Stories, Gianna Nannini si racconta nella nuova puntata del programma Sky

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È Gianna Nannini  la protagonista della nuova puntata di Stories, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di  Sky TG24.

Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, con la regia di Roberto Contatti, la cantante si racconta in Gianna Nannini – Nata nel 1983, in onda il 15 aprile 2024 alle 21.00 su Sky TG24, il 20 aprile 2024 alle ore 13.30 su Sky Arte e sempre disponibile On Demand.

La sua storia inizia a Siena, nella contrada dell’Oca dove “quando nasci in una contrada la prima cosa che fanno ti portano la bandiera che ti accompagna dalla nascita fino alla morte. La mia mamma mi ha partorito e subito dopo mi hanno portato una bandiera con il rullo di tamburi, credo che questa atmosfera mi abbia condizionato”.

Un’infanzia che l’ha vista passare dalla vita in contrada e il momento in cui “io ho vissuto un primo Palio vinto, avevo cinque anni credo, e sono quelle cose che rimangono per sempre lì” al trasferimento in campagna “dai nove ai diciotto ho vissuto in campagna a scrivere musica e cantarla”.

Senza dimenticare gli anni della scuola e dell’università “ho fatto il primo anno di università e dopo ho continuato a studiare perché mi interessava l’argomento filosofia e l’antropologia, avevo fatto lo scientifico ma avevo un male per la matematica dentro” ha scherzato.

Poi il trasferimento a Milano dove ha iniziato a scrivere e cantare con il suo inconfondibile stile, come nella canzone “’ America’, che è una metafora di libertà. Ero nella casa di Mauro Paolucci e lui cominciò a fare degli accordi sui quali ho iniziato a improvvisare una melodia, e poi è nato il testo”.

Prima del successo, la gavetta nei bar dove “si facevano delle session con i musicisti, si facevano i Rolling Stones, e io facevo già le mie canzoni e le mischiava con questo e da lì mi sono formata”.

Uno stile unico caratterizzato anche dalle tematiche forti presenti nei testi “anche a Milano c’erano discussioni sul divorzio e l’aborto, e io frequentavo dei collettivi anche di femminismo libertario e quindi lì ci si formava con l’autocoscienza si raccontavano le problematiche per trovare la libertà prima dentro e poi fuori, tirare fuori noi stesse e poi la manifestazione nel collettivo faceva il resto”.

Fino al momento della scoperta del suo talento da parte di Mike Bongiorno “all’epoca non esistevano i talent scout, ma lui faceva una cosa simile con la Longari e andava alle manifestazioni. Mike Bongiorno mi prese e poi feci un provino in Rai. Venni selezionata da lui per fare un provino per la Fonit Cetra”, e poi anche da Mara Maionchi “facevo le canzoni al pianoforte e lei piangeva; da quello capii che forse ero brava.  Lei era a capo della casa discografica di Battisti. Mi presero in cura, lasciandomi essere quello che ero in quel momento da cantautrice”.

Un modo di fare che l’ha sempre accompagnata nella sua musica, anche nel nuovo album 1983 in cui scrive di essere nata senza genere e specificando che non le piacciono le etichette della società: “ Il problema è che le etichette le mettono gli altri per dividere. Invece se uno è senza etichette è perfetto perché non appartiene a un genere. Come si fa ad appartenere ad un genere in questa epoca?

Secondo me si appartiene all’essere umano, soprattutto per quanto riguarda la libertà di esprimersi come essere umano ”.

Durante la messa in onda dell’intervista comparirà un QR Code che permetterà, inquadrandolo con la telecamera del proprio smartphone, di accedere a una serie di contenuti speciali dedicati all’artista, disponibili sul sito skytg24.it.

Tutte le interviste di Stories sono anche proposte tra i podcast di Sky TG24, sul sito  skytg24.it e sulle principali piattaforme di podcasting.