Una ragazza di nome Michelle  si prepara in tutta fretta ad uscire da casa. La telecamera riprende le sue nervosi movenze mentre si impegna a non dimenticare nulla di cui avrà bisogno all’esterno, soprattutto lo smartphone e le chiavi della macchina.

Proprio dentro l’abitacolo arriva una chiamata al cellulare: la voce è quella del suo fidanzato, con il quale sembra che abbia avuto un alterco a cui lei non riesce a soprassedere.

La telefonata è chiusa in modo brusco. Michelle rivolge tutta la sua attenzione sulla strada. Ma proprio pochi secondi dopo la sua auto è protagonista di un incidente.

La ragazza riprende conoscenza e capisce subito che è imprigionata in una sorta di bunker, dove un signore sovrappeso di nome Howard sembra voglia prendersi cura di lei.

10 Cloverfield Lane è un thriller atipico, che mette al centro della sceneggiatura la forzata prigionia di Michelle dentro questa piccola casa di cemento, luogo fondamentale per permetterle di sopravvivere.

Da quanto racconta Howard, là fuori l’aria è resa irrespirabile a causa di un attacco alla nazione americana che ha reso la città fulcro di sostanze radioattive.

Il film è quasi interamente ambientato dentro questo bunker, con la protagonista (interpretata da Mary Elizabeth Winstead) il più delle volte vestita con una canottiera bianca, quasi a voler richiamare il look di Ripley nel cult movie di Ridley Scott Alien.

Ma non è giusto scomodare il noto film di fantascienza, perché 10 Cloverfield Lane, purtroppo, non ha la capacità di offrire cotanta tensione narrativa e, soprattutto, alcun pathos.

I giorni trascorsi da Michelle, dopo che ella riesce a capire che l’unica salvezza è restare dentro la sua nuova casa anti-radiazioni sono, a tratti, decisamente noiosi per lo spettatore, che a volte dovrà scongiurare l’effetto sbadiglio osservandola mentre si prodiga in confessioni della sua vita privata con il terzo inquilino, Emmet.

La tensione psicologica è accennata in alcuni frangenti del film, ma il più delle volte si infrange al cospetto di una sceneggiatura troppo esile ed avara di situazioni.

John Goodman fa di tutto per apparire un uomo alienato, irascibile e potenzialmente misterioso, riuscendoci discretamente.

Ma il film non vuole raccontare solo di Michelle e del suo bunker salva-vita. L’ultima parte dello spettacolo, quella che dovrebbe regalare maggiore suspense, cambia registro in maniera inverosimile, con Michelle che diventa una vera e propria eroina dalle doti combattive eccezionali.

Ma anche in questo frangente tutto quello che offre il film trasuda un senso di déjà-vu che non riuscirà a tenere viva l’attenzione dello spettatore.

E poi c’è il finale, che definirlo “aperto” sarebbe un eufemismo. Proprio per questo, 10 Cloverfield Lane sarebbe stato più adatto come un buon pilot di una nuova serie TV.

Ma 10 Cloverfield Lane è un lungometraggio e non una nuova serie televisiva, e proprio per questo tradisce la missione che si era prefisso: intrattenere il pubblico e farlo emozionare.

Dove vedere 10 Cloverfield Lane
COMMENTO
10 Cloverfiel Lane non vuole raccontare solo di Michelle e del suo bunker salva-vita. L’ultima parte dello spettacolo, quella che dovrebbe regalare maggiore suspense, cambia registro in maniera inverosimile, con Michelle che diventa una vera e propria eroina dalle doti combattive eccezionali. Ma anche in questo frangente tutto quello che offre il film trasuda un senso di déjà-vu che non riuscirà a tenere viva l’attenzione dello spettatore.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".