Koldo (Diego Martín) e Clara (Leticia Dolera) stanno per unirsi in matrimonio nel giorno più bello della loro vita, anche se non sanno che durante questa gioiosa celebrazione d’amore tutti gli invitati si tramuteranno presto in demoni assetati di sangue.

“Rec 3 – La genesi” è il terzo capitolo della saga horror spagnola iniziata diversi anni fa con il primo film. Nessuno aveva mai spiegato come il virus che imperversava nei film precedenti – e che trasformava un essere umano in un violento essere rabbioso e violento – abbia iniziato a mietere vittime, e questo film lo svela.

Lo zio di Koldo è stato morso da un cane, e quella, a prima vista innocua ferita curata da una fascia, sembra essere l’inizio della tragedia e della potenziale fine del genere umano.

Il preambolo del film descrive il matrimonio fra i due innamorati, con la telecamera in mano ad un invitato che restituisce immagini traballanti per rendere le riprese più veritiere. Genere di film che in gergo si chiama “found footage”.

Il matrimonio sembra proprio essere vero, con tutti gli invitati che scherzano e gli sposi che si concedono in allegri e spontanei balli a suon di musica.

Ma la sceneggiatura ha ben altri piani per lo spettatore, perché in poco tempo la sala da ballo si trasformerà in un ritrovo di cadaveri e di uomini assettati di sangue.

La regia abbandona così la modalità “alla Blair Witch Project” e fa iniziare questo terzo capitolo della saga con un’atmosfera decisamente ansiogena.

Le urla, il sangue e la violenza lasciano spazio, dopo pochi minuti, anche ad un tocco d’ironia, specie quando Koldo indossa un’armatura medievale trovata in chiesa per proteggersi.

L’ironia si sposa anche con lo splatter, proprio di tanti film horror, come lo abbiamo saggiato fin dai tempi del sempre cult “La Casa” di Sam Raimi.

Oltre a Koldo c’è spazio anche per la (bella) figura di Clara. Decisa a farsi valere: la ragazza in abito bianco si arma di una motosega e va a cercare l’amato marito.

I due sposini sembrano due novelli “Renzo e Lucia” di Manzoniana memoria che, sebbene non abbiano avuto problemi a coronare il loro sogno d’amore, si cercano teneramente per stare ancora assieme tra le lugubre stanze del ristorante oramai colorate di rosso sangue.

Anche la violenza dimostra come spesso, nell’horror, si possa sorridere. Koldo si serve di armi atipiche per far fronte ai demoni, facendo uso di elettrodomestici comuni quali un passaverdure.

Non mancano diverse idee che attribuiscono al film una sua certa personalità, anche grazie alla sceneggiatura che non esagera mai nella violenza come nella rappresentazione del vitale liquido rosso.

La Clara armata di motosega ed il marito armato di una spada, potrebbero essere personaggi proprio di altri media, quali la graphic novel o lo stesso videogioco.

Fa piacere notare come il regista Paco Plaza abbia avuto il coraggio di trasportare certe idee anche sul grande schermo, spesso troppo conservatore.

Anche se molti potrebbero non definirlo un film imperdibile, “Rec 3 – La genesi” è sicuramente un prodotto cinematografico più che godibile, forte poi dei suoi 80 minuti di visione che dubito possano tediare alcuno spettatore per la sua eccessiva durata.

Dove vedere Rec 3 - La Genesi
COMMENTO
Anche se molti potrebbero non definirlo un film imperdibile, Rec 3 – La genesi è sicuramente un prodotto cinematografico più che godibile, forte poi dei suoi 80 minuti di visione che dubito possano tediare alcuno spettatore per la sua eccessiva durata.
7
Articolo precedenteLooper – Recensione
Articolo successivoFlight – Recensione
Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".