Hushpuppy  (Quvenzhané Wallis) è una simpatica e vitale bambina di sei anni. I suoi capelli arruffati incorniciano un sorriso sincero e due occhi neri profondi.

La sua vita è molto particolare, perché la sua famiglia, composta dal padre Wink (Dwight Henry), vive nella “Grande Vasca”, un insediamento paludoso di un delta del Sud americano.

La vita è semplice e si rapporta completamente con la natura. Ci si ciba di pesci, e non esiste l’inquinamento e la perenne tecnologia che imperversa nella vita di gran parte del genere umano.

Re della terra selvaggia è un film che esalta il radicamento a questa terra, fatta di paludi inospitali, di popolazioni che scelgono di condurre un’esistenza fatta di abitudini che esulano da quelle di altre popolazioni così dette “civilizzate”.

Il papà Wink è un uomo libero, che pesca per lo più a mani nude, ed ha intenzione di crescere la usa unica figlia come un uomo che fa uso solo delle proprie forze per procacciarsi del cibo.

Il film, ispirato da una piece teatrale, mette al centro della trama questa bravissima bambina, forzuta e volitiva sebbene abbia pochi anni di vita.

Hushpuppy dovrà fronteggiare i cambiamenti non solo del globo terrestre, che potrebbero minacciare l’esistenza di questa popolazione ai margini delle paludi, ma anche la cagionevole salute del padre, che si scopre gravemente malato.

La sua sarà una ricerca del modo migliore per far fronte a queste durissime prove della vita, e scoprire come nulla sia sicuro in questo mondo.

Sua madre, tanti anni fa, decise di andare via da quelle abitudini così dure, e la bambina prende in considerazione anche l’ipotesi di andare a cercarla.

Il film si focalizza sulla tenera e sorprendente crescita interiore della piccola protagonista, che avrà la capacità di comprendere anche il significato della morte, ma soprattutto riuscirà a dialogare e rispettare tutta la natura circostante proprio come faceva il rude padre.

Re della terra selvaggia è un film interessante, in primis per come riesca a descrivere la quotidianità di queste persone che non accetterebbero mai di andare a vivere in palazzi fatti di cemento armato, ma amano vivere dentro una vera e propria comunità, in cui ognuno conosce l’altro ed è pronto ad offrire aiuto al prossimo.

Un film che mette al centro del grande schermo, nella sua disarmante tenerezza, l’iter spirituale di una creatura tanto piccola quanto pronta a prendersi responsabilità di molti mali del mondo.

Un racconto dalle diverse sfaccettature concettuali, che riesce con efficacia a mostrare il pericolo del cambiamento dell’equilibrio naturale e come esso sia assolutamente collegato alla qualità della vita dell’uomo, una delle tante creature che calcano questo mondo e che traggono sostentamento dalla ricchezza delle risorse della terra.

Dove vedere Re della terra selvaggia
COMMENTO
Re della terra selvaggia è un film interessante, in primis per come riesca a descrivere la quotidianità di queste persone che non accetterebbero mai di andare a vivere in palazzi fatti di cemento armato, ma amano vivere dentro una vera e propria comunità, in cui ognuno conosce l’altro ed è pronto ad offrire aiuto al prossimo.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".