Sex Education è sicuramente una di quelle serie televisive che attira l’attenzione, a cominciare dallo stesso titolo, che si rifà a quella educazione sessuale che sarà centrale nella sceneggiatura.

Quello che la produzione esclusiva Netflix vuole dimostrare lungo le otto puntate che compongono le due stagioni attualmente disponibili, è la totale schiettezza nel descrivere e affrontare abitudini e problematiche sessuali che potrebbero affliggere i moderni adolescenti.

La trama di Sex Education racconta di Otis (Asa Butterfield), adolescente che vive con la madre sessuologa Jean (Gillian Anderson, l’indimenticabile Dana Scully di X-Files), che per una serie di curiosi eventi diventa un giovane (e inesperto) terapeuta sessuale che cerca, con successo inaspettato, di risolvere alcuni problemi che affliggono i suoi compagni del liceo.

Da problematiche banali a quelle più delicate che coinvolgono una certa confusione riguardo i propri gusti sessuali, Sex Education offre una carrellata e una varietà di genere che non si limitano di certo alla classica coppia eterosessuale.

La moltitudine di giovani casi umani, psicologici e comportamentali è la vera forza di Sex Education. Ma, badate bene, la serie non si limita a raccontare solo di rapporti carnali, ma offre anche una trama ricca di situazioni sentimentali perfettamente integrate nell’esplorazione disinibita di tutti i segreti più reconditi dell’erotismo.

UN NUOVO OTIS, NUOVI PERSONAGGI

Chi ha già visto la prima stagione lo sa bene, il protagonista Otis è sicuramente un bravo ragazzo, ma è affetto da piccoli problemi che gli impediscono di vivere una vita sessuale da adolescente perfettamente in linea con i suoi ruggenti impulsi giovanili.

Con la fine della prima stagione il nostro beniamino riesce a superare brillantemente i suoi limiti, ed ora si  vedono i risultati. Con la prima puntata della nuova stagione si notano subito gli effetti del “nuovo Otis”, un ragazzo che ora fa della pratica dell’autoerotismo una ragione di vita, rischiando forse di abusare del suo corpo, che al momento sembra amare forse un po’ troppo.

Dopo qualche scena fin troppo esplicita che ritrae il giovane Otis alle prese con i suoi fluidi sessuali, sopraggiunge il rischio che questa nuova stagione punti eccessivamente sulla commedia erotica “alla American Pie”, per trascurare tutte le altre tematiche romantiche e non solo che hanno reso il primo ciclo di episodi degno di nota.

Già dalla seconda puntata, i timori vengono completamente dissipati: alla comparsa di Maeve (Emma Mackey) ragazza che condivide con Otis la clinica del sesso e una dolce amicizia, tutti i coinvolgenti spunti sentimentali che arricchiscono il plot di Sex Education vengono di nuovo a galla, approfittando anche di nuovi personaggi che cambieranno la vita di Eric (Ncuti Gatwa), migliore amico di Otis da sempre, e di Jackson (Kedar Williams-Stirling), famoso atleta del liceo che ha rotto da poco con Maeve.

SESSO E AMORE

Sex Education, in questa seconda stagione, approfondisce ulteriormente tutte le dinamiche di vita dei personaggi coinvolti nella serie Netflix.

Nella seconda stagione la clinica sessuale imbastita da Otis e Maeve non è più centrale nella trama, perché la sceneggiatura vuole focalizzarsi sopratutto su tutte le difficoltose dinamiche sentimentali dei giovani personaggi, puntando su di un plot che da largo spazio ad emozioni perfettamente in linea con i teen drama di successo.

Continuano, ovviamente,  i rimandi alle più svariate e curiose pratiche sessuali, non trascurando nessuno dei molteplici gusti sessuali che esulano dalla banale eterosessualità.

Sex Education, complice anche la simpatia e la freschezza dei giovani attori, riesce anche in questa stagione numero due a raffigurare queste esperienze così intime in modo assolutamente spontaneo e per niente malizioso.

Il sesso, in Sex Education, fa rima molto spesso con amore e voglia di scoprire liberamente il proprio corpo, in nome di piaceri del tutto naturali.

In questo divertente bailamme di giovani passioni e infatuazioni tipiche del bellissimo periodo adolescenziale, Sex Education continua a rappresentare anche le difficili dinamiche familiari che questi ragazzi devono affrontare quotidianamente, soprattutto pensando alle vicende di Adam (Connor Swindells).

Il figlio del Preside Groff (Alistair Petrie) , che abbiamo conosciuto come banale bullo nella precedente stagione, continua a cercare la strada della sua vita, cosa di certo non facile vivendo all’interno di una famiglia in cui i genitori sembra non si amino più come prima.

Proprio tramite la storia di Adam, la serie riesce a uscire dal seminato narrativo giovanilistico e così inserire diverse, importanti, figure adulte nella trama generale.

I genitori, figure così importanti nella vita dei figli, avranno un ruolo molto più marcato in questa stagione. Soprattutto quello della dottoressa Jean, che con la relazione già avviata nella prima stagione con  Jakob (Mikael Persbrandt) imparerà nuove e vibranti lezioni sentimentali.

COMMENTO
Sex Education si conferma, anche con la seconda stagione, una serie televisiva vincente. Commedia, sentimenti e sesso: gli ingredienti del plot sono dosati perfettamente e riescono con successo a far apparire la diversità di ognuno di noi come la cosa più normale e straordinaria che ci sia. Non importa quale gusto sessuale tu debba avere, oppure se cammini con le tue gambe o con l’ausilio di una sedia a rotelle, Sex Education presenta personaggi convincenti e diversi tra loro, uniti nella loro amicizia e soprattutto nelle loro insicurezze giovanili. In questa stagione poi l’afflato sentimentale è più marcato, e farà emozionare chiunque ami vivere sul piccolo schermo personaggi alle prese con dinamiche amorose con cui tutti noi abbiamo avuto a che fare. In queste otto puntate sono numerosi i temi trattati, anche quelli piuttosto seri come le violenze quotidiane che le donne debbono subire in una società ancora spiccatamente maschilista. Sex Education è un inno all’amore e alla libertà sessuale scevra da sterili e sciocchi pregiudizi, e si serve di una irriverente e coinvolgente sceneggiatura che rende i personaggi estremamente amabili.
7.9
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".