Grace è una ragazza profondamente innamorata che sta per convolare a nozze con Daniel, rampollo della ricchissima famiglia Le Domas,  nota per la produzione di giochi da tavolo.

La famiglia Le Domas non sembra poi accettare di buon grado l’entrata della nuova ragazza in famiglia. Soprattutto la zia di Daniel non riesce a nascondere un profondo e arcigno sguardo quando osserva la bella sposa.

Poco male, Grace sa che non è facile piacere a tutti, soprattutto quando si parla di una numerosa famiglia agiata convinta che Daniel avrebbe meritato una donna di lignaggio più alto e non una semplice ragazza che proviene da una casa famiglia.

Il momento sta per avverarsi: tra pochi attimi Grace sarà una donna felicemente sposata. Poco importa degli altri, lei sa che Daniel stravede per lei e che insieme formano una coppia basata sull’amore.

UNA CURIOSA TRADIZIONE

Ormai è fatta, il fatidico “si” è stato pronunciato da ambedue le parti. Possono iniziare i festeggiamenti, ma non prima di aver prestato attenzione ad una antichissima tradizione della sontuosa famiglia Le Domas.

Ogni nuova persona che entra a far parte del loro entourage deve necessariamente partecipare ad un gioco scelto da un mazzo di carte contenuto in una strana scatola di legno.

I giochi possono essere diversi, come gli scacchi, la dama, oppure l’indimenticabile nascondino. Sarà proprio quest’ultimo  il destino ludico di Grace, che con un sorriso che trasuda curiosità e un pizzico di disagio, inizia a prendere parte al gioco nell’enorme villa in cui risiedono.

La cosa, tutto sommato, sembra essere originale, anche se completamente fuori dal contesto. Ma basteranno pochi attimi per far capire a Grace che di divertente vi è ben poco e che fuggire sarà la cosa più intelligente che la ragazza possa fare.

UNA COMMEDIA NERA

Finché morte non ci separi è un horror con  una sceneggiatura che , oltre a dispensare tensione, predilige anche un’atmosfera ironica.

Gran parte dei personaggi che calcano le scene hanno una dimensione caratteriale che mostra un lato oscuro, arricchito però da una grande dose di ironia che riesce a donare ritmo e personalità a tutto il film.

Dosato e pungente, il sarcasmo che pervade la violenza di alcuni momenti ha il dono di scatenare più di una risata (rigorosamente a denti stretti) nello spettatore coinvolto nella riuscita atmosfera misteriosa e losca della casa dei Le Domas.

A partire dall’illuminazione delle scene che dona una soffocante colorazione giallognola alle scene di interni, tutta la struttura scenica riesce a descrivere perfettamente le malate e disorientanti abitudini di questa famiglia.

I segreti che celano i Le Domas saranno così particolari che destabilizzeranno la povera Grace, che aveva ben altri piani per il suo futuro.

ANCHE IL SANGUE VUOLE LA SUA PARTE

Finché morte non ci separi è un film che ha la capacità di disorientare lo spettatore. Si inizia con il racconto di un matrimonio, si continua con una storia di mistero soprannaturale e si finisce con tanto sangue sullo schermo.

Tre momenti distinti e fondamentali del film, che riescono a creare un riuscito e vivace cocktail cinematografico, continuamente rinnovato da una ironia divertente e provocatoria.

La storia tutto sommato è semplice e i personaggi sono in numero esiguo; ognuno di loro, quasi come in una pièce teatrale, ha un ruolo perfettamente designato, che arricchisce il valore dell’intrattenimento.

Altro pregio è quello di spiegare tutto quello che c’è da spiegare. La sceneggiatura non vuole lasciare alcun vuoto narrativo, e si prende la briga di togliere qualsiasi curiosità riguardo alla sordida storia dei Le Domas.

Una scelta felice, soprattutto per chi non ama i plot che lasciano all’immaginazione il compito di riempire i vuoti di scrittura.

COMMENTO
Samara Weaving è vincente nei panni della sposina Grace. Finché morte non ci separi è una gradevolissima sorpresa cinematografica per tutti coloro che amano le dark comedy. In un’ora e mezza il film riesce ad incuriosire, divertire e appagare i fan dello splatter che, sebbene non ecceda durante la visione, riesce anch’esso ad essere protagonista, soprattutto verso il finale. Una colonna sonora entusiasmante è la ciliegina sulla torta di un film che consiglio vivamente. A quanto pare le spose (sfortunate) sono sinonimo di buon cinema: il bianco vestito da sposa di Grace ben presto si macchierà di sangue, proprio come quello della combattente Uma Thurman in Kill Bill. Due film diversissimi, ma un destino molto simile per le due donne, che difficilmente si faranno sopraffare dagli eventi e combatteranno strenuamente per vivere.
7.8
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".