Noi siamo infinito

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Siamo nell’anno 1991, Charlie (Logan Lerman) è un ragazzo molto dotato intellettualmente che ha dovuto subire diversi dolori nella sua vita, a partire dall’incidente mortale che ha coinvolto sua zia quando ancora aveva pochi anni di vita.

Il suo migliore amico, Michael, poco tempo fa inoltre si è tolto la vita, imprimendo una nuova cicatrice nell’animo di Charlie.

La sua intelligenza ed il suo carattere chiuso non lo rendono un ragazzo così desiderabile dalla cinica, spesso cattiva, società dei pari che coinvolge i giovani americani del liceo.

Ma questo ragazzo troverà presto un gruppo di amici ed una ragazza, Sam (Emma Watson), che accenderà in lui, per la prima volta, la fiamma dell’amore.

L’educazione sentimentale e la difficoltà a vivere la propria adolescenza sono i due messaggi fondamentali che il film “Noi siamo infinito” vuole veicolare durante lo spettacolo.

“Noi siamo infinito” è un bellissimo film, ed uno spaccato riuscito su come essere adolescenti non sempre è un periodo di vita così semplice da affrontare.

Gli attori coinvolti sono eccellenti nella loro interpretazione, come la Watson, nella parte di una ragazza libertina e troppo in gamba per potersi permettere di essere convenzionale, nonché il suo fratellastro Patrick (Ezra Miller), simpatico ed espressivo nella sua recitazione, ma con gusti sessuali divergenti dalla massa.

Le tematiche del film, importanti quanto veritiere, sono gestite con una leggerezza espressiva che non rinuncia però allo spessore intellettuale, soprattutto nelle frasi intelligenti e d’effetto che i giovani personaggi citano durante i loro incontri per gozzovigliare ma soprattutto per scambiarsi pensieri ed opinioni comuni.

Tutti loro fanno parte de il “gruppo dei giocattoli fasulli”, come Sam sottolinea brillantemente per esprimere come le loro personalità non si omologheranno mai alle semplici voglie di sesso e notorietà di molti loro coetanei.

Charlie ama leggere, un altro hobby che cozza irreparabilmente con la maggior parte dei suoi compagni di classe.

Le loro esperienze personali si fonderanno durante l’anno scolastico in una girandola di problematiche sentimentali e personali; Charlie in questo modo potrà provare la brezza di emozioni nuove, rapportandosi a queste nuove persone che fanno della diversità un bene prezioso.

La colonna sonora del film espande ancora di più la veemenza narrativa della sceneggiatura, con pezzi rockeggianti di David Bowie, degli Smiths e dei Samples.

D’altronde sono i primi anni ’90, e questi giovani ragazzi potevano già godere di tanti pezzi musicali che daranno impulso alle loro emozioni, suonati con l’ausilio di dischi in vinile e indimenticabili cassette di plastica.
Proprio queste ultime sono merce da scambio fra di loro, con incise colonne sonore personali.

Un modo per dare risalto alla condivisione, questa, che sancisce il loro rapporto di amicizia tramite il confronto di gusti diversi.

C’è tanto amore, dramma e storie di vita in questo film, opera cinematografica che riesce a far sorridere e soprattutto a far rivivere quegli anni, così complessi e di crescita interiore, in cui ognuno di noi avrà avuto qualche difficoltà in ambito sociale.

Un film intenso, che riesce a condensare in meno di due ore tutta la storia di vita di questo gruppo di ragazzi, pronti ad affrontare la loro quotidianità, seppur con qualche lacrima e livido in viso, ma pieni di speranze e forti di una cultura interiore sempre fondamentale come “salvagente esistenziale”.

L’amore entra prepotentemente a far parte della vita di Charlie, e non è una semplice cotta giovanile, perché questo sentimento così puro, perché scevro di esperienze pregresse, ha la capacità di capire la cattiva educazione sentimentale di Sam.

La ragazza decide sempre di donarsi sentimentalmente ad individui che non l’amano così intensamente, perché crede di meritarsi, erroneamente, poco amore dal prossimo.

Andate a vedere questo film. Ridete, commuovetevi ed apprezzate uno spettacolo finalmente in grado offrire un lascito culturale e romantico come pochi altri.

COMMENTO
Noi siamo infinito è un film intenso, che riesce a condensare in meno di due ore tutta la storia di vita di questo gruppo di ragazzi, pronti ad affrontare la loro quotidianità, seppur con qualche lacrima e livido in viso, ma pieni di speranze e forti di una cultura interiore sempre fondamentale come “salvagente esistenziale”.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".