Michele Rech, in arte Zerocalcare, è uno dei fumettisti italiani più prolifici e di successo in assoluto.

Con uno stile caustico e realista, le sue strisce hanno spesso come protagonista la sua vita, fatta di numerosi drammi esistenziali e della perenne compagnia dell’Armadillo, una figura retorica che rappresenta la sua coscienza.

La narrativa fumettistica di Zerocalcare, ambientata soprattutto a Roma  dove l’autore vive, è piena di molteplici riferimenti alla politica, ai massimi sistemi ed anche all’amore, quest’ultimo visto come sentimento fin troppo complesso da gestire.

Tematiche importanti, che Zerocalcare riesce però a rendere comprensibili perché  rappresentate attraverso aneddoti della vita quotidiana dello stesso autore.

Un modo perfetto affinché il lettore sia partecipe della  sua vita e farlo sentire così parte dei suoi dilemmi esistenziali,  dilemmi che dopotutto riempiono anche le vite di tutti noi.

Con Strappare lungo i bordi, Zerocalcare per la prima volta firma una serie animata Netflix, dove la carta è sostituita da un televisore e il tratto in bianco e nero da disegni colorati e animati.

UN RACCONTO DI VITA

Strappare lungo i bordi presenta una trama ricca di ricordi e flashback dell’autore romano, in cui convogliano le importanti figure di Sara e Secco, due dei suoi migliori amici fin dalle scuole elementari.

In Strappare lungo i bordi il doppiaggio è gestito unicamente da Michele Rech, che oltre a doppiare se stesso modula efficacemente la sua voce per renderla credibile anche quando rappresenta toni femminili.

Questa trovata è assolutamente congeniale al prodotto in questione, dal momento che tutta la serie, composta da sei episodi di poco più di venti minuti ciascuno,  è un lungo racconto narrato da Zerocalcare.

L’unica eccezione è rappresentata dall’Armadillo, che ha la voce di Valerio Mastandrea. L’attore romano darà forma al noto personaggio con una interpretazione ottimale, che renderà questa scomoda e ingombrante figura nella vita di Michele estremamente simpatica e fuori dall’ordinario a causa della sua smisurata schiettezza.

I PERSONAGGI

Come ho già accennato, gli avvenimenti descritti nella serie Netflix riguarderanno non solo il presente di Zerocalcare (che chiameremo con il nomignolo “Zero”) ma anche il passato, in cui ancora era un bambino alle elementari alla mercé della maestra e delle rigide complicanze emotive che la scuola riserva ad ogni alunno.

Queste digressioni nel passato, gestite attraverso una sceneggiatura convincente e mai confusa, serviranno soprattutto per mostrare come è nata l’amicizia di Zero con Sarah e Secco.

Sarah è una ragazza dalla personalità ricca di sfumature, impegnata a rincorrere una vita che possa darle soddisfazioni lavorative, mentre Secco è un ragazzo goloso di gelato, che sbarca il lunario giocando a poker online e sfoggia un granitico carattere che non gli permette di essere protagonista di debacle emotive di nessun genere.

Accanto a loro comparirà anche Alice, una graziosa ragazza che rappresenta l’archetipo della donna che potrebbe mettere in crisi il (fallace) equilibro emotivo di Zero, basato sull’arte di schivare abilmente tutti gli eventi che potrebbero responsabilizzarlo in qualche modo.

Alice è pericolosa, perché fa battere il cuore al protagonista della serie e lo porrà di fronte a  decisioni importanti che lo metteranno al centro di comportamenti inusuali e spesso immaturi.

ZEROLCALCARE SU NETFLIX FUNZIONA?

Questa è una domanda  lecita, soprattutto per i cultori dei suoi fumetti, abituati a godere del talento dell’autore romano solamente su carta e attraverso storie in bianco e nero.

Ebbene, ho il piacere di dirvi che Zerocalcare in televisione è una meraviglia: la formula seriale riesce perfettamente a delineare gli eventi raccontati, con episodi della durata di  venti minuti che catturano l’attenzione e non annoiano in alcun modo.

La nota dialettica di Michele Rech anche in video offre agganci profondi e dalle sfumature filosofiche alle  problematiche che investono i ragazzi di oggi, come la mancanza di lavoro e, proprio per questo, la difficile realizzazione di se stessi.

Quello che caratterizza Strappare lungo i bordi è soprattutto la capacità di ironizzare su temi delicati e importanti, creando un racconto ilare che però non rinuncia a veicolare messaggi toccanti e che fanno riflettere.

Anche tecnicamente Strappare lungo i bordi si presenta convincente, con un tratto stilistico che in alta definizione riesce con successo a potenziare lo stile grafico di Michele Rech, con colori accesi e animazioni semplici ma efficaci che vengono valorizzate da una regia che non rinuncia a mostrare foto reali di personaggi storici a cui Zero si ispira durante i suoi divertenti e brillanti vaneggiamenti.

Ovviamente non mancheranno i numerosi riferimenti al mondo del pop in questa serie, che rendono Strappare lungo i bordi un’opera seriale fruibile da un pubblico squisitamente eterogeneo e senza alcun vincolo d’età.

COMMENTO
Se vi è un vero e proprio difetto di Strappare lungo i bordi è che dura troppo poco. Questo perché Strappare lungo i bordi è uno show curato e ben riuscito, forte di una sceneggiatura che sa cogliere perfettamente lo spirito del tempo e tutto il carattere intelligente e complesso dell’autore Michele Rech. Visione imprescindibile per il pubblico romano, dal momento che la serie presenta luoghi e situazioni care agli abitanti della bistrattata capitale, la serie Netflix è assolutamente consigliata anche per tutti gli altri. Zerocalcare riesce a far ridere a crepapelle in alcune situazioni, ma anche a mostrare una enorme sensibilità, che si riflette nella proposizione di avvenimenti toccanti e coinvolgenti. La “ciliegina sulla torta” poi è rappresentata dalla voce dell’Armadillo, doppiata da Valerio Mastrandrea. La sua interpretazione è sbalorditiva, e riesce a dare una forte caratterizzazione a quella creatura che da sempre rappresenta il nemico (e l’amico) numero uno del fumettista romano. Insomma, Zerocalcare non poteva iniziare meglio la sua nuova avventura seriale all’interno del palinsesto streaming. Se è certo che i fan del fumettista continueranno a comprare (giustamente) le sue opere in libreria in futuro, speriamo fortemente che la sua esperienza streaming non si limiti solo a questa prima stagione.
8.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".