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Arriva nei cinema il 5 agosto 2026 Hokum, horror scritto e diretto da Damian McCarthy, già autore dell’apprezzato Oddity.
È il folklore irlandese il vero protagonista di Hokum: un immaginario che si presta perfettamente a raccontare la storia di una potente e minacciosa strega, nascosta negli antri più bui dei boschi. Ma non sono solo queste fascinose credenze al centro del nuovo lavoro di McCarthy, perché la sceneggiatura dà grande rilievo anche a Ohm Bauman, uno scrittore famoso la cui vita è segnata da un profondo senso di colpa.
Scrivere come viatico per placare i dolori dell’anima
Ohm Bauman (Adam Scott) è un autore di romanzi perlopiù d’avventura, che si concentrano sulla descrizione di personaggi spesso disumani, incapaci di comprendere l’amore e l’empatia.
Attraverso di essi, Ohm cerca di esorcizzare i propri demoni interiori, che lo accompagnano fin da bambino, da quando fu partecipe di un grave incidente che lo ha allontanato per sempre dalla persona più importante della sua vita.
Bauman è uno scrittore di successo, ma i soldi non bastano a guarirlo: la sua esistenza è sostanzialmente priva di rapporti sociali, dal momento che non crede molto nel valore dell’empatia né, più in generale, in quello dell’umanità.
Probabilmente è stato il pessimo rapporto con il padre a renderlo così cinico e disincantato: l’uomo che avrebbe dovuto rappresentare un sostegno nei momenti bui si è rivelato invece un orco, capace solo di riempirgli il cuore di sensi di colpa e oscurità, un’oscurità che Ohm tenta di svuotare riversandola nelle migliaia di caratteri dei suoi romanzi.
Donare le ceneri come ultimo atto
La prima scena di Hokum mostra due personaggi del nuovo romanzo di Bauman alle prese con la ricerca di un tesoro, immersi in un ambiente arido e sovrastato da quintali di sabbia. Il deserto sembra non finire mai, ma l’uomo e il bambino al suo seguito trovano presto ciò che cercavano da tempo.
Dopo pochi istanti, la cinepresa inquadra lo scrittore protagonista, intento a battere sui tasti del proprio laptop, avvolto nell’oscurità della sua enorme casa.
Il buio, più che minaccioso, riflette la tristezza che alberga nel cuore del protagonista, un buio che si presta perfettamente a ospitare presenze capaci di far gelare il sangue.
Di fronte a Ohm si scorgono due eleganti urne, sulle quali sono incisi i nomi dei suoi genitori: al loro interno, l’ultima testimonianza terrena dei loro corpi, ridotta a un’effimera polvere.
Presto lo scrittore dovrà partire per l’Irlanda, per spargere quelle ceneri ai piedi di un enorme albero raffigurato in una vecchia foto della madre, un ricordo lieto con cui onorare la memoria dei genitori.
È giunto il momento di partire: la destinazione è un piccolo albergo che custodisce numerose superstizioni e una stanza chiusa da tempo immemore, per ragioni che sfuggono al raziocinio comune.

Apri la mente e osserva oltre la realtà
Ohm non fa in tempo a varcare la soglia dell’albergo che le sue orecchie odono già una sinistra storia di streghe, raccontata da un anziano in sedia a rotelle a due bambini dallo sguardo terrorizzato.
Sono credenze antiche, a cui molti abitanti di quel remoto luogo credono fermamente. Ohm la pensa diversamente, fiducioso solo in ciò che può vedere e toccare.
La struttura alberghiera diventerà il vero fulcro narrativo del film: le sue camere nascondono segreti inquietanti, legati alla presenza di una strega racchiusa nella stanza un tempo riservata ai novelli sposi.
Allo scettico scrittore, però, non interessano queste leggende: il suo unico obiettivo è trovare il gigantesco albero e affidargli i resti dei genitori. Tutto il resto passa in secondo piano.

L’orrore si nasconde tra un sorriso e un gesto gentile
Damian McCarthy firma un horror dalla duplice anima: se da un lato la sceneggiatura attinge al folklore irlandese per catturare l’attenzione dello spettatore e costruire un’atmosfera inquietante, dall’altro — non appena Ohm varca la soglia del sinistro albergo — il film si trasforma anche in un vero e proprio giallo investigativo.
La trama si sviluppa infatti come un’indagine, nella quale il protagonista raccoglie indizi, ascolta i racconti degli enigmatici abitanti del luogo e cerca di ricostruire un passato avvolto nel mistero.
Questo approccio mantiene alta la suspense e rende il film coinvolgente anche per chi apprezza i thriller ricchi di enigmi.
Grande importanza è riservata inoltre al profilo psicologico del protagonista. Se la presenza della fantomatica strega è centrale nel plot, altrettanto lo sono le vicende legate ad alcuni personaggi che Ohm incontrerà in Irlanda, tutti fondamentali affinché la sua vita possa imboccare una strada diversa.
Con queste premesse, l’horror di McCarthy racconta una storia capace di intrecciare il piano soprannaturale con quello reale, ricordando come spesso i mostri più pericolosi e spaventosi siano proprio gli esseri (dis)umani.






































