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È disponibile dal 10 ottobre 2025 per PC e console Little Nightmares III, terzo capitolo della saga videoludica horror nata nel 2017 a opera degli sviluppatori di Tarsier Studios. Cambia il vertice degli sviluppatori in questo nuovo gioco: sono i programmatori di Supermassive Games a gestire lo sviluppo, già coinvolti insieme a Tarsier Studios durante la lavorazione di Little Nightmares II.

In Little Nightmares III siamo nella Spirale, un universo pervaso da visioni oniriche nel cuore del Vuoto. I personaggi che andremo a impersonare sono Low e Alone, due piccoli protagonisti costretti a collaborare per scoprire una strada verso la libertà.

Low si presenta con un mantello azzurro e il volto coperto da una maschera, mentre Alone è vestita con una salopette verdognola e con i capelli legati in due trecce laterali.

I due non sono differenti solo per come sono vestiti, ma anche per le loro capacità offensive: ciascuno di loro possiede uno strumento speciale che permetterà di contrastare i pericoli e di superare i rompicapi che si frappongono alla loro evasione, una vera novità nella serie che apre le porte a un gameplay orientato anche all’azione.

Ma non è questa l’unica novità: per la prima volta nella serie, viene introdotta una funzionalità multigiocatore via internet, attraverso la quale sarà possibile coinvolgere un compagno per tentare la fuga dalla Spirale in due.

Non disperino i giocatori solitari, perché Little Nightmares III prevede anche una funzione single player, in cui controlleremo Alone.

A Low ci penserà l’intelligenza artificiale, che sarà fin troppo brava a superare i diversi ostacoli e così ad aiutare indirettamente il giocatore umano. Ma di questo ne parliamo in modo più approfondito tra breve.

Gameplay e modalità di gioco

Come già accennato, Little Nightmares III può essere affrontato sia in modalità single player che in co-op.

Se vogliamo affrontare la lugubre avventura in solitaria, l’intelligenza artificiale affianca il secondo personaggio, aiutando spesso a risolvere enigmi, che in questa nuova esperienza sono meno preponderanti rispetto al primo e secondo capitolo, dal momento che il gameplay è fortemente basato su scene adrenaliniche che prevedono fughe all’ultimo respiro e sull’uso delle “armi” di Low e Alone per difendersi.

Alone porta con sé una robusta ed enorme chiave inglese, che servirà non solo come arma contundente ma anche per far fronte a semplici enigmi in cui sono presenti congegni da attivare manualmente.

Una scena dal videogioco Little Nigthtmares III.
Fortunatamente questa mostruosità è praticamente cieca…

Low è armato con un agile arco, che può sparare frecce contro le orribili creature con cui avranno a che fare, ma non solo: i dardi saranno utilissimi anche per azionare bottoni che si trovano in posizioni irraggiungibili.

Sebbene gli amanti della saga (compreso chi scrive) possano essere dubbiosi di queste feature insolite, devo ammettere che l’uso di queste armi è implementato in modo intelligente dagli sviluppatori e non snatura il gameplay tipico della serie.

Il grosso problema di Little Nightmares III, quando si decide di giocarlo in modalità single player, è il grado di sfida generale, che si abbassa repentinamente quando l’intelligenza artificiale impersona Low.

Il giocatore virtuale è fin troppo bravo a sparare frecce in modo fulmineo oppure, cosa ancora più spiacevole, a nascondersi dagli orribili mostri prima che lo faccia il giocatore umano, mostrando senza indugi come affrontare momenti di terrore che, in questo modo, diventano privi di reale suspense.

Un’atmosfera da urlo

Dove Little Nightmares III eccelle è senza dubbio nel design degli ambienti. Le scenografie sono visivamente spettacolari, cupe e inquietanti, capaci di trasmettere un senso di angoscia palpabile.

Le prime aree, ammantate di una sorta di graffiante sabbia baciata da una soffusa luce giallognola, sono evocative e riescono a rendere il prologo molto accattivante e immersivo.

Tuttavia, procedendo nell’avventura, alcune zone risultano talmente buie che spesso sarà difficile trovare la strada giusta da percorrere.

Un piccolo problema di cui i programmatori di Supermassive Games si sono resi conto e a cui hanno posto rimedio, visto che da un momento all’altro spunta fuori una bella torcia con cui irradiare i numerosi angoli bui della scenografia videoludica.

C’è da sottolineare come, prima della torcia, i due piccoli e coraggiosi protagonisti possano contare anche sull’uso di un comodo ombrello che possa ammortizzare le cadute da grandi altezze e, soprattutto, sfruttare i vortici d’aria per raggiungere zone impossibili da raggiungere a piedi.

Un oggetto che apre le porte a un gameplay in qualche modo diverso e divertente, ma che tutto sommato è stato sfruttato poco durante l’avventura.

Low e Alone si lanciano nel vuoto in Little NIghtmares III.
I due ombrelli salva-vita per Low e Alone. Peccato che si usino fin troppo poco durante l’avventura.

Le creature: un orrore che sa di déjà-vu

I mostri che popolano il mondo di Little Nightmares III sono orripilanti e paurosi, ma per chi ha già giocato gli altri capitoli della serie molti di essi risultano familiari, soprattutto quelli afflitti da sovrappeso, presenti nel primo Little Nightmares.

Gli esseri che popolano il Vuoto sono inquietanti e spaventosi, ma chi ha già affrontato i capitoli precedenti potrebbe non sorprendersi come vorrebbe.

Quello che manca in Little Nightmares III è il contesto dove queste minacciose brutture agiscono: nel primo e nel secondo capitolo l’identità delle diverse mostruosità e il loro ruolo era palpabile, mentre in questo nuovo episodio alcune di loro sono inserite nel contesto narrativo solo per spaventare.

Una scena dal videogioco Little Nightmares III.
Questa enorme mano vuole stringere a morte i poveri Low e Alone.

Un titolo bello da vedere ma poco sorprendente

Little Nightmares III conferma il suo talento nel creare atmosfere cupe e scenografie memorabili, ma la breve durata della storia, la semplicità degli enigmi e la ripetitività di alcune situazioni per amore dell’azione lo rendono meno memorabile rispetto ai capitoli precedenti.

È un’esperienza consigliata a chi ama l’horror visivo e vuole un titolo rapido da completare, ma potrebbe deludere chi cerca sfida e una trama coinvolgente.

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COMMENTO
Sono un grandissimo fan della serie Little Nightmares, e proprio per questo non vedevo l'ora di immergermi nuovamente nell'universo narrativo horror che il franchise offre dal 2017. Purtroppo devo ammettere che questo terzo capitolo non mi ha convinto completamente, soprattutto a causa di un gameplay mortificato dall'eccessiva bravura dell'intelligenza artificiale, che anticipa molte delle mosse da compiere per riuscire a superare alcuni enigmi e situazioni pericolose, stemperando senza alcuna pietà tutto il divertimento e la tensione che dovrebbe provare il giocatore umano. Little Nightmares III, sebbene offra un uso intelligente e non invasivo delle inedite capacità offensive di Low e Alone, è un videogioco da evitare assolutamente in single player. Procuratevi qualcuno con cui giocare e potrete vivere un'esperienza sicuramente divertente, magari priva di molte delle raffinatezze concettuali e di design dei due titoli precedenti, ma che offre comunque sezioni action orchestrate bene e capaci di intrattenere a dovere per le pochissime ore che servono per completarlo. Una durata, quest’ultima, ormai troppo esigua visto il successo della serie. Due o tre ore in più, soprattutto in cooperativa, di certo non avrebbero nuociuto all'esperienza complessiva.
6.7
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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