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Esce nei cinema il 30 ottobre 2025 The Toxic Avenger, remake dell’horror datato 1984 prodotto da Troma. Riuscirà a conquistare i fan della pellicola originale? Scopriamolo nella recensione.

Fondata nel 1974, la Troma Entertainment è una delle case di produzione più rappresentative del cinema underground americano.

Forte di uno stile orientato al trash ma anche carico di un’indiscutibile critica sociale, i suoi lungometraggi di genere horror hanno saputo conquistare una larga fetta di pubblico.

Il più grande successo della Troma è The Toxic Avenger, horror pieno di effetti splatter artigianali che ha come protagonista Melvin, un ragazzo che lavora come bidello in un centro fitness, preso di mira costantemente da teppisti che lo deridono.

Durante uno scherzo orchestrato da questi bulli, Melvin finisce ricoperto da una melma tossica che lo trasformerà in un essere forzuto ma deforme: il “vendicatore tossico” del titolo, che presto si prenderà la sua lauta vendetta contro questi crudeli soggetti che da tempo rendevano la sua vita un inferno.

Il nuovo vendicatore tossico

Il remake di The Toxic Avenger ha una trama che si discosta in parte da quella originale, sebbene abbia sempre il nostro antieroe forzuto come protagonista principale.

Il giovane Melvin è stato sostituito da Winston Gooze (Peter Dinklage), un bidello che lavora in una fabbrica chimica di un’azienda molto famosa.

Winston è un lavoratore instancabile e serio, che dedica gran parte del suo tempo libero a Wade (Jacob Tremblay), il figlio di una donna con cui stava insieme ma che purtroppo è morta.

Il ruolo di Winston dunque è quello di una sorta di patrigno, che tenta di tutto per mettere a proprio agio il fragile Wade, colpevole di essere un adolescente che nutre interessi diversi dalla massa e che dunque viene preso di mira spesso da tracotanti compagni di scuola che non tollerano la sua diversità.

Purtroppo un giorno Winston si accorge di avere un male molto serio, che può essere curato solo grazie a un farmaco sperimentale piuttosto costoso.

Sebbene l’uomo goda di un’assicurazione sanitaria privata, questa non può coprire il costo di questa cura. In preda alla disperazione, Winston tenta di rapinare la facoltosa azienda per cui lavora, ma il colpo finisce male.

A causa di un grave incidente in cui sono coinvolti pericolosi liquami tossici, lo sfortunato Winston si trasforma in un essere diverso, il vendicatore tossico.

Un eroe molto particolare pronto a fare giustizia, a cominciare dalle ingiustizie che ha patito sul luogo di lavoro.

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Peter Dinklage nel film The Toxic Avenger.
Melvin in compagnia di Wade, prima che la sua struttura fisica cambi radicalmente a seguito dell’incidente radioattivo

Funziona o non funziona?

Le produzioni della Troma sapevano essere tanto ironiche quanto particolari: il loro stile, sebbene fosse chiaramente trash, trascendeva in qualche modo dal cinema di serie B, perché la sceneggiatura era concepita per dare un forte messaggio allo spettatore.

Una caratteristica, quella delle opere della Troma, che non è facile riprodurre in una pellicola del 2025 che gode di un budget molto superiore rispetto a quello degli anni Ottanta.

Sebbene fossi dubbioso sul risultato di questo remake (ma anche un pizzico speranzoso), sono felice nel definire The Toxic Avenger un prodotto riuscito.

A partire dall’ottima recitazione di Peter Dinklage, favoloso negli innumerevoli siparietti ironici e convincente quando affronta momenti drammatici, fino alla necessaria e imprescindibile partecipazione di Kevin Bacon nella parte di Bob Garbinger, CEO corrotto dell’azienda in cui lavora Winston, il cast di The Toxic Avenger risulta perfetto.

Ma non sono solo gli attori a rendere The Toxic Avenger un remake ben fatto, perché anche lo stampo ironico e l’estetica grezza tipica delle produzioni di Troma risulta credibile e perfettamente inserita in una pellicola moderna che può godere di valori produttivi maggiori.

Taylour Paige nel film The Toxic Avenger.
La giovane J.J. Doherty è determinata a smascherare le malefatte della ricca azienda presso cui lavora Melvin

Ironia e sangue finto

Proprio come l’originale, anche il nuovo The Toxic Avenger usa la violenza e lo splatter per mostrare una chiara identità cinematografica da lungometraggio horror.

Sebbene non siamo certamente al pari di opere come Terrifier 3, anche in The Toxic Avenger ci sono svariate scene in cui il sangue finto abbonda e sporca il set cinematografico.

C’è da sottolineare come ogni scena violenta non sia stata mostrata solamente per infarcire lo script di sequenze impressionanti, ma sia a corredo della trama e, soprattutto, per innalzare il tono ironico generale della pellicola.

Il tono satirico e l’umorismo nero abbondano in The Toxic Avenger, proprio come potreste aspettarvi in una puntata della serie animata per adulti de I Griffin.

La malattia, la morte e le ingiustizie sociali sono trattate con umorismo e sarcasmo, caratteristiche che però non intendono declassare l’importanza di questi concetti ma, au contraire, rinforzarli e renderli ancora più decisivi attraverso quello splendido e intelligente linguaggio cinematografico che è la comicità.

Elijah Wood nel film The Toxic Avenger.
Ingobbito, quasi del tutto calvo e pieno di acredine: Elijah Wood è irriconoscibile in questo film

Nuovi personaggi

Se Winston e Bob rappresentano il bene e il male nella narrazione di The Toxic Avenger, nel mezzo vi sono altri personaggi di rilievo, che arricchiscono notevolmente lo script rispetto a quello originale.

Il personaggio di J.J. Doherty (Taylour Paige) ricopre grande importanza: J.J. è una giovane ragazza impegnata a smascherare tutte le malefatte della società capeggiata da Bob, che da anni produce farmaci che non fanno altro che nuocere alla salute e riempire l’ambiente di rifiuti mai smaltiti correttamente.

Il ruolo di Taylour Paige è costruito con dovizia, perché appare mosso da credibili e nobili intenzioni e rende la trama di The Toxic Avenger più articolata e appassionante.

Ragazza volitiva ma anche piuttosto affascinante, J.J. inoltre è protagonista di alcune scene comiche che sapranno indurre grosse risate nel pubblico.

Anche Jacob Tremblay nel ruolo di Wade si è rivelato molto valido, presentando una recitazione che evidenzia l’ottima mimica facciale del giovane attore che non è propriamente un grande chiacchierone.

Wade, sebbene di primo acchito sembrasse solo un personaggio minore, in verità rappresenta una parte importantissima della vita del protagonista Winston, che attraverso l’amore che prova verso questo ragazzo che reputa come un figlio riesce a umanizzarsi anche quando diventa un feroce e muscoloso vendicatore dai canoni estetici scombinati.

Il personaggio di Wade inoltre rappresenta il classico ragazzo brillante ma introverso, che subisce un’acerrima e insensata punizione da parte della società e dal suo gruppo di pari solo perché il suo stile di vita e di comportamento divergono da quelli canonici.

Un “gancio narrativo” ideale quello di Wade per tirare in ballo una critica alla società e per sottolineare come i diversi in verità debbano essere giudicati come risorse e non come anomalie.

Impossibile poi non citare nel cast anche Elijah Wood nei panni di Fritz Garbinger, fratello di Bob che sfoggia caratteristiche estetiche ben diverse da quelle del suo ricco parente.

Fritz è gobbo e ha seri problemi a deambulare, un chiaro riferimento al famoso e indimenticato Igor nel capolavoro della comicità intitolato Frankenstein Junior.

Elijah Wood riesce a dare forma a un personaggio credibile, mai troppo esagerato nei suoi modi e che sfoggia una personalità tutt’altro che banale, fatta di lati oscuri ma non solo: caratteristiche ideali per mettere in scena gradevoli colpi di scena.

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Dove vedere The Toxic Avenger
COMMENTO
Il remake di The Toxic Avenger è una pellicola che riesce a mantenere i toni trash e fuori dall'ordinario delle produzioni di Troma degli anni '80 ma che, al contempo, offre una sceneggiatura aggiornata a molti temi moderni, come la corruzione, i problemi ambientali e i difficili rapporti familiari. L'opera si avvale di una messa in scena volutamente cupa e grezza, impreziosita dall'ottima performance attoriale di Peter Dinklage e dell'irriconoscibile Elijah Wood. Ma non è tutto, perché nel cast brilla anche Kevin Bacon, che sprizza entusiasmo mentre ricopre la parte dell'avido (e sciocco) capo dell'azienda presso cui lavora il povero Winston. Bacon, come sempre, si trova perfettamente a suo agio all'interno di un set horror e rende il suo personaggio bislacco e crudele come dovrebbe essere. The Toxic Avenger è una pellicola che abbonda di umorismo nero e di una graffiante satira che si beffa del politicamente corretto, un modo ideale per rimarcare la non indifferente critica verso l'indifferenza generale riguardo ai problemi ambientali e come le leggi americane non riescano a garantire a tutti un'equa assistenza sanitaria. In tutto questo non manca violenza e tanto splatter, messo in scena grazie a effetti speciali spesso artigianali e volutamente grezzi. The Toxic Avenger è tornato più in forma che mai; se avete voglia di vedere un lungometraggio diverso dagli altri, date una chance a questo horror, molto probabilmente non ve ne pentirete.
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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