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Arriva nei cinema l’11 giugno 2026 Disclosure Day, lungometraggio che segna il ritorno di Steven Spielberg alla regia e a temi a lui cari, già esplorati in pellicole di culto come Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T. l’extraterrestre.

Il sodalizio tra Steven Spielberg e il tema degli alieni ha regalato ai cinefili di tutto il mondo autentiche perle come il poetico Incontri ravvicinati del terzo tipo e il commovente E.T. l’extraterrestre: film che raccontavano in modo diverso la venuta di esseri da altri mondi, dipingendoli come creature pacifiche, lontane da qualsiasi velleità di conquista nei confronti della razza umana.

Le cose sono cambiate con La guerra dei mondi, tratto dal celebre romanzo di H.G. Wells, dove gli alieni si trasformavano in dominatori e spietati conquistatori.

Ora, nel 2026, Spielberg torna dietro la macchina da presa con Disclosure Day, un film che intende raccontare le moderne teorie sugli UFO e il dibattito sulla disclosure governativa attraverso la storia di Margaret e Daniel (Emily Blunt e Josh O’Connor), due persone legate da un destino straordinario, cui è affidata la scelta se condividere o meno una verità sconvolgente che potrebbe cambiare per sempre la percezione dell’umanità e dell’universo.

Dentro all’azione con Daniel

Disclosure Day non concede alcun preambolo narrativo: le prime scene immergono immediatamente lo spettatore in un energico incontro di wrestling, vissuto con grande intensità grazie a riprese in soggettiva di uno dei lottatori.

Leggermente disorientati dopo questi momenti di furore agonistico, la cinepresa inquadra Daniel, un ragazzo seduto tra il pubblico intento a consegnare uno zaino ad alcuni individui dall’aria inequivocabilmente sospetta.

Da quel momento seguiremo le peripezie del personaggio interpretato da Josh O’Connor, un individuo destinato a diventare un fuggitivo, mosso dalla volontà di rivelare al mondo intero verità tenute nell’ombra da chi, al potere, ha la presunzione di agire in nome del bene comune.

Daniel dovrà darsi alla fuga e cercare di sparire nel nulla, impresa tutt’altro che semplice dal momento che sarà braccato da Noah Scanlon (Colin Firth), un’antagonista che dispone di tecnologie fantascientifiche per rintracciarlo.

Con la comparsa di Noah la trama si fa più nitida: l’uomo è a capo della Wardex, una potente organizzazione non governativa che controlla la gestione di eventi e notizie che non devono in alcun modo diventare di pubblico dominio.

Noah è l’avversario per eccellenza di Daniel, un uomo convinto che mantenere il segreto sia l’unico modo per preservare l’equilibrio mondiale. Una convinzione quanto meno discutibile, considerando che gli assetti geopolitici nel film Disclosure Day sono già completamente sovvertiti dalle tensioni tra le grandi potenze.

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Josh O'Connor nel film Disclosure Day.
Daniel è disposto a tutto pur di portare a termine la sua difficile missione, anche se questo significa usare un oggetto fantascientifico dalle incredibili capacità contro un uomo

Margaret e la scoperta di eventi straordinari

Se attraverso le vicende di Daniel il film esprime la sua anima thriller e action, con la storia di Margaret lo spettatore assiste invece alla trasformazione di una donna che, da un momento all’altro, manifesta straordinarie capacità soprannaturali.

Da meteorologa di Kansas City ed ex giornalista, il personaggio interpretato da Emily Blunt si scopre capace di parlare in molteplici lingue e di sviluppare un’empatia sbalorditiva.

Osservare Margaret diventare un’altra persona genera un senso di angoscia crescente, perché la convincente interpretazione della Blunt rende perfettamente comprensibile il disorientamento di una donna che si ritrova a manifestare capacità di cui ignorava persino l’esistenza.

La sua quotidianità ne risulta stravolta, e questo non può che incrinare il rapporto con il fidanzato, comprensibilmente nel panico nel sentirla parlare all’improvviso in lingue sconosciute.

Se in un primo momento la sceneggiatura si concentra sull’ansia che si insinua nella vita privata di Margaret, in seguito il fulcro narrativo si sposta sul legame tra la donna e Daniel: insieme formano una coppia di esseri umani che potrebbe cambiare il destino dell’umanità.

Emily Blunt nel film Disclosure Day.
Margaret è alle prese con un potere inimmaginabile, ma ora sa come gestirlo nel migliore dei modi

Un concentrato di stupore e meraviglia

Disclosure Day è un film che sfoggia tutto l’estro registico di Spielberg. La regia è sontuosa: movimenti di macchina fluidi ed eleganti si alternano a lunghi piani sequenza, dando vita a una messa in scena credibile ed emozionante che non lascia mai calare l’attenzione.

L’uso sapiente dei primissimi piani sugli sguardi dei protagonisti, unito a montaggi frenetici, assicura una costruzione visiva stimolante e dinamica.

Oltre alla direzione di primo ordine, Disclosure Day — soprattutto nella seconda metà — si fa carico di concetti importanti che vanno ben oltre il tema alieno, toccando quello dell’empatia umana e della religione.

Temi complessi che la sceneggiatura affronta con perizia attraverso il personaggio di Jane (Eve Hewson), una ragazza segnata da esperienze spirituali profonde, capace di sollevare dubbi e costruire riflessioni sulla correlazione tra fede ed esistenza di vita extraterrestre.

Una scena dal film Diclosure Day.
In Disclosure Day non manca niente: in questa scena assistiamo alla famigerata leggenda dei cerchi nel grano

Se con La guerra dei mondi Spielberg puntava a uno spettacolo catastrofico di grande impatto visivo, con Disclosure Day il regista sceglie un’impronta da thriller d’indagine, senza però rinunciare al senso di meraviglia che contraddistingue la sua filmografia, né al divertimento garantito da sequenze fantascientifiche e da siparietti con apprezzabili sfumature ironiche.

La presenza aliena viene suggerita più che mostrata, una scelta che rende il racconto più credibile e coinvolgente.

Peccato per il finale, in cui questa filosofia narrativa cede il passo a una rappresentazione più esplicita che appare quasi forzata e scollegata dalle premesse costruite in precedenza.

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COMMENTO
Sono 145 minuti tutti da godere quelli di Disclosure Day. grazie a una regia sopraffina che rende le avventure di Daniel appassionanti e cariche di pathos. Ma non è solo l'eleganza registica a rendere accattivante il nuovo lavoro di Spielberg: la storia di Margaret è ben congegnata e la splendida prova attoriale di Emily Blunt restituisce una donna dalle molteplici sfaccettature emotive, dotata di un coraggio fuori dal comune. Sempre sul fronte femminile, merita una menzione anche Eve Hewson nei panni di Eva, fidanzata di Daniel: la sua figura è deputata ad affrontare il delicato concetto di fede e di come la religione possa trascendere l'idea — sempre più difficile da sostenere — che l'uomo non sia l'unica forma di vita nell'universo. Convincente anche Colin Firth nel ruolo dell'antagonista: fedele alla tradizione spielberghiana, Noah non è un villain monodimensionale, ma un essere umano tormentato da dubbi e paure che lo spingono ad agire in modo sconsiderato. Disclosure Day è un'opera con più anime cinematografiche: funziona come intrattenimento puro, ma anche come strumento di riflessione su un tema di cui si sa sempre di più e che non potrà restare nell'ombra ancora a lungo. Peccato per le scene conclusive, che mostrano esplicitamente ciò che fino a quel momento la sceneggiatura aveva saggiamente lasciato nell'indistinto, disperdendo così quella tensione e quel mistero costruiti con cura. Forse non c’era bisogno di essere così espliciti, anche perché i nostri Incontri ravvicinati del terzo tipo li abbiamo già vissuti in sala tanto tempo fa.
7.9
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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