMENTO
The Prom sembrava essere, almeno durante la prima mezz’ora, un musical semplice e allegro che sfruttava la notorietà di due grandissime attrici come Meryl Streep e Nicole Kidman per risultare appettibile a numerosi amanti del cinema. Durante la visione invece il film cambia, e sceglie di sacrificare parte del mood giocoso e allegro per investigare anche sulla vita e sulle delusioni dei suoi protagonisti, che durante i momenti in cui hanno gli occhi lucidi riescono a dare il meglio di sé. Grande importanza ovviamente ha anche il tema dell’inclusività e di Emma, una ragazza semplice e spontanea che si ritrova costretta a non poter ballare assieme alla sua compagna a causa dei pregiudizi della comunità scolastica. Il suo coming out si eleva come un potente grido di rivalsa verso tutti coloro che non sopportano la diversità e si aggrappano a sterili e superati concetti che hanno la tracotanza di definire cosa può apparire normale oppure no. The Prom non sarà un film perfetto, ma il suo messaggio di fondo è troppo importante per non essere messo in evidenza.
7.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".