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È nei cinema dal 30 ottobre 2025 con I Wonder Pictures The Ugly Stepsister, rivisitazione horror della famosa fiaba di Cenerentola ed esordio alla regia della norvegese Emilie Blichfeldt.
Non è una novità trasformare alcune famose fiabe in veri e propri film horror: da Bambi fino a Cappuccetto Rosso, passando per Hansel & Gretel, sono molte le pellicole che riescono, anche con successo, a rendere una storia adatta perlopiù a un pubblico di bambini in un lungometraggio per adulti che gronda sangue finto.
La regista esordiente Emilie Blichfeldt con The Ugly Stepsister sceglie di portare sul grande schermo una personale reinterpretazione di Cenerentola, raccontando una storia non solo dal punto di vista della povera ragazza soggiogata in famiglia che non ha alcuna speranza di sposare il principe, ma mettendo come protagonista la sorella “cattiva” e rendendola una vittima del destino e dei suoi maligni parenti.
Una ragazza che potrebbe anche non esistere
In The Ugly Stepsister Elvira (interpretata da Lea Myren) è una giovane che viene (ingiustamente) reputata poco avvenente, a causa del suo fisico che presenta qualche rotondità e un ingombrante apparecchio che nasconde il suo bel sorriso.
La madre Rebekka (Ane Dahl Torp), dopo aver sposato un vedovo ricco, porta Elvira e la sorella Alma nella sua dimora, dove già vive la splendida sorellastra Agnes (Thea Sofie Loch Næss).
A seguito di una disgrazia scoprono presto che il marito non era affatto benestante, e a causa di questo nefasto evento la famiglia precipita in un disagio economico e sociale da cui è possibile uscirne solo grazie a un’incredibile opportunità: partecipare a un ballo indetto dal giovane principe Julian (Isac Calmroth) organizzato per scegliere la sua futura sposa.
Elvira in pochi mesi deve trasformare il suo aspetto esteriore e conquistare a tutti i costi l’attraente sovrano.
Chi bello vuole apparire un po’ deve soffrire (e sanguinare)
Dopo aver mostrato una convincente atmosfera, fatta di paesaggi bucolici accarezzati da una sottile coltre di nebbia e avvolti da un’atmosfera unica grazie a un commento musicale caratterizzato da musiche fiabesche ed elettroniche che richiamano capolavori musicali del compianto maestro Vangelis, The Ugly Stepsister inizia a mostrare il lato puramente horror e grottesco.
Non vi saranno mostruosi zombie, oppure eventi paranormali a spaventare lo spettatore, ma solo (si fa per dire) scene che mostrano una povera ragazza costretta a cercare di correggere i suoi presunti difetti per apparire bella agli occhi di tutta la malsana società e così cercare di sanare i debiti della sua famiglia.
Per ottenere questi ritocchi fisici, a partire da una innocente gobbetta sul proprio naso, Elvira si rivolge a una sorta di chirurgo estetico ante litteram, che non perde tempo e impugna un vero e proprio scalpello per raddrizzare il naso di Elvira tramite alcuni colpi ben assestati attraverso l’aiuto di un grosso martello.

Sebbene il vitale liquido rosso non invada lo schermo e appaia sotto forma di qualche innocente goccia, sono le urla della ragazza a far raggelare il sangue degli spettatori davanti al grande schermo, inorriditi che questa giovane debba sottostare a questi assurdi trattamenti per trasformare in qualche modo il suo aspetto.
Non sarà solo il naso a essere bersaglio delle mire estetiche atte a migliorare Elvira, perché anche altre parti del corpo subiranno diversi trattamenti, eseguiti senza che la giovane possa godere di una qualsivoglia sedazione.
Durante queste scene The Ugly Stepsister non lesina nel mostrare in modo dettagliato cosa dovrà patire Elvira: sequenze fortemente sconsigliate a chi si impressiona facilmente quando vede un ago perforare la pelle.

Cenerentola e il suo amore perduto
Il bello di The Ugly Stepsister è la sua capacità di trasformare il ruolo dei personaggi in maniera naturale. Se per buona parte della pellicola Elvira è una ragazza prettamente soggiogata dalla bellezza di Agnes, splendida giovane con magnifici capelli biondi, a un certo punto la narrazione cambia radicalmente e Agnes dismette i panni della pretendente in lizza per diventare la futura moglie del Principe.
Da quel momento il personaggio a tratti borioso di Agnes si trasforma in una nuova vittima e il suo ruolo viene completamente stravolto.
Un’occasione per entrare nel vivo della favola di Cenerentola e per mostrare scene horror che, pur non abbondando di splatter, riescono a presentare sequenze orripilanti grazie all’uso di ottimi effetti speciali, appaiono anche realistiche e quindi maggiormente coinvolgenti.
Sebbene Agnes inizi a ricoprire un ruolo più importante, Elvira rimane il personaggio centrale, continuando la sua scalata per diventare una bellissima ragazza a cui il principe non potrà dire di no.
Se abbiamo patito osservando Elvira sotto i ferri (mai sterilizzati), The Ugly Stepsister si inventa un nuovo stratagemma per permettere alla protagonista di mantenere la linea.
Uno stratagemma anche stavolta a tratti perfettamente credibile, che permetterà di orchestrare una scena prettamente gore che metterà alla prova anche gli appassionati del genere con lo stomaco forte.

Orrore e disumanità
The Ugly Stepsister non offre solo un riuscito compendio di effetti speciali che farebbero gola a David Cronenberg, ma anche una storia che trasmette un forte messaggio sociale: l’orrore fisico è utilizzato come strumento per denunciare le pressioni sociali, l’ossessione per la bellezza e la crisi d’identità.
Elvira è un soggetto cinematografico soffocato dai ferrei canoni sociali dell’epoca, un’epoca indefinita ma riconducibile all’Europa del XVIII secolo, in una sorta di regno fiabesco decadente che, purtroppo, potrebbe anche rappresentare uno spaccato della nostra modernità.
La femminilità di Elvira è posta al solo servizio della mascolinità e degli uomini, unici soggetti in grado di garantire alla giovane un futuro fatto di stabilità economica.
I soldi e la posizione sociale sono rimarcati come unica certezza in The Ugly Stepsister: lo sa bene Agnes, che ben presto si accorge come il vero amore non sia quasi mai un concetto che va a braccetto con la scalata sociale.
L’effimera bellezza inoltre spesso è utilizzata per mascherare la propria disumanità: lo ravvisiamo nel personaggio di Alma (Flo Fagerli), sorella di Elvira che si discosta energicamente da tutte queste assurde convenzioni sociali e che è l’unica in cui alberga una fiamma di umanità e misericordia.
Sebbene in The Ugly Stepsister abbia un ruolo di rilevanza anche Rebekka (Ane Dahl Torp), la madre di Elvira e Alma, anche questo personaggio sarà foriero di ulteriori colpi di scena diventando diverso da come appariva, protagonista di scene in cui viene raffigurata come amorale e voluttuosa.
Un chiaro gancio narrativo questo per mostrare siparietti che ritraggono a volte in modo esplicito il sesso, per rimarcare come in The Ugly Stepsister la censura sia un concetto estraneo.
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