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Torna Jason Reitman alla regia, stavolta puntando la telecamera sulla vita di una scrittrice di racconti per bambini, afflitta da una cronica insoddisfazione per la sua vita e restia ad accettare gli anni che passano.
Tutto (o quasi) sembra migliore nel passato. Oramai tutti si sono accorti che l’hobby più diffuso, specie in questo periodo di crisi economica, è quello di guardarsi al passato, precisamente guardare agli anni ’80, anni in cui la generazione di trentenni attuale viveva le gioie della spensieratezza.
Jason Reitman, sensibile regista che ama fotografare nei suoi film i vizi e le virtù della società odierna, non poteva esimersi dal girare un film che potesse mostrare come vivere nel passato spesso celi una grande frustrazione presente.
Mavis Gary (Charlize Theron) è una bella donna che sembra essere rimasta a quando frequentava il liceo. Il suo abbigliamento, le sue abitudini alimentari e tutta la sua vita sembra essere basata su di una “sciatteria” che rimanda a quella della gioventù.
Solo che fra ventenni la cosa appare normale, ora il tutto ha solo un sapore squallido.
Ogni vita ha le sue stagioni; quelle di Mavis pare non vogliano trascorrere. L’occasione per sviare dalla alienante quotidianità della protagonista è quella di andare a trovare un suo ex ragazzo nella sua città natale.
Quest’ultimo ha appena avuto un figlio da sua moglie, e vuole condividere l’avvenimento anche con lei. Obiettivo di Mavis è conquistare di nuovo la sua vecchia fiamma.
Il film di Reitman ha due facciate, e come di solito avviene nei suoi script, quella che all’inizio sembra una trama a tratti “superficiale”, nasconde al suo interno più di un significato.
All’inizio sembra che Mavis parta per un viaggio unicamente per riconquistare il suo ex, in nome della sua spiccata sensualità e della convinzione che quest’uomo con lei sarebbe più felice.
Una motivazione sciocca che nasconde altri problemi della sua vita. Tornare nella sua città le farà rincontrare anche un altro ex compagno di liceo, vittima di un pestaggio da giovane che l’ha reso quasi zoppo.
In questo modo si avvicinano due esistenze che hanno bisogno di confrontarsi per imparare l’una dall’altra. Mavis senza quasi accorgersene impara dal suo vecchio compagno di scuola, impara che la sua vita non è poi così brutta. In lei inizia a germogliare il seme dell’autostima.
Il film di Reitman, come sempre, è valido. Il regista si riconferma maestro nel rendere su schermo i sentimenti degli attori coinvolti solamente con uno sguardo, un’espressione oppure con il dettaglio di un oggetto.
Charlize Theron è molto brava ad apparire come una bellissima donna ma non sempre appettibile, rea di avere un carattere superficiale ed una condotta di vita irritante per la sua età.
Il suo personaggio però ha più di una dimensione, e non vuole essere rappresentato come quello di una donna solamente stupida e sensuale, ma come un essere umano capace di esprimere diverse sfumature caratteriali.
Scordatevi dunque il pessimo personaggio della “cattiva maestra” interpretato da Cameron Diaz recentemente: Mavis è un personaggio credibile, a tratti commovente. In lei Reitman ripone tutta la cura che usa di solito con tutti i personaggi dei suoi film.




































