Laure (Diane Rouxel) è una ragazza ventitreenne che non riesce a organizzare la sua vita come vorrebbe. Da poco ha iniziato gli studi universitari, ma le sembra già chiaro come passare il tempo a studiare china su di un tavolo rappresenti per lei una pratica poco stimolante.

Quasi per caso Laure un giorno vede un annuncio che invita ad arruolarsi in Marina. Sebbene l’ambiente sia da sempre prettamente maschile, nessuno può negare ad una donna di intraprendere una carriera militare. Sembra che la Marina possa essere tutto quello che serve a Laure per ritrovare se stessa.

UNA DIVISA E UN BASCO COME NUOVO LOOK

La nuova vita di Laure è fatta di una rigida disciplina che le impone di essere perfettamente puntuale a numerosi appuntamenti a cui deve partecipare per la sua formazione militare.

Non è sempre semplice sottostare alle rigide regole della Marina, sopratutto se il tuo sesso è differente e prevede molti disagi che nessun uomo ha mai dovuto patire.

L’ambiente militare, dopotutto, non è poi così restio alle donne e ogni suo superiore cerca di trattare Laure proprio come se fosse un soldato asessuato, perfettamente integrato nelle rigide linee dell’addestramento, che deve patire gli stessi sforzi dei suoi commilitoni.

La ragazza, dopotutto, avrebbe la possibilità di lavorare in un ufficio, grazie alla sua ottima conoscenza di più lingue, compreso il russo.

Laure inizia così un apprendistato da traduttrice. Ancora una volta è circondata da scartoffie e da un enorme tavolo su cui lavorare. Una situazione non dissimile da quella appena lasciata che la costringeva a studiare.

I suoi occhi chiari spesso scorgono i cadetti che marciano e si allenano in intensi esercizi fisici per diventare soldati in prima linea. La ragazza è attratta da quel mondo e decide così di iniziare il duro addestramento.

NON MOLLARE MAI

In prima Linea racconta la storia di Laure e soprattutto di come quella che sembrava una banale ragazza di poco più di vent’anni, in realtà sia una persona incredibilmente volitiva e con un carattere molto forte.

Sebbene la sinossi ufficiale del film alluda al fatto che in Marina francese il sesso femminile potrebbe rappresentare un grosso problema, dopo aver visto tutto il film risulta chiaro come il problema di genere non compaia affatto durante i faticosi addestramenti di Laure.

I compagni di caserma risultano piuttosto amichevoli con Laure. L’aspirante soldato incontra un giovane ragazzo di colore che, repentinamente, le offre la sua amicizia e l’aiuta ad ambientarsi.

L’unico problema di Laure semmai è rappresentato da un suo superiore, con cui si instaura un legame che potrebbe diventare un vero e proprio amore platonico. Questo rapporto anomalo cambierà per forza di cose i loro atteggiamenti reciproci, rendendo il soggiorno di Laure emotivamente più complesso.

SENZA EMOZIONI

In prima linea risulta essere un film didascalico che racconta in modo troppo freddo come Laure intenda stravolgere la sua vita attuale in favore della carriera in Marina.

La ragazza reagisce spesso senza battere ciglio ad ogni difficoltà, pratica o sentimentale, che le si pone davanti.

Tutto questo potrebbe essere un atteggiamento maturato all’interno della dura caserma militare, che però rende il film scevro di momenti emozionanti e molto lento. Quello che è reso abbastanza esplicito è la rinnovata vita sessuale di Laure, vissuta ora con autonomia e senza badare a legami sentimentali duraturi.

Il nuovo vissuto di Laure ha trasformato per sempre il suo carattere? La sceneggiatura non riesce (o non vuole)  dare la giusta rilevanza a questa metamorfosi caratteriale. D’altronde il film si limita solo a rappresentare con mancanza di pathos solo il cambiamento della vita di Laure, che ora veste con una inedita divisa blu e un basco nero.

COMMENTO
Sono lontani i tempi del film Sodato Jane, dove una tostissima Demi Moore nel 1997 faceva valere in modo rocambolesco tutta la forza di una donna, anche se circondata da soldati uomini pervasi da un incontenibile maschilismo. Confesso che quando ho letto la sinossi ufficiale del film ho pensato ad una rilettura cinematografica di questa pellicola da parte della regista e attrice francese Hélène Fillières, ovviamente rinunciando all’eccessiva spettacolarizzazione del film di Ridley Scott ma puntando ad una seria critica di come certi ruoli siano adatti a soli uomini. In prima Linea invece mostra l’ambiente della marina francese in modo del tutto diverso, con cadetti e superiori che non mancano mai di rispetto alla giovane Laure. Anzi, in alcune scene peccano di eccessiva signorilità, facendo evitare a Laure alcuni esercizi fisici che doveva compiere per punizione. Il film risulta quindi essere solo una fredda disanima della nuova vita di Laure, che cambia radicalmente alcuni suoi atteggiamenti grazie al suo nuovo entourage militare, prendendo le redini del suo futuro e vivendo con maggiore consapevolezza anche le sue relazioni sentimentali. Insomma, in questo film i problemi di Laure sono tutti tranne quello di genere.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".