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Il 6 giugno 2025 l’universo di Predator torna su Disney+ con Predator: Killer of Killers, film animato pieno di azione e avventura che racconta una storia antologica ambientata in diversi momenti storici.
Un’abile guerriera vichinga che combatte in cerca di vendetta assieme a suo figlio, un ninja dalle doti combattive eccezionali che vive nel Giappone feudale che si scontra con il fratello e uno scaltro pilota della Seconda Guerra Mondiale intento a stanare una minaccia misteriosa che si annida nei cieli.
Tre storie completamente differenti e, soprattutto, ambientate in ere storiche distanti centinaia di anni tra di loro ma che hanno un filo conduttore: ognuno di loro dovrà combattere con alcuni rappresentanti della razza aliena più violenta e combattiva di tutto l’universo: i Predator.
Azione che lascia senza fiato
Fin dalle prime scene Predator: Killer of Killers non vuole nascondere la sua natura profondamente action e adrenalinica: l’ambientazione della prima storia è immersa nei brulli e freddi territori vichinghi, in cui una razziatrice consumata dal desiderio di vendetta è intenta a uccidere senza pietà chiunque pur di sfamare il suo appetito vendicativo.
La regia segue la furibonda guerriera in ogni suo colpo mortale attraverso movimenti di camera precisi e fulminei, affinché tutta la sua indole guerresca si esprima con la rappresentazione esplicita di arti mozzati e sangue che sgorga dalle ferite mortali che provoca nei suoi nemici.

In mezzo a tutta questa verve mortale appare anche un enorme Predator, vero e proprio colpo di scena utile a dare seguito a un racconto parallelo a quello della terribile guerriera vichinga, un racconto che si legherà inaspettatamente a quello di altri due personaggi che dovranno combattere non solo per le proprie questioni personali ma anche con i terribili guerrieri conosciuti nel lontano 1987 nel cult diretto da John McTiernan.
Il regista del film è Dan Trachtenberg, già dietro la macchina da presa nel 2016 di 10 Cloverfield Lane e soprattutto di Prey, altro lungometraggio — stavolta in live action — dedicato al mondo di Predator. Un curriculum perfettamente idoneo per il film di animazione targato 20th Century Studios.

La distanza non sempre allontana
Predator: Killer of Killers offre una sceneggiatura che non punta solamente a intrattenere in modo congeniale tutti gli amanti dell’azione e dell’avventura in generale, ma riesce a mettere in scena una storia brillante, che unisce ere lontane e culture del tutto diverse in modo inaspettato.
Dopo aver narrato la storia individuale dei tre protagonisti inanellando scene di pura azione profondamente coinvolgenti, Predator: Killer of Killers entra nel vivo della sceneggiatura mostrando il motivo per il quale i nostri protagonisti hanno dovuto fronteggiare questi spaventosi extraterrestri.
Se prima i nostri combattenti erano divisi da periodi storici completamente differenti, ora in qualche modo la situazione viene stravolta e aprirà le porte a una nuova narrazione di natura insolita e anche portatrice di una convincente morale.

Tecnica grafica
Lo studio The Third Floor è riuscito a utilizzare uno stile grafico che riesce a enfatizzare in modo encomiabile tutta la brutalità dei combattimenti in cui sono immersi i protagonisti.
Il tratto stilizzato è perfetto per mostrare tutta la durezza dei loro lineamenti e la tensione muscolare che accompagna i colpi inferti con massima audacia.
Anche le animazioni sono fluide, godendo di una tecnica che miscela animazione digitale con quella rotoscopica, famosa per restituire un certo realismo alle movenze dei personaggi virtuali.
Con questa estetica generale i predatori alieni appaiono ancora più selvaggi, violenti, tenebrosi e piuttosto spaventosi, perché oltre che aggressivi sono anche intelligenti e riescono a carpire i punti deboli dei loro avversari.

Una lotta in cui non vince solo il più forte
Se osservando le innumerevoli scene di combattimento tra gli esseri umani presenti in Predator: Killer of Killers il divertimento e il coinvolgimento non mancheranno assolutamente, quando entrano in scena gli spietati Predator lo scontro si sposta in un’ottica anche strategica oltre che meramente fisica.
Proprio come tutti gli appassionati della saga ricordano, fin dal primissimo – e indimenticabile – film con Arnold Schwarzenegger, per tentare di avere la meglio sul terribile alieno bisognava fare uso di una grande intelligenza e di uno spirito strategico non indifferente per sopperire alla palese inferiorità fisica di un essere umano rispetto ai predatori spaziali.
Questa impronta narrativa che contraddistingue da sempre la saga di Predator è stata mantenuta anche in Predator: Killer of Killers, e proprio per questo i tre protagonisti dovranno usare quanta più intelligenza possibile per combattere i guerrieri extraterrestri.
Questa caratteristica, oltre a stemperare il ritmo action che per alcuni potrebbe essere eccessivo, permette anche di assistere a eventi inaspettati che arricchiscono il racconto cinematografico.




































