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Esce nei cinema il 12 agosto 2026 La fine di Oak Street, thriller fantascientifico che riporta sullo schermo gli amati (e temuti) dinosauri, con due interpreti d’eccezione: Anne Hathaway ed Ewan McGregor.
Cosa succederebbe se un’intera strada di periferia, da un momento all’altro, venisse invasa da decine di dinosauri? Una premessa alquanto fantasiosa, che sta alla base del nuovo film diretto da David Robert Mitchell (It Follows, Under the Silver Lake) e prodotto dall’instancabile J.J. Abrams. Una pellicola che, pur avendo i celebri rettili come protagonisti, sceglie di discostarsi da produzioni come Jurassic Park per ispirarsi piuttosto a opere come Ai confini della realtà, Poltergeist e Signs.
La tranquillità scossa dall’arrivo di creature provenienti dal passato
Oak Street è una tranquilla strada residenziale dove vive la famiglia Platt, composta da mamma Denise e papà Greg (Anne Hathaway ed Ewan McGregor) e dai figli Audrey (Maisy Stella) e Brian (Christian Convery).
La prima parte del film è dedicata alla presentazione di questo nucleo familiare, mostrandone non solo le abitudini quotidiane ma anche il rapporto tra Greg e Denise. Un legame sincero, ma messo a dura prova in questo momento dalle difficoltà lavorative di Greg, costretto a fare il fattorino per una pizzeria per arrotondare.
Anche Denise combatte contro un destino capriccioso, che la vede come una potenziale scrittrice di talento imprigionata nell’unico ruolo che sembra debba ricoprire: quello di madre a tempo pieno.

La donna deve nascondere la propria vocazione letteraria, scrivendo di notte rintanata in una buia stanza della casa, unico modo per dare sfogo alla sua indole creativa attraverso una rumorosa macchina da scrivere.
La sceneggiatura ritrae questa famiglia con piglio realistico e convincente, soprattutto quando entrano in scena i due figli, entrambi alle prese con le difficoltà tipiche dell’adolescenza, a cui si sommano le preoccupazioni nel vedere i genitori discutere animatamente.
C’è spazio anche per il curioso rapporto con il vicino di casa, un uomo che si lamenta regolarmente perché il cane dei Platt invade il suo giardino, lasciandovi tracce indesiderate.
Un ritratto di vita, quello offerto da La fine di Oak Street, che riesce a catturare in modo efficace come la routine familiare possa mettere a dura prova la pazienza di un padre e di una madre.
Una pianta sconosciuta come prologo del caos più totale
Un altro punto di forza del film è il modo in cui la sceneggiatura gestisce l’arrivo di questi temibili dinosauri nel quartiere americano.
La comparsa degli aggressivi animali non sarà improvvisa: prima del funesto evento, saranno piccoli dettagli a confondere i protagonisti e a suscitare curiosità (e divertimento) nello spettatore, come la comparsa, nel giardino di un’anziana vicina, di una pianta sconosciuta appartenente proprio all’era dei dinosauri.
Un dettaglio che mostra come, nel film di Mitchell, non siano solo i rettili a invadere Oak Street, ma anche la flora primitiva stessa, capace di trasformare il quartiere in un piccolo microcosmo risalente a oltre 200 milioni di anni fa.

Inizia a correre, se vuoi salvare la tua vita…
Dopo aver introdotto la famiglia Platt e i primi, inspiegabili eventi, il film entra nel vivo dell’azione, portando i grossi animali al centro della storia.
Vedere dinosauri alti come un palazzo di cinque piani percorrere le strade di un quartiere residenziale produce un effetto straniante, capace di suscitare anche un certo timore, soprattutto quando questi affamati rettili attaccano senza riserve chiunque capiti loro a tiro.
Le scene più violente sono comunque edulcorate, dal momento che il sangue finto che compare sullo schermo è ridotto al minimo: una scelta ideale per rendere il film godibile anche dagli spettatori più giovani e quelli più sensibili a rappresentazioni esplicite di violenza.
I coniugi Platt, pur con qualche difficoltà nel loro rapporto, funzionano perfettamente come coppia alle prese con minacciosi dinosauri: Greg, grazie al suo carattere ponderato, riesce a prendere in mano la situazione e a consigliare alla moglie come muoversi per evitare i pericoli, mentre Denise sfrutta il proprio temperamento più acceso per affrontare queste terribili creature con qualsiasi arma a disposizione.

È coinvolgente vedere l’elegante Anne Hathaway fuggire, urlare e affrontare la minaccia con coraggio, specialmente quando deve mettere in salvo i figli; Greg, dal canto suo, mostra un atteggiamento equilibrato e saggio, quasi da Jedi, sempre pronto a fare la cosa giusta e, se necessario, a sacrificarsi per le persone che ama.
Il racconto cinematografico è incentrato proprio sul tentativo della famiglia Platt di sopravvivere a questi predatori venuti dal passato, offrendo innumerevoli scene al cardiopalma sorrette da notevoli effetti speciali e da una regia che non lesina momenti altamente spettacolari.
Ma il film non si esaurisce in questo: la trama si arricchisce in seguito di nuovi spunti e discreti colpi di scena, che lo rendono non solo un divertentissimo blockbuster estivo, ma anche un’autentica opera di fantascienza.
Peccato per il finale, un po’ sbrigativo: sembra quasi che alcune scene — fondamentali per conferire alla trama quell’aura fantascientifica tipica di produzioni indimenticabili come Ai confini della realtà — siano state tagliate in fase di montaggio per snellire la durata complessiva, che comunque non è eccessiva visto che il film dura poco meno di due ore.






































