Alice Howland, interpretata da una straordinaria Julienne Moore, ha cinquant’anni, è docente di linguistica presso la Columbia University, ha una bellissima famiglia composta da un marito amorevole, Alec Baldwin, e tre figli adulti e realizzati.

La vita di Alice che si divide tra il lavoro e la famiglia, trascorre serena fino a quando un giorno, durante una lezione, si blocca perché non riesce a ricordare una parola fondamentale per il discorso che sta tenendo.

Al principio sembra un lapsus, ma dopo pochi giorni Alice, che fa jogging quotidianamente, si perde perché non riconosce il posto in cui si trova, pur essendo sempre lo stesso da anni.

Comincia così l’irrefrenabile e paurosa voglia di scoprire cosa sta cambiando in lei,  perciò Alice consulta un neurologo che subito capisce cosa le sta succedendo: è affetta da Alzheimer precoce.

Da questo momento in poi la vita della protagonista cambia drasticamente e con lei tutta quella della sua famiglia, la quale dovrà cominciare a scoprire e ad amare una donna diversa e ben lontana dalla vecchia Alice.

Tratto dal romanzo di Lisa Genova, Still Alice è un racconto breve, semplice ma terribilmente intenso.

Non si è mai parlato sinora, nel mondo cinematografico, dell’Alzheimer precoce, perché è una malattia difficile da raccontare.

È difficile narrare la vita di una donna che non ha più un passato e che di conseguenza non si riconosce nel suo presente. Ma l’Alzheimer è proprio questo, un cancellino su una lavagna, che elimina ogni traccia di ciò che si è stato.

Julienne Moore interpreta con delicatezza e maestria due personaggi, una prima Alice splendente, raggiante, affermata donna nel campo universitario, moglie e madre molto amata dalla sua famiglia. Una seconda Alice che è l’incarnazione della malattia, degenerativa, distruttiva.

La disperazione che attanaglia la protagonista è resa magistralmente dalla Moore soprattutto quando Alice fa i conti con la difficoltà di comunicare, a causa della dimenticanza del lessico e quindi l’impossibilità di proseguire col suo lavoro e di comunicare con la sua famiglia.

Il film, seppur di difficile argomentazione, si lascia guardare dal primo all’ultimo minuto. Questo anche grazie alla scelta perfetta dei personaggi. Alec Baldwin da vita ad un marito inizialmente perplesso e poi rassegnato che continua ad amare e a rispettare sua moglie ma anche la propria vita e la propria carriera.

Dei tre figli l’attenzione del regista è focalizzata principalmente su Lydia, interpretata da Kristen Stewart, che diventerà la custode della madre malata.

Questo film è un abbraccio caldo e umano rivolto non solo a quelle famiglie che fanno realmente i conti con l’Alzheimer, ma anche a chi riesce, per 99 minuti, a vivere una catarsi profonda attraverso il personaggio di Alice.

Dove vedere Still Alice
COMMENTO
Questo film è un abbraccio caldo e umano rivolto non solo a quelle famiglie che fanno realmente i conti con l’Alzheimer, ma anche a chi riesce, per 99 minuti, a vivere una catarsi profonda attraverso il personaggio di Alice.
8
Articolo precedenteMa tu di che segno 6? – Recensione
Articolo successivoBirdman – Recensione