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Il 4 giugno 2026 esordisce nei cinema italiani Masters of the Universe, nuovo film live action dedicato alle indimenticabili action figures lanciate da Mattel negli anni Ottanta.

Sono passati quasi quarant’anni dall’ultimo film dedicato ai Masters, personaggi fantastici scolpiti nella memoria di tutti i quarantenni di oggi, che mai e poi mai potranno dimenticare quando videro questa nuova linea di giocattoli apparire in Italia intorno al 1982.

Protagonista era un certo He-Man, un nerboruto guerriero biondo armato della splendida Spada del Potere, un oggetto che non serviva solo ad abbattere i nemici al suo cospetto, ma anche a infondergli forza.

Prima di diventare questo glorioso eroe, dietro He-Man si celavano le sembianze del Principe Adam, un goffo giovane che all’apparenza rifuggiva ogni forma di violenza e si rapportava con tutti con modi gentili e pacifici.

Il castello di Grayskull nel film Masters of the Universe.
Nel film non può mancare l’imponente castello di Grayskull, che è reso in modo perfetto

Dopo il successo dei giocattoli, non passò molto tempo prima che il franchise si spostasse dalle camerette dei bambini ai teleschermi di tutto il mondo, grazie a divertenti serie animate.

Dal piccolo al grande schermo il passo fu breve: nel 1987 arrivò nelle sale il celebre live action con Dolph Lundgren, che seppe catturare in qualche modo l’essenza dei Masters attraverso una messa in scena perlopiù convincente.

Dopo quella pellicola, i Masters non ebbero più adattamenti con attori in carne e ossa, ma solo nuove serie animate. Almeno fino a oggi.

Dirige Travis Knight

È Travis Knight il regista di Masters of the Universe, un cineasta che ha molta dimestichezza con il genere fantastico e avventuroso, avendo già firmato Bumblebee, l’ottimo Boxtrolls – Le scatole magiche e il coinvolgente Kubo e la spada magica.

Opere che esplorano fantasia e avventura, sempre con un occhio a quel cinema fruibile anche in famiglia, una caratteristica che si sposa perfettamente con il franchise dei Masters, da sempre emozionante ma restio a rappresentare forme di violenza realistiche e impressionanti.

La genesi del grande combattente di Eternia

La prima cosa da sottolineare riguardo al film di Travis Knight è la sua durata tutt’altro che trascurabile: serviranno circa 140 minuti per arrivare ai titoli di coda (che, attenzione, nascondono scene extra).

Se questo minutaggio vi sembra eccessivo, sappiate che è pienamente giustificato dalla volontà di Knight di raccontare la storia di Adam fin dalle origini, quando era solo un bambino e si allenava con la sua vivace amica Teela.

In queste scene conosciamo un ragazzino allegro e giocherellone, privo di qualsiasi velleità combattive e incapace, all’apparenza, di fare del male al prossimo. Una figura straniante: difficile immaginare che in quel bambino spensierato si nasconda il futuro grande eroe dal caschetto biondo.

In realtà la personalità del piccolo Adam si rivelerà ben presto molto più stratificata, soprattutto dopo che sarà costretto a lasciare Eternia a causa del violento attacco sferrato da Skeletor (Jared Leto), deciso a impossessarsi della Spada del Potere per assurgere a divinità e conquistare l’intero universo.

Adam dovrà fuggire attraverso un varco dimensionale che lo trasporterà in un batter d’occhio su un altro pianeta ricco di acqua e vegetazione: la Terra. In questo precipitoso viaggio, però, perderà la Spada del Potere.

I protagonisti del film Masters of the Universe.
Ecco gli eroi principali del film. Il look casual di Adam è meraviglioso

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Quindici anni in esilio

Sono trascorsi quindici anni, durante i quali Adam — interpretato da Nicholas Galitzine — è diventato un giovanotto grande e grosso, impacciato con il gentil sesso e fin troppo schietto con il prossimo. I racconti su Eternia che condivide con le ragazze che frequenta sortiscono invariabilmente lo stesso effetto: convincerle di avere davanti uno squilibrato.

La ricerca della Spada del Potere non si è mai interrotta e Adam riuscirà infine a ritrovare l’arma leggendaria, facendo così ritorno sul suo pianeta natale, ancora devastato dai conflitti con Skeletor.

Kristen Wiig nel film Masters of the Universe.
Kristen Wiig nei panni di Evil-Lyn. Il male non è mai stato così fascinoso

Il cammino del nostro eroe

Quando la narrazione riporta Adam su Eternia, la sceneggiatura è finalmente pronta a svelare il sommo He-Man e a costruire un profilo eroico inedito ed emozionante attorno a quello che sembrava solo un sognatore con la testa tra le nuvole.

La seconda parte del film mostra una Teela ormai cresciuta e diventata un’abile guerriera (Camila Mendes), approfondisce la figura di Man-at-Arms (Idris Elba) e indaga il rapporto conflittuale tra Adam e suo padre, il sovrano di Eternia che per anni ha resistito al perfido Skeletor.

Nicholas Galitzine nel film Masters of the Universe.
Sembra incredibile ma l’uomo in foto è lo stesso che indossava quella improbabile camicia color salmone

Oltre a questi approfondimenti narrativi — utili a rendere i personaggi fallibili e quindi più credibiliMasters of the Universe offre anche sequenze d’azione spettacolari, non solo quando He-Man scende in campo, ma anche durante palpitanti inseguimenti a bordo di fantasiose navicelle spaziali.

Momenti riuscitissimi, capaci di coinvolgere e sorprendere grazie a effetti speciali sopraffini, ma anche di strappare qualche sorriso ogni volta che entra in scena Adam: un uomo che deve ancora padroneggiare i propri poteri e non sempre sa impiegarli nel modo più opportuno.

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COMMENTO
Masters of the Universe è un film promosso. L'aggettivo più adatto per descriverlo è "curato": a partire dal cast, che funziona su tutta la linea. Nicholas Galitzine è un He-Man convincente, Camila Mendes incarna una Teela perfetta e Idris Elba porta in scena un autorevole Man-at-Arms. L'intera compagnia somiglia in modo sorprendente ai rispettivi personaggi amati nelle serie animate. Da non dimenticare Skeletor: teatrale e a tratti ironico proprio come ce lo ricordavamo, Jared Leto riesce — pur senza mostrare le proprie fattezze reali — a ricreare con il solo linguaggio del corpo l'antitesi assoluta di He-Man. Menzione d'onore anche per Kristen Wiig, che dà forma a una splendida e conturbante Evil-Lyn, e per Morena Baccarin, una Sorceress angelica e amabile. Al di là del cast, il film non tradisce lo spirito delle serie animate, fatto di avventura, narrazioni coinvolgenti e grande attenzione alla psicologia dei personaggi. Prima ancora che su He-Man, Knight concentra lo sguardo sulla crescita interiore di Adam: è proprio la sua straripante umanità a renderlo il destinatario prescelto dell'immensa forza di Grayskull. Masters of the Universe non delude le aspettative e getta le basi per una saga cinematografica che, viste le premesse, potrebbe dare nuova linfa al genere fantascientifico, resa ancora più godibile da un tono a tratti ironico e da una totale assenza di violenza gratuita. Ideale per i nostalgici delle action figures Mattel, ma consigliato a chiunque ami il genere: la visione di Masters of the Universe vale senz'altro il prezzo del biglietto.
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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