Questo articolo può contenere link di affiliazione.
Esce il 20 marzo 2025 nei cinema The Monkey, horror diretto da Oz Perkins tratto da un racconto breve di Stephen King. James Wan, regista di acclamati horror quali Saw e The Conjuring, produce la pellicola.
Fresco del successo di Longlegs, film del terrore che ha stregato gli appassionati grazie a una sceneggiatura vincente e un’interpretazione degna di nota di un irriconoscibile Nicholas Cage, Oz Perkins torna dietro la macchina da presa per girare un nuovo spaventoso film.
The Monkey, di cui Perkins ha curato anche la sceneggiatura, vede come protagonisti Hal e Ricky, due gemelli che un giorno trovano in casa loro una scimmietta a molla.
L’adorabile (si fa per dire) giocattolo, una volta che viene caricato, inizia a suonare un tamburello con enfasi mostrando un agghiacciante sorriso che sfoggia i suoi denti gialli e le sue preponderanti gengive.
Sebbene sia divertente osservare questa breve performance musicale, le conseguenze di questo gesto sono agghiaccianti: entro breve tempo iniziano a verificarsi morti inspiegabili che creano una scia di sangue infinita.
Venticinque anni dopo, Hal (Theo James) e Ricky (Rohan Campbell) sembrano finalmente vivere una vita apparentemente tranquilla dal momento che questo maledetto giocattolo pare scomparso. La verità , purtroppo, è ben diversa.
UNA RISATA VI SEPPELLIRÀ
La prima cosa da sottolineare del film di Perkins è la sua natura horror prettamente dissacrante, che spesso farà insorgere negli spettatori più di una risata.
Grazie a un brillante montaggio, The Monkey riesce a trasformare scene violente e sgradevoli in un concentrato di macabra ironia, donando così a tutto il racconto un alone da comedy horror molto originale.
In The Monkey il concetto di morte è trattato in modo diretto, senza mezzi termini, non solo mostrando in modo esplicito tutte le numerose disgrazie che investono le vittime della diabolica scimmietta, ma anche attraverso le parole della madre dei due gemelli, che in modo fin troppo schietto descrive come il trapasso avvenga molto spesso attraverso innumerevoli sofferenze.
Questo lugubre sarcasmo, sebbene rappresenti la cifra stilistica del film di Perkins, non riesce comunque a dissipare un’atmosfera piuttosto inquietante, soprattutto quando a fare le spese della cattiveria di questo giocattolo a molla sono vittime inaspettate.
L’abbondanza di scene splatter e di numerose disgrazie, orchestrate in modo singolare e degne della riuscita saga di Final Destination (che tornerà presto nei cinema con un nuovo episodio), rende The Monkey una pellicola che difficilmente non sarà apprezzata dai cultori di film horror che sanno spaventare con un tocco di bizzarria.

UN ATTO D’AMORE VERSO IL GENERE HORROR
The Monkey non è solo un film horror stravagante, ma anche un concentrato di easter egg, ovvero citazioni a opere di Stephen King oppure a capisaldi del mondo cinematografico horror.
Dopo aver ghiacciato il sangue nelle vene con la spaventosa storia narrata in Longlegs, è chiaro come Oz Perkins abbia voluto con The Monkey dirigere e scrivere una sceneggiatura che potesse non solo appassionare e spaventare ma anche divertire lo spettatore, che sarà innegabilmente coinvolto in una strenua ricerca di rimandi a libri oppure a film indimenticabili.

Non dimentichiamoci che il regista è figlio di un certo Anthony Perkins, noto attore che ha partecipato al cult movie per eccellenza nel genere thriller horror Psyco; impossibile quindi non aspettarsi chiari riferimenti anche al capolavoro di Alfred Hitchcock.
Sebbene il racconto cinematografico innegabilmente perda un po’ di brillantezza nella seconda parte del film, quella in cui i protagonisti sono oramai adulti, The Monkey riesce comunque a tenere viva l’attenzione grazie all’inserimento all’interno dello script di un vero e proprio villain, che userà il mortale giocattolo in maniera inedita.




































