Fin dal 2006 la serie di videogiochi di Just Cause offre un incredibile divertimento per tutti gli appassionati degli sparatutto in terza persona, ma anche per coloro che amano il gameplay alla Grand Theft Auto.

In Just Cause non saremo calati  in ambientazioni americane impersonando ladri più o meno odiosi intenti a diventare ricchi con rapine oppure sfruttando la prostituzione: in Just Cause vestiremo i panni del duro Rico Rodriguez, un agente segreto che ama lottare per la libertà del popolo sudamericano, vittima dell’ingiusto giogo dittatoriale di organizzazioni criminali.

La serie, programmata da Avalanche Studios, dopo aver esordito su Playstation 2, Xbox 360 e PC ha avuto un discreto successo, che ha permesso di generare ben tre seguiti. Con un rapido fast forward degno del migliore VHS in circolazione che proviene dall’era analogica degli anni ottanta, arriviamo  nel dicembre del 2018, periodo in cui è prevista l’uscita di Just Cause 4.

PROTAGONISTA CHE VINCE NON SI CAMBIA

Anche stavolta sarà sempre il buon Rico ad essere al centro di questa ennesima avventura. Questa volta il Nostro dovrà fronteggiare i loschi piani del gruppo della Mano Nera, che vuole dominare l’intera isola di Solìs.

Ma la ribellione è dietro l’angolo, e grazie all’azione di Rico e dell’Armata del Caos avremo a che fare con decine di missioni differenti per cercare di eliminare l’egemonia economica di questi mascalzoni virtuali.

Ma come agiremo nel mondo di Just Cause? Proprio come abbiamo fatto in tutti gli altri capitoli della serie, approfittando di un gameplay che premia la libera esplorazione per poter affrontare diversi piani di attacco, aiutati dai divertenti e funzionali gadget tecnologici che il protagonista potrà sfruttare, a partire dal suo prezioso rampino attaccato al braccio.

BIONIC COMMANDO NON SEI NESSUNO

Ricordate il famoso gioco d’azione della fine degli anni ’80 in cui ci si poteva spostare tra le varie piattaforme proprio grazie ad un rampino? Ecco, se pensavate di aver visto tutto con quel cult game (di cui poi curarono alcuni remake pochi anni fa) avete sbagliato di grosso.

Rico potrà sfruttare questo formidabile ed indistruttibile arnese non solo per appendersi ad un muro, oppure per raggiungere un determinato luogo. Il giocatore potrà sfruttare questo rampino in innumerevoli altri modi, alcuni inediti rispetto agli altri giochi della serie.

Con la nuova possibilità di personalizzare le impostazioni di questo importante gadget, avremo la possibilità di sfruttare diverse features, come potenti cariche ad impulso che esploderanno al contatto, oppure attaccare dei veri e propri sollevatori a qualsiasi oggetto.

Risulterà estremamente divertente osservare come  potranno volteggiare in aria enormi costruzioni per lasciare libera la strada a Rico, oppure inventarsi dei veri e propri mezzi di spostamento aerei alternativi sfruttando proprio la potenza di uno o più sollevatori che librano beati in aria.

Anche in questo quarto capitolo, il mitico rampino diventa un vero e proprio protagonista assieme a Rico, che permette al giocatore di esprimersi in innumerevoli costruzioni di fantasia, alcune per un catartico scopo distruttivo, altre per godere di momenti ludici difficili da ripetere in altre produzioni di videogiochi simili.

FUOCO, FIAMME E PROIETTILI

Accanto alle fantasiose dinamiche ludiche che potremo mettere in atto sfruttando il nostro rampino grazie all’ambiziosa fisica di Just Cause 4, grande attenzione è stata data anche alle numerose sezioni in cui dovremo letteralmente sparare e distruggere gli avamposti nemici.

Se ad esempio intraprendiamo una missione che preveda il furto di alcuni codici segreti nessuno ci vieta, mentre ci adoperiamo per la causa, di radere al suolo tutto quello che incontriamo sul nostro cammino, compresi gli odiosi soldati della Mano Nera.

Anche stavolta sarà liberatorio riempire lo schermo di fumo e di enormi colonne di fiamme che renderanno alta la temperatura dell’isola di Solìs.

In ambito armamenti c’è solo l’imbarazzo della scelta, mitragliatori di vario genere, lanciarazzi, fucili e altri innumerevoli ritrovati tecnologici distruttivi che renderanno felici gli amanti della distruzione in stile Commando di Arnold Schwarzenegger.

Tornano anche i centinaia di veicoli differenti per dispensare morte e ribellione nei meandri delle strade di Solìs. Potremo guidare macchine sportive, elicotteri militari, carri armati e motociclette. Ci vorrebbero fiumi di inchiostro virtuale solo per stilare una lista di veicoli di cui è possibile prendere possesso nel gioco.

CONDIZIONI ATMOSFERICHE REALISTICHE CON IL MOTORE APEX

Novità assoluta nel quarto capitolo di Just Cause è il motore Apex, che permette di riprodurre con estremo realismo tutte le peggiori espressioni della natura come tornado, bufere di neve, tempeste di sabbia e pericolosi acquazzoni.

Tutte calamità naturali che avranno effetto nel mondo di gioco di Just Cause 4. Non è esperienza di tutti i giorni poter duellare contro un violento tornado mentre si guida un veicolo adatto a contrastarlo, con  gli innumerevoli detriti che la massa di aria sparge nel mondo di gioco a farci compagnia.

Una vera dimostrazione della natura come non si era mai vista in un videogioco.

UN CAPITOLO A TRATTI TROPPO SIMILE AL PREDECESSORE

Just Cause 4 è un prodotto che sa divertire, anche stavolta, tutti i giocatori che ancora amano la serie di Avalanche Studios. Ma durante le svariate ore che servono per completare tutte le numerose missioni, si percepisce un grande senso di già visto, soprattutto con la riproposizione di alcune missioni piuttosto noiose.

Saltellare qua e là potendo contare sulla potenza del rampino, che virtualmente può farci raggiungere anche la vetta di un monte, è (ancora) una esperienza gratificante. Per non parlare della possibilità di volare con la tuta alare ed il paracadute (esperienze già presenti, è bene ricordarlo, in Just Cause 3).

Purtroppo però si ha la sensazione che molte missioni non riescano a sfruttare tutte le infinite possibilità creative che i nostri gadget permettono. Arrovellarsi per immettere dei codici su alcuni computer prima che il tempo scada potrebbe sembrare, per esempio, un banale escamotage per allungare la durata del gioco totale.

Insomma, il grande senso di déjà-vu non è solo riferito al gameplay, esattamente uguale al terzo capitolo, ma anche alla noia che pervade affrontando alcuni momenti del gioco, tipici anch’essi dei difetti del capitolo numero tre uscito nel 2015.

IL PROFILO TECNICO

La serie di Just Cause ha, da sempre, offerto un motore grafico piuttosto buono che, pur non rappresentando l’apoteosi in termini tecnologici, poteva restituire un quadro grafico piuttosto gradevole agli occhi del giocatore.

Con il quarto capitolo, purtroppo, assistiamo ad una piccola involuzione riguardo ai risultati prettamente visivi. A partire dalla versione per PC, che da subito ha fatto patire ai giocatori diversi bug che inficiavano la fluidità di gioco, anche la versione per console non brillava in quanto ad ottimizzazione generale.

Con la prima patch, disponibile da pochi giorni, la situazione, soprattutto su Playstation 4, si è rivelata ben più accettabile. Ora il gioco gira fluido e privo di grosse mancanze in termini di frame rate. Al di là delle analisi tecniche che denunciano come non sempre il gioco giri in full HD (soprattutto durante le scene più difficili da gestire a causa della fisica così elaborata),  il giudizio complessivo è generalmente buono.

Peccato per alcune costruzioni poligonali che, soprattutto durante i voli di Rico da ingenti altezze, presentano tipici difetti da bad clipping, ovvero la presenza di poligoni che compaiono all’improvviso per ricreare la grafica complessiva del paesaggio.

Difetti che, è bene dirlo, non inficiano la qualità della giocabilità , sempre reattiva nei comandi e completamente gestibile dal giocatore in tutte le caotiche situazioni in cui ci troveremo.

COMMENTO
Il divertente Just Cause torna con il quarto episodio. Un episodio, se proprio vogliamo essere pignoli, non del tutto nuovo contando che le meccaniche di gioco sono quelle che già abbiamo apprezzato nel terzo capitolo. Stavolta però, a fronte dei problemi tecnici, sono da sottolineare alcune migliorie. A partire dalla fisica, che continua a sbalordire nelle esplosioni ed in altre innumerevoli situazioni, fino a far palpitare il giocatore quando incontra il tornado. Poter inseguire un gigante di aria e detriti a bordo di un veicolo è una esperienza che, va detto, non abbiamo mai potuto vivere prima d’ora in un videogioco. Anche la guida dei veicoli ora è più versatile rispetto al terzo capitolo,dove guidare una macchina era una pratica spesso frustrante a causa della sensibilità dello sterzo del veicolo. Da notare anche la struttura delle missioni, ora gestita con maggiore ordine e razionalità dalla ricca interfaccia di gioco. La sceneggiatura del gioco non è proprio originale e purtroppo risulta priva di pathos, perché praticamente solo incentrata sulla pura ribellione e l’azione fine a se stessa. Just Cause 4 si riconferma un grande e grosso giocattolo virtuale, che saprà intrattenere alla grande l’appassionato di videogames in stile GTA e soprattutto dell’azione dura e pura.
7.3
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".