Lo abbiamo visto nei panni di un gioviale ed avventuroso camionista in Grosso Guaio a Chinatown, surfare su improbabili onde dentro la città di Los Angeles in Fuga da Los Angeles ed affrontare una terribile minaccia aliena nel remake de La Cosa.

Ora per Kurt Russel è il turno di recitare nel ruolo più complesso e difficile che gli sia mai capitato, ed entrare così nel personaggio più amato dall’immaginario infantile: il grande ed indimenticabile Babbo Natale.

CHIAMATEMI NATALE, BABBO NATALE

Il simpatico pancione più amato da tutti i bambini del mondo non poteva essere rappresentato da un duro come Kurt Russel in modo convenzionale. No, signori. Sebbene il panciuto donatore di regali sia sempre vestito con il color rosso classico, ora però è rappresentato dal tough boy Russel con un cappotto in pelle e grandi guanti scuri che coprono anche parte del braccio.

Grossi scarponi adornano i suoi piedi, resistenti ed ideali per affrontare la notte di Natale, quella più faticosa dell’anno.

Ma le cose non sembra che vadano per il verso giusto stavolta, perché Babbo Natale ha perso tutti i regali a causa di una bambina e suo fratello, affetti da una eccessiva curiosità che li ha portati ad investigare sull’esistenza o meno della figura storica natalizia.

La notte del 24 dicembre ora è diventata una grande avventura da vivere in tre: non solo Kurt Russel e le sue magiche renne,  ma anche due aiutanti improvvisati che scopriranno quanto può essere emozionante viaggiare per il mondo solcando le  fredde nuvole invernali.

UN PERSONAGGIO RIUSCITO

Non era facile costruire il personaggio di Babbo Natale nei panni di un uomo come Kurt Russel, soprattutto perché rendere il protagonista barbuto troppo tenero poteva risultare fuori luogo. E così non è stato. Il Babbo Natale firmato da Russel, sebbene si discosti da quello politicamente scorretto e volgare che abbiamo conosciuto nel film Babbo Bastardo, ha una sua accentuata personalità.

Caratterizzato da un carattere forte e da un grande carisma, il Santa Claus di Kurt è perfetto per come è stato costruito. Con un pizzico di ingenuità e tanta voglia di divertirsi, questo personaggio riesce ad essere buono ma pieno di fascino, un fascino che si esplicherà in diverse scene divertenti, come quella in cui si metterà alla guida di una macchina sportiva, oppure quella (che vale la visione del film) in cui ci regalerà uno spassoso e coinvolgente siparietto musicale.

Ma ci sarà anche spazio per i sentimenti, che Russel riuscirà a far trapelare tramite le sue parole, sempre pesate ma ferme, oppure i gesti magici che regaleranno un Natale speciale ai due personaggi secondari che rischiavano di passare festività molto tristi.

C’E’ SPAZIO ANCHE PER  I BAMBINI

Qualcuno salvi il Natale è un film che vuole essere amato anche dal pubblico più piccolo, e lo fa mostrando non solo Santa Claus ma anche i suoi aiutanti più fidati: i piccoli ma vivaci elfi, incredibilmente abili nel creare migliaia di regali diversi destinati a bambini ed adulti di tutto il globo.

Creati con una discreta computer grafica, queste creature dalle divertenti fattezze riusciranno a catalizzare, nella seconda parte del film, l’attenzione dei bambini tramite le loro gag ed il loro buffo linguaggio. Momenti più che gradevoli, che saranno piacevoli anche per lo spettatore adulto che abbia voglia di concedersi infantili (e per questo ancora più preziose) risate, ideali per nutrite il mai sopito Peter Pan interiore.

QUANDO C’E’ LA FANTASIA C’E’ TUTTO

La sceneggiatura del film si lancia anche in rappresentazioni fantasiose ed originali dei poteri magici di Babbo Natale. E come farebbe il Nostro a servire tutto il mondo in una sola notte se non avesse qualche escamotage?

A partire dal cappellone rosso e bianco, che gli permette di entrare letteralmente nei camini cambiando la sua forma in una pioggia di colori, la rappresentazione dei gadget di Babbo Natale è piuttosto fantasiosa e riuscita: anche la slitta di Santa Claus è moderna nelle sue fattezze, e vedrete come potrà trasformarsi a dovere per affrontare situazioni di emergenza.

E poi ci sono anche tutte le strumentazioni utili per affrontare viaggi intercontinentali in un batter d’occhio. Quello di cui si serve Babbo Natale non è un semplice navigatore satellitare, ma un passaggio interdimensionale tra continenti differenti. Tutto ciò è ideale per risparmiare prezioso tempo, affinché lo spirito natalizio non perda la sua efficacia.

Proprio parlando di spirito natalizio, il film gli attribuisce un interessante concetto, legato non solo alla felicità che possa essere consumata durante le festività natalizie, ma anche alla sopravvivenza del buon senso e della bontà di tutto il genere umano per i prossimi 364 giorni.

COMMENTO
Non era semplice rappresentare il grande e grosso Babbo Natale nei panni di Kurt Russel. Sebbene l’attore abbia una certa età, il suo physique du rôle e la sua personalità restano immutate, creando non pochi problemi nel descrivere un pancione vestito di rosso che per antonomasia è dolce quanto lo zucchero filato. Ma bisogna fare i complimenti agli sceneggiatori, perché sono riusciti a costruire un Babbo Natale, partendo dal suo eccezionale abbigliamento, che travalica la sua figura classica ma che riesce lo stesso a trasmettere in qualche modo dolcezza e bontà. Il film poi è pieno di piccole e grandi citazioni nascoste di produzioni Netflix oppure di atteggiamenti propri di Russel che caratterizzavano i suoi più famosi personaggi al cinema. Un film riuscito, divertente e da godere anche con i propri figli questo Qualcuno salvi il Natale che sottolinea, anche se non ce ne era bisogno, come alcuni storici attori di Hollywood siano spesso la migliore scelta per film di qualunque genere.
7.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".