La Luna è un satellite della Terra a prima vista anonimo e caratterizzato da un tenue colore grigio, che si affaccia ai nostri occhi quando il sole decide di lasciare il posto alla notte.

Una palla piena di antiestetici crateri che sosta sempre in cielo, di giorno e di sera, ma che non può essere scorta quando i raggi solari prendono il sopravvento prepotentemente.

La Luna è da sempre protagonista di sonetti poetici e ballate romantiche perché incarna un modo di vivere timido e poco incline al protagonismo, atteggiamenti che possono essere accostati a quelli di un giovane innamorato che sta familiarizzando con il sentimento dell’amore.

Il nuovo film di animazione Netflix  Over the Moon ha come protagonista la Luna e, immancabilmente, presenta una sceneggiatura in cui è centrale il tema degli affetti e della famiglia.

Il film, diretto da Glen Keane, veterano del mondo dello spettacolo animato avendo partecipato alla realizzazione di cult Disney come Aladdin, racconta le vicende di Fei Fei, vivace e intelligente bambina cinese affascinata dai racconti fantastici che coinvolgono la dea della Luna Chang’e.

LONTANA DAL SUO AMORE

La leggenda narra che Chang’e viva sulla Luna e sia perennemente infelice a causa della triste vicenda che coinvolge il suo amato mortale Houyi: quest’ultimo è scomparso e la Dea Luna è condannata a una vita eterna senza avere al suo fianco il suo amato.

Questa storia, tipica del folklore cinese, è la causa principale che spinge Fei Fei a cercare di raggiungere il poetico satellite terrestre, non solo per cercare di dimostrare la veridicità della storia, ma anche per recuperare il rapporto speciale che la legava a suo padre quando era in tenera età.

Fei Fei ora non è più una bambina e la sua vita è cambiata notevolmente a causa di una dolorosa perdita. Un lutto che non rappresenta solo una cicatrice incurabile nel suo animo, ma che potrebbe portare il padre a fare nuove scelte di vita che cambierebbero per sempre l’assetto familiare.

La ragazza ha una spiccata intelligenza ingegneristica, che le permette di assemblare da sé una piccola ma efficace astronave che possa portare lei e il suo coniglietto domestico dove vive Chang’e.

FANTASY LAND

Sebbene Over the Moon, durante la prima parte dello spettacolo, offra un plot piuttosto realistico e anche pregno di vicende toccanti, nella seconda parte il film sceglie di dedicare grande spazio alla rappresentazione di luoghi e situazioni estremamente fantasiose.

All’arrivo sulla Luna Fei Fei si ritroverà in un mondo decisamente atipico. Il satellite è raffigurato solo per pochi  secondi e si presenta come un territorio brullo e buio, in cui è difficile non provare un forte senso di malinconia; tutto il contrario di quello che attende Fei Fei quando si avvicinerà al cospetto di Chang’e, che vive in un luogo che offre un tripudio di sgargianti colori.

Saranno un esercito di dolcetti parlanti, gli stessi che la pasticceria della sua famiglia produce e vende da anni, a darle il benvenuto.  Ma questo è solo l’inizio, perché altre buffe creature saranno accanto alla ragazza, a partire da Gobi, una sorta di cane tutto verde che ama chiacchierare senza sosta.

Una rassegna di personaggi fantastici immersi in un background fatto di una paletta cromatica fluorescente, che riempie lo schermo di luce e di ottimi effetti di computer grafica.

Ogni essere che incontra Fei Fei inoltre è rappresentato in modo diverso: se Gobi è disegnato con linee morbide e tondeggianti, tipicamente disneyane, altri personaggi sono invece delineati da un tratto più stilizzato, perfetto per rappresentare la loro personalità graffiante e meno tenera.

UN’AVVENTURA PER ELABORARE UN DIFFICILE LUTTO

Over the Moon è un film di animazione sicuramente adatto ad un pubblico più piccolo, ma che affronta anche tematiche serie e quindi perfette per gli spettatori adulti.

Fei Fei, proprio come Chang’e, deve cercare di superare l’accettazione di un dolore che sembra impossibile da gestire.

Il viaggio della ragazza è un forte richiamo alla voglia di ritrovare la sua comfort zone situata nel passato, quando poteva essere al centro dell’attenzione dei suoi genitori come figlia unica e quindi depositaria di tutte le attenzioni del caso.

Dimostrare che la storia della Dea Luna non sia solo una leggenda, è la maniera ideale per dare manforte al lato puerile di Fei Fei e sottrarsi così ai difficili cambiamenti della sua vita, ritirandosi nel ricordo di una quotidianità che oramai non esiste più.

Il film tratta dunque il tema dell’accettazione della perdita di una persona cara e del cambiamento visto come una minaccia ai propri affetti consolidati.

COMMENTO
Devo ammettere che Over the Moon mi ha leggermente disorientato: sebbene credessi che il film avesse una trama più leggera e scanzonata, dopo la visione della produzione Netflix mi sono ritrovato a provare un discreto senso di mestizia. Sicuramente il film non vuole instillare sentimenti di pietismo e offrire uno show in cui prevale la sensazione di drammaticità ma è palese come il messaggio di fondo sia scevro dei facili entusiasmi di un classico happy ending. In Over the Moon tutto il brio degli accesi colori del mondo fantastico in cui vive Chang'e non riesce, in nome del realismo, a far cambiare il corso di un destino che ha allontanato per sempre persone importanti e amorevoli dalla vita di Fei Fei e di Chang'e. La realizzazione tecnica del film è degna di nota, a partire dai favolosi e vividi paesaggi urbani orientali dove vive la protagonista, fino all’uso di animazioni curate che riescono perfettamente a mostrare i sentimenti dei personaggi. Molte scene inoltre sono impreziosite da canzoni che avvicinano la produzione a quella di un musical animato, da sempre marchio di fabbrica Disney. E’ da sottolineare come il setting inverosimile, presente gran parte della durata del film, possa essere eccessivo per molti spettatori meno avvezzi a questo tipo di spettacolo. La fantasia di Over the Moon talvolta si avvicina, forzatamente, al concetto di nonsense, utile per mettere in scena situazioni sicuramente diverse e mai uguali a sé stesse, ma forse fin troppo numerose e a tratti disorientanti.
7.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".