Il film Oculus nasce dalla brillante esperienza del regista con uno short movie, che portava lo stesso nome del film, che vinse diversi premi e venne acclamato dalla critica.

Il salto dai corti al cinema è stato breve, e questo Oculus è il primo lungometraggio del regista Mike Flanagan, che anche sul grande schermo vuole mantenere i suoi diktat riguardo agli ingredienti per rendere un film spaventoso: poco sangue e molta tensione psicologica facendo vedere poco sullo schermo e dando spazio all’immaginazione dello spettatore.

In Oculus la famiglia Russel è stata colpita da una tragedia: il padre dei due figli Tim e Kaylie ha ucciso la madre, dopo che questa inspiegabilmente ha perso la ragione.

Ma anche il pater familias è diventato un folle, perché avrebbe ucciso la propria figlia se il piccolo Tim non avesse sparato all’indirizzo del padre uccidendolo.

Proprio per questo salvataggio in extremis Tim è stato accusato del parricidio, ed ha passato gli ultimi anni della sua vita in un ospedale psichiatrico per curarsi.

Ma la sorella è convinta che tutto sia accaduto a causa di uno strano specchio maledetto che tenevano in casa. Ora che suo fratello Tim è maggiorenne ed è stato finalmente dichiarato sano di mente, vuole provare che l’oggetto è la causa di tutto questo dolore.

Oculus è un horror che basa gran parte della sua trama sul tentativo di Kaylie di provare che lo specchio dannato è maledetto. Proprio per questo la giovane ragazza organizza tutta una serie di rilevazioni dentro la loro vecchia casa, ancora invenduta, che possano provare tutto ciò.

E’ presente anche il malefico oggetto, rintracciato con fatica dalla protagonista attraverso innumerevoli aste di oggetti d’epoca.

Lo specchio diventa così un altro personaggio del film, cattivo e soprattutto dal passato oscuro ed interessante. Kaylie racconta tutta la sua storia e come quest’ultimo avrebbe causato innumerevoli omicidi in decine di anni. Morti misteriose ed inspiegabili.

Gran parte del film si svolge quindi in casa loro, con la sorella maggiore che vuole registrare tutto il suo orrorifico documentario per cercare di scagionare tutte le colpe della sua povera famiglia e soprattutto per  provare che questo oggetto ha capacità soprannaturali.

Il modus operandi della ragazza è metodico ed il suo atteggiamento è anche leggermente da sbruffona, come se il suo minuzioso piano, curato nei minimi particolari, possa controllare il male insito nel manufatto.

Ma non sarà facile gestire questo specchio che divora il bene e crea allucinazioni.

E’ divertente osservare come uno smartphone possa diventare un oggetto utile per filtrare la realtà da quella presunta e viziata dal male, e notare come la ragazza accetti il soprannaturale e cerchi in qualche modo di esorcizzarlo tramite la rassicurante modernità della sempre più presente tecnologia presente nella nostra vita.

Il racconto presente del film si mischia con diversi flashback della vita dei due protagonisti, per far conoscere allo spettatore tutti gli eventi passati che hanno portato alla morte dei due genitori.

Di certo non dirò se la missione di Kaylie andrà a buon fine, ma posso accennarvi come il passato riesca a tornare per modellare il presente, grazie ad una volontà maligna che distorce il tempo ed unisce le due dimensioni temporali.

Oculus è un film horror interessante, che sa dosare i suoi pochi momenti sanguinolenti per scioccare lo spettatore, ma soprattutto ha la capacità di modellare i personaggi del film perché risultino credibili nell’universo narrativo.

Un buon inizio per il regista, che sicuramente avrà altre fortune cinematografiche se riuscirà a mantenere uno stile horror asciutto e privo di fronzoli, che spesso in un film dell’orrore somigliano a massicce dosi di ketchup.

Dove vedere Oculus
COMMENTO
Oculus è un film horror interessante, che sa dosare i suoi pochi momenti sanguinolenti per scioccare lo spettatore, ma soprattutto ha la capacità di modellare i personaggi del film perché risultino credibili nell'universo narrativo. Un buon inizio per il regista, che sicuramente avrà altre fortune cinematografiche se riuscirà a mantenere uno stile horror asciutto e privo di fronzoli, che spesso in un film dell'orrore somigliano a massicce dosi di ketchup.
7
Articolo precedenteStoria di una ladra di libri – Recensione
Articolo successivoNoah – Recensione
Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".