L’aula di anatomia di una vecchia scuola sta per essere smantellata, e con essa alcune creature che vivono durante la notte. Costoro sono un manichino di anatomia ed uno scheletro con degli strani baffi.

Ma non è finita qui, perché questa strana scuola riserva tante altre sorprese spettrali di notte, ed ospita anche un uomo pesce dentro la sua piscina!

Saranno tre bambine a superare alcune sfide differenti per poter guadagnare tre medaglie magiche e così avere la possibilità di salvare tutto l’istituto.

La scuola più pazza del mondo è un film di animazione giapponese. E’ bene sottolineare i natali orientali del film, perché il soggetto rispecchia tutto il nonsense e la fantasia che solo alcuni maestri giapponesi dell’animazione sono riusciti a comunicare tramite il disegno animato.

Stiamo vivendo gli anni in cui in televisione imperversa Peppa Pig, ed anche le sale dei cinema difficilmente ospitano i “cartoni animati” made in Japan, ma solo lungometraggi animati occidentali.

Sebbene alcuni di questi siano di ottima fattura, è innegabile che la fantasia giapponese ha una marcia in più se ben sfruttata.

Maestri del “copia e trasforma”, gli sceneggiatori orientali per anni hanno saputo riprendere soggetti di altre fiabe o racconti e trasformarli a loro piacere.

Anche in questo film di animazione si possono intravedere tanti piccoli richiami ad altre opere diverse, permettendo che queste ultime possano essere incastonate in un canovaccio fantasioso e bizzarro che farebbe gola al maestro della regia di nome Tim Burton.

Il “Signor Nudo”, il manichino con cui viene chiamato dalle tre bimbe dell’asilo protagoniste (che non si scompongono e non hanno paura di niente), è un vero e proprio pezzo di plastica, con metà corpo nudo e l’altra metà che sfoggia alcuni organi umani.

La sua intelligenza è superiore, ed ha inventato anche una macchina del tempo ed il modo di volare tramite dei reattori posti sotto le ascelle.

Lo scheletro suo amico invece mostra alcuni baffetti da sparviero che lo rendono, suo malgrado, in qualche modo amichevole.

Ma tanti altri personaggi saranno i protagonisti notturni di questa particolare scuola (chi ha parlato di tre conigli mafiosi?), il più temibile una sorta di mosca molto cattiva.

Impossibile continuare a descrivere gli strampalati coinquilini che occupano le aule dell’istituto senza togliere la sorpresa ed il piacere di godere di uno spettacolo che non ha remore nel mostrare tutta la fantasiosa e grottesca ilarità orientale.

Quasi come ai bei vecchi tempi andati dei primi anni ottanta, dove in televisione una bambina di nome Arale parlava con nonchalance con il risultato di quello che espelliamo dentro la beata privacy di una toilette.

Una  bella sorpresa questo film, e soprattutto una occasione per saggiare come anche l’animazione giapponese riesca a far ridere e fantasticare, soprattutto servendosi di un canovaccio horror così stravagante.

Dove vedere La scuola più pazza del mondo
COMMENTO
Una  bella sorpresa questo film, e soprattutto una occasione per saggiare come anche l’animazione giapponese riesca a far ridere e fantasticare, soprattutto servendosi di un canovaccio horror così stravagante.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".