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In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, debutta su RaiPlay Il Cibo del Futuro, una nuova serie documentaria in quattro episodi diretta da Elena Brunello.
I primi due episodi saranno disponibili in streaming dal 5 giugno 2026, dando il via a un viaggio tra innovazione, sostenibilità e tradizione gastronomica italiana.
La docuserie affronta una delle grandi domande del nostro tempo: come riusciremo a nutrire una popolazione mondiale in continua crescita senza compromettere ulteriormente le risorse del pianeta?
Un viaggio tra scienza, tecnologia e tradizione
A guidare il racconto sono Viola Follini, esperta di sostenibilità e cambiamento climatico, e Stefano Polato, chef e nutritional consultant specializzato in nutrizione spaziale.
Insieme accompagnano gli spettatori alla scoperta di laboratori scientifici, startup innovative, centri di ricerca, allevamenti e aziende italiane che stanno già sperimentando le soluzioni alimentari del futuro.
Attraverso un percorso che valorizza il patrimonio gastronomico del Made in Italy, la serie mostra come tradizione e innovazione possano convivere e contribuire alla costruzione di modelli produttivi più sostenibili.
Dall’agricoltura subacquea alle serre spaziali
Tra i temi affrontati da Il Cibo del Futuro trovano spazio alcune delle tecnologie più innovative oggi allo studio. La docuserie esplora l’agricoltura subacquea, le serre spaziali sviluppate in collaborazione con l’ESA, la carne coltivata, i nuovi modelli di allevamento sostenibile e gli allevamenti di insetti destinati alla produzione di novel food.
Non mancano approfondimenti dedicati alla ricerca sul microbiota intestinale, alla dieta mediterranea e agli studi sulla longevità, mostrando come la scienza stia contribuendo a ridefinire il nostro rapporto con il cibo.
Come cambierà la nostra alimentazione?
Attraverso le testimonianze di scienziati, agronomi, medici, imprenditori e allevatori, la serie riflette sul futuro dell’alimentazione partendo da una considerazione storica: molti alimenti oggi considerati tradizionali, come pomodoro, mais e patata, furono a loro volta innovazioni rivoluzionarie nel passato.
Proprio per questo, le nuove frontiere dell’alimentazione potrebbero diventare nei prossimi decenni parte integrante della nostra cultura gastronomica.










































