Il multiverso è un concetto decisamente affascinante, che descrive la nostra realtà non come unica ed univoca, bensì ricca di universi paralleli in cui vi sono infiniti mondi.

Questa stravagante ipotesi è perfetta per essere sfruttata nel mondo dell’intrattenimento,  perché capace di generare un numero illimitato di situazioni differenti, ognuna delle quali potenzialmente capaci di introdurre personaggi già conosciuti ma diversi per alcuni particolari e soprattutto per la vita che conducono.

Mi spiego meglio. Se in questo momento sto scrivendo una recensione di un film, in una dimensione alternativa il mio alter ego probabilmente si starà occupando di altre cose e godrà di una vita differente dalla mia.

Gli appassionati del mondo Marvel che hanno potuto saggiare le potenzialità narrative del multiverso nel grande successo Spider-Man No Way Home, saranno entusiasti all’idea di vedere un altro film che tratta dei viaggi interdimensionali.

Sto parlando di Doctor Strange nel Multiverso della Follia, diretto da Sam Raimi, che torna alla regia di un film Marvel a 15 anni dall’uscita di Spiderman 3.

NON C’E’ SPAZIO PER LA NOIA

Doctor Strange nel Multiverso della Follia fin dai primi istanti mostra la sua personalità cinematografica, fatta di prestigiosi effetti in computer grafica e di innumerevoli scene spettacolari e d’azione, ideali per intrattenere subito lo spettatore amante di questo genere di film.

Nemmeno il tempo di vedere il titolo della pellicola che subito siamo testimoni di una serrata scena in cui il Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) è impegnato a fronteggiare un insidioso mostro in un’atmosfera decisamente surreale.

Il potente mago è intento non solo a fronteggiare questa strana mostruosità, ma soprattutto a difendere una ragazza di nome America (Xochitl Gomez).

In questa teenager, che di primo acchito può sembrare una normalissima ragazza, albergano degli straordinari poteri che non devono essere sfruttati da nessuna mente malvagia.

Se l’incipit del film promette faville, anche il proseguo della pellicola non delude affatto, perché anche nella realtà cittadina, fatta di pedoni, traffico cittadino, smog e di tanta confusione, il Doctor Strange è impegnato a misurasi con una nuova minaccia, una creatura con un solo, enorme, occhio.

L’occasione è ideale per mostrare come Strange abbia a disposizione poteri incredibili, che non prevedono solo la telecinesi per spostare oggetti a proprio piacimento, ma anche quelli che permettono di far apparire qualsiasi cosa lui voglia.

Grazie alle sue magiche capacità l’eroe Marvel può materializzare curiose armi che possano mettere in difficoltà il suo nuovo avversario, che nel frattempo è impegnato a scalare gli edifici proprio come un novello King Kong.

Ma da dove arrivano queste minacce e perché questa ragazza sembra essere la causa di tutto questo?

WANDAVISION

Sappiamo bene come oramai l’universo cinematografico Marvel non preveda solo un protagonista per i suoi film, ma offra spesso veri e propri spin-off che possano diversificare la narrazione e rendere ancora più entusiasta l’appassionato Marvel.

Il mago Strange in questa sua nuova avventura interdimensionale non sarà solo, perché al suo fianco troveremo anche Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen), che abbiamo visto qualche tempo fa protagonista dell’atipica serie televisiva WandaVision.

Ecco, proprio pensando a WandaVision sarebbe raccomandabile che l’ipotetico spettatore di Doctor Strange nel Multiverso della Follia abbia già visto lo show Disney+, per godere appieno di tutti i riferimenti alle vicende che l’eroina degli Avengers ha vissuto durante la sua stranissima esperienza fuori dalla realtà.

Il ruolo di Wanda è estremamente importante nel film, anche se, ovviamente, non lo descriverò nel dettaglio per non rovinarvi la sorpresa.

Oltre alle noti capacità psioniche del personaggio femminile Marvel, Wanda sarà investita di abilità inimmaginabili,  che arricchiscono ancora di più tutta la narrativa prettamente fantastica del film di Raimi.

IL VILLAIN CHE NON TI ASPETTI

In un film con i supereroi non può mancare la presenza di un villain, che permetta all’eroe di turno di esprimere tutto il suo eroismo e, attraverso le sue gesta, di trasmettere un forte pathos all’esperienza cinematografica.

In  Doctor Strange nel Multiverso della Follia il ruolo del personaggio cattivo è diverso da come potremmo aspettarcelo, perché quest’ultimo opera non per brama di potere o di distruzione, ma, incredibilmente, solo in nome dell’amore.

Se la voglia di essere i più potenti oppure i più ricchi del mondo può essere un forte richiamo alla malvagità, non crederete ai vostri occhi quando vedrete come la ricerca dell’amore, quello più atavico e disinteressato, riesca a far compiere nefandezze inimmaginabili.

Nel film diretto da Sam Raimi il cattivo di turno è presentato come un personaggio caratterizzato da molteplici sfumature caratteriali e la sua cattiveria è causata soprattutto da grandi problematiche emotive.

IL TOCCO DI SAM RAIMI

Dopo aver diretto ben tre film di Spider-Man, c’era una discreta curiosità nel rivedere il buon Raimi come regista di un nuovo film Marvel.

L’impronta di Sam Raimi è ben visibile durante tutto il film, soprattutto quando alcune scene prevedono momenti di puro cinema splatter, pur non mostrando alcuna goccia di sangue finto.

Il regista de La Casa e L’armata delle tenebre ha la capacità di confezionare un altro film estremamente divertente, che sfoggia spassosi camei ed uno stile, soprattutto verso il finale del film, volutamente grottesco.

Il genere horror, amato all’inverosimile da Raimi, si mostra anche in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, trasformando il protagonista principale in una iconografia vivente (ma non troppo…) dell’immaginario dei film dell’orrore.

La sceneggiatura, che prevede la presenza di dimensioni parallele, stimola inoltre la creatività di Sam Raimi, che ha così la capacità di rappresentare universi alternativi caratterizzati da stili artistici differenti l’uno dall’altro.

Dove vedere Doctor Strange nel Multiverso della Follia
COMMENTO
Doctor Strange nel Multiverso della Follia si presenta come un film Marvel riuscito, che nelle due ore totali di visione riesce perfettamente ad intrattenere e a divertire. Il tocco di Sam Raimi è visibile soprattutto in una gestione della trama brillante e mai noiosa, che riesce a rappresentare i curiosi eventi multi-dimensionali evitando di confondere lo spettatore. Come ho già scritto nella recensione, sarebbe ideale aver visto la serie WandaVision per riuscire a comprendere pienamente le gesta di Wanda Maximoff all’interno del contesto narrativo. Se proprio non avete il tempo di recuperare lo show Disney+, potrete comunque godervi una trama che sa essere piacevolmente lineare, pur trattando di multiversi e di infiniti mondi in cui tutti noi esistiamo e conduciamo una vita simile ma al contempo differente per alcuni dettagli. Raimi riserva anche momenti di puro romanticismo, utilissimi per delineare il profilo caratteriale ed emotivo di Doctor Strange. Durante il film inoltre compariranno anche svariati personaggi della scuderia Marvel, anche i più impensabili. Motivo in più per andare nei cinema e godersi questo nuovo film Marvel, che arricchisce il suo universo narrativo con una trama comprensibile e facilmente riconducibile ad avvenimenti già vissuti e goduti sul piccolo schermo in streaming.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".