Il Natale è una festività importante. In quei particolari giorni in cui le strade della città sono rese più luminose grazie alle vivaci decorazioni, pervade dentro di noi un confortevole senso di sorprendente attesa per la notte del 24 dicembre, momento in cui il grosso omone vestito di rosso porterà alcuni doni e ci farà sentire un po’ più amati del solito.

Netflix non vuole assolutamente ignorare le festività natalizie, e il suo palinsesto in questo periodo inizia ad arricchirsi di film che prendono in prestito il tema natalizio per farci assaporare l’arrivo delle festività più importanti dell’anno.

Se l’anno scorso il servizio streaming aveva fatto centro con Qualcuno salvi il Natale, lungometraggio con un attore d’eccezione come Kurt Russel, stavolta il titolo di punta è un film di animazione diretto da Sergio Pablos, coautore del simpaticissimo Cattivissimo me, intitolato Klaus.


UNA NUOVA VITA PIU’ DIFFICILE

Il protagonista di Klaus, Jesper, è un ragazzo che se la passa fin troppo bene. Suo padre, che gestisce una grande azienda postale dislocata in molte parti del mondo, garantisce una vita più che agiata al figlio, che pare non abbia la minima voglia di lavorare.

Le giornate di Jesper trascorrono sorseggiando un caffè oppure un cappuccino servito dal suo maggiordomo personale. In passato ha provato ad intraprendere la carriere di postino, ma con risultati disastrosi.

Il padre di Jesper è convinto che il figlio pretenda che tutto gli sia dovuto, e che la vita sia una sequenza di giornate passate ad oziare. Non è possibile che continui a vivere così!  Una soluzione ideale per far crescere il ragazzo e farlo maturare è mandarlo a lavorare in una gelida e sperduta isola ricoperta di ghiaccio.

Jesper ora deve affrontare le sue responsabilità,  e  avrà sicuramente bisogno di una bella sciarpa e di tanta buona volontà per  riuscire a fare il postino in quel posto dimenticato da tutti e abitato da persone decisamente particolari.

UNA POPOLAZIONE A DIR POCO BELLICOSA

La nuova casa di Jesper si trova in un luogo particolarmente freddo. Come se non bastasse,  la neve rende tutto il paesaggio tristemente monocromatico. Il cielo è grigio e il sole raramente si affaccia su questo bianco paesaggio nevoso.

Inoltre, Jesper deve affrontare una situazione alquanto difficile da gestire: gli abitanti di questo posto sono impegnati da decenni in una lunga faida tra due famiglie. Ognuno di loro passa la propria giornata a fare dispetti al prossimo.

Anche le risse sono all’ordine del giorno: un campanaccio arrugginito funge da segnale per sguainare i forconi e le lance, utili per affrontarsi in furiosi combattimenti in cui nemmeno loro sembra che capiscano perché avvengano. In tutto questo bailamme, anche i poveri bambini sono coinvolti, armati con piccole fionde opportunamente rilasciate dai propri genitori.

La missione che il padre di Jepser gli ha attribuito sembra praticamente impossibile da attuare. Nessuno in questo anonimo posto ha intenzione di socializzare, figurarsi se ha la benché minima voglia di scriversi una lettera.

LA NASCITA DI BABBO NATALE

Al di fuori del paesino e dalle loro litigiose vicissitudini abita un boscaiolo dalla lunga barba. Jesper per puro caso si imbatte in questa montagna d’uomo.

Il carpentiere ama lavorare il legno e trasformare un anonimo pezzo di un albero in un sogno ad occhi aperti per un bambino.

Si tratta di veri e propri giocattoli, che cambieranno per sempre il volto del paese nonché la vita di quest’uomo, da troppo tempo assorto in una quotidianità fatta di ricordi dolorosi da cui sembrava non riuscisse a distaccarsi.

Sarà l’amicizia tra Jesper e il boscaiolo a far sbocciare il mito eterno della figura di Babbo Natale, oramai inscindibile dalla magia del Natale e che è sinonimo di gioiosi sorrisi sul volto di bambini sognanti.

UN FILM RIUSCITO E TOCCANTE

Klaus si presenta subito con una grafica vivace e deliziosa. I grandi occhi del protagonista si adattano piuttosto bene al suo fisico esile. Anche il viso lungo, dotato di un grande naso colorato in modo più intenso, è ideale per renderlo una figura subito amichevole agli occhi di un adulto e soprattutto a quelli di un piccolo spettatore.

La tecnica grafica è interessante, perché testimonia una certa ricercatezza in dettagli che si legano allo scorrere della trama. Appena Jesper mette piede sulla fredda isola, il tratto dei fondali si presenta dolcemente stilizzato, con alberi ricurvi e spogli sulle case, testimoni efficaci di come l’atmosfera del posto sia tutto fuorché amichevole.

Con il passare del tempo, e soprattutto quando Jesper avrà a che fare con i bambini, tutta l’ambientazione diventa ricolma di colori, grazie non solo alle luci natalizie ma anche con l’ausilio di una efficace illuminazione solare che crea giochi di luce convincenti.

Le gesta del boscaiolo solitario sono toccanti e inteneriscono chiunque abbia a che fare con la visione del film. La vita del grande e grosso omone è costellata di eventi dolorosi che lo hanno reso, di primo acchito, un cuore di pietra.

Avvenimenti importanti che delineano perfettamente il personaggio del film, che diventerà centrale nel proseguo degli avvenimenti e che descriveranno perfettamente come il mito di Babbo Natale sia nato.

COMMENTO
Preparate i popcorn, accendete il televisore e iniziate pure a godere dell’atmosfera natalizia, perché Netflix anche quest’anno ci offre un ottimo film con cui sognare i magici momenti natalizi in arrivo. Klaus è un film di animazione assolutamente consigliato, con una deliziosa grafica che riesce a descrivere perfettamente le diverse emozioni che il film trasmette. Il plot ha la notevole capacità di essere pienamente apprezzato sia da un pubblico giovanissimo che da quello adulto, riuscendo a scaldare il cuore e intenerire senza far uso di una sterile retorica. Osservare poi come sono nate certe usanze natalizie e capire le origini della figura di Babbo Natale è allo stesso tempo divertente e stimolante. Klaus è una piccola grande perla d’animazione da non lasciarsi scappare. E ricordate la semplice e importante morale del film : ”Un vero atto di bontà ne ispira sempre un altro”.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".