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venerdì, Aprile 17, 2026

M3GAN 2.0 – Recensione – Da assassina ad agente segreto

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In foto la bambola M3GAN nel film M£GAN 2.0.
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Esce al cinema il 26 giugno 2025 M3GAN 2.0, seguito dell’horror di successo del 2022 che ha sbancato i botteghini americani.

Sono trascorsi due anni dai terribili fatti di cronaca nera che hanno coinvolto M3GAN, la straordinaria bambola dotata di intelligenza artificiale, creata dalla geniale Gemma per assistere e proteggere sua nipote Cady, una bambina traumatizzata dopo aver perso entrambi i genitori.

Sebbene fosse stata progettata per fare del bene, M3GAN si è macchiata di efferati omicidi pur di preservare l’integrità emotiva di Cady, diventando una sorta di serial killer robotico con un viso angelico.

Gemma, dopo queste terribili esperienze, è diventata una paladina nella battaglia per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, e sfrutta il suo ingegno per creare sofisticate tecnologie utilizzabili solo dall’uomo prive di qualsiasi forma di intelligenza artificiale.

Il progetto M3GAN ormai appartiene al passato: la bambola è stata distrutta. O almeno così pensava Gemma.

Purtroppo, la tecnologia di M3GAN è stata rubata e utilizzata da un’azienda della difesa per creare Amelia, un efferato killer robotico sfruttato come arma di infiltrazione segreta.

She Terminator

È Amelia a comparire nelle prime scene di M3GAN 2.0. Fisico asciutto e occhi di ghiaccio, la letale cyborg interpretata da Ivanna Sakhno è impegnata in una delicata missione segreta per scongiurare alcuni piani terroristici.

Amelia si muove con disinvoltura tra i suoi nemici e riesce ad annientarli con grazia e stile. Le sue movenze, spesso particolari, conferiscono un tono ironico ad alcune scene.

Proprio quando il robot sta per concludere la missione, qualcosa va storto: la volontà artificiale di Amelia prende il sopravvento sui suoi creatori.

Ci risiamo: le macchine continuano a ribellarsi a chi le ha create, e l’unica speranza è contattare Gemma (Allison Williams), proprio colei che ha dato inizio a tutto progettando la pestifera e omicida M3GAN.

Gemma non vuole saperne di tornare a progettare nuove intelligenze artificiali; la donna è ancora sconvolta dagli eventi accaduti appena due anni prima, durante i quali ha rischiato la vita.

Sua nipote Cady (Violet McGraw), invece, la pensa diversamente: in lei riaffiorano i ricordi legati a M3GAN, una bambola sì irascibile, ma anche molto protettiva e affettuosa.

In foto il robot Amelia nel film M3gan 2.0
Amelia è pronta a uccidere a sangue freddo in questa scena

Le parole prendono il posto dell’azione

Dopo un incipit brillante, M3GAN 2.0 entra nel vivo presentando il dilemma morale che affligge Gemma: riportare in vita il progetto M3GAN oppure no? Per lei, l’intelligenza artificiale è una tecnologia troppo instabile e pericolosa.

La sceneggiatura, approfittando di queste tematiche morali, introduce una serie di scene verbose che spezzano in modo evidente il ritmo del film, inizialmente sostenuto grazie all’entrata in scena della perfida Amelia.

Mentre si susseguono le sequenze dedicate al nuovo lavoro di Gemma e alla presentazione del suo aitante compagno (anch’esso impegnato nella lotta per un uso etico dell’intelligenza artificiale), la trama finalmente riprende vigore.

La bambola M3gan nel film M3gan 2.0
Il nuovo look di M3GAN è estremamente cool

A volte ritornano e hanno un aspetto diverso

Serve del tempo prima che M3GAN compaia in scena: prima del suo ritorno (con un look parzialmente rinnovato), la bambola si manifesta attraverso la sua voce, sfruttando la connessione con altri dispositivi tecnologici.

Questa trovata narrativa permette di inserire alcuni siparietti divertenti, in cui M3GAN prende vita attraverso avatar inconsueti che la fanno sembrare più una mascotte simpatica che un’assassina spietata.

Il trucco funziona: grazie a questa scelta, si comincia a riabilitare la figura di M3GAN, che da ex killer diventa una preziosa alleata contro la potente Amelia.

Allison Williams nel film M3gan 2.0.
Gemma sta testando nuove tecnologie per la nuova versione di M3GAN

Torna M3GAN, ma il racconto si perde

Dopo tante parole e i tormentati discorsi di Gemma sui rischi della tecnologia senziente, finalmente compare M3GAN, ora con una nuova mentalità più user-friendly e votata all’obbedienza.

Il film si arricchisce di alcune sequenze d’azione ben dirette. Non siamo certo di fronte a momenti mozzafiato alla Mission Impossible con lo spericolato Tom Cruise, ma la regia riesce a rendere bene la frenesia dello scontro tra due cyborg.

A questo punto sembra che la seconda parte voglia mettere al centro la nuova M3GAN, ma così non è.

Il canovaccio narrativo, in un atto quasi autolesionista, decide di coinvolgere nuovi personaggi, togliendo spazio a M3GAN.

Violet McGraw nel film M£GAN 2.0.
La quattordicenne Cady non ha abbandonato la sua passione per la tecnologia dopo le esperienze traumatiche vissute

Amelia perde parte della sua forza come antagonista e, con un colpo di scena piuttosto forzato, il vero villain si rivela essere un personaggio inaspettato.

M3GAN smette di essere al centro dell’azione, anche perché la sceneggiatura decide di rendere protagonista di furiosi combattimenti pure Gemma, ora potenziata da un esoscheletro da lei stessa progettato che la rende un’avversaria temibile per Amelia.

Quest’ultima, nel frattempo, rivela un lato più umano, quasi a voler convincere lo spettatore che non è poi così malvagia come sembrava.

La seconda parte del film si complica inutilmente, introducendo sotto trame e personaggi superflui, forse per timore che il duello tra M3GAN e Amelia non fosse sufficiente a reggere tutta la pellicola.

Dove vedere M3gan 2.0
COMMENTO
Fin dai primi trailer era chiaro che M3GAN 2.0 avrebbe reintrodotto la bambola assassina stravolgendone il ruolo, trasformandola in un personaggio quasi positivo. L’idea poteva essere vincente: M3GAN ha tutte le carte in regola per diventare un’icona horror grazie alle sue caratteristiche tecnologiche. L’incipit riesce a trasmettere l’atmosfera giusta, tra action, horror e una punta di ironia che non guasta. Ivanna Sakhno è perfetta nel ruolo del “Terminator femminile” e si conferma un’antagonista credibile per la nuova M3GAN. Peccato che il ritmo venga spezzato da scene eccessivamente verbose e, soprattutto, che la sceneggiatura non valorizzi abbastanza il ritorno di M3GAN. La seconda parte del film si appesantisce, complica il racconto con l’inserimento di nuovi personaggi e insiste in modo ridondante sul tema dell’intelligenza artificiale come minaccia. Paradossalmente, le parole più lucide e sensate del film le pronunciano proprio Amelia e M3GAN: due creature artificiali. Un dettaglio che, almeno, dovrebbe far riflettere.
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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