Julie (Madison Reyes) è una ragazza solare che ama cantare e suonare il piano. La passione per la musica probabilmente le è stata trasmessa dai suoi genitori, entrambi innamorati dell’arte canora.

Da sempre per Julie sedersi davanti ad un pianoforte rappresenta un momento non solo di svago, ma anche di grande riflessione interiore in cui dà sfogo a tutti i suoi profondi sentimenti.

Proprio per questo la perdita della madre è un avvenimento che a Julie scatena oltre che un grosso dolore anche una sorta di blocco davanti al suo adorato strumento musicale. L’immenso dispiacere non permette a Julie di aprire la bocca per far uscire il melodioso canto attraverso le sue labbra.

L’assenza della madre, musa artistica per eccellenza della ragazza, ha come irrigidito le sue corde vocali e reso le sue mani inappropriate per accarezzare i tasti del piano.

ALL’IMPROVVISO TRE FANTASMI

Come accade spesso Julie si appresta a tentare di suonare nel vecchio studio musicale della madre, all’interno della propria casa.

Stavolta sembra esserci un’atmosfera diversa, che Julie non riesce a decifrare. Le sue sensazioni sono esatte, perché appena approccia a toccare i tasti del pianoforte appaiono tre giovani ragazzi musicisti.

Sbigottita, Julie capisce ben presto che questi tre giovani apparizioni sono dei fantasmi che hanno perso la vita vent’anni fa, e che prima di lasciare questo mondo erano soliti suonare in svariati locali di Hollywood con la loro band, i Sunset Curve.

Inizierà così una solidale e curiosa amicizia tra Julie e questi simpatici fantasmi, gli unici che hanno saputo far riaffiorare nella ragazza quella vitale passione per la musica che sembrava spenta per sempre dopo la dolorosa perdita della madre.

La  curiosa connessione tra Julie e questi giovani sarà il leit motiv di tutta la sceneggiatura della serie, che permetterà di arricchire il profilo psicologico della ragazza e dei suoi nuovi amici che possono essere visti dalle altre persone solamente mentre suonano.

KENNY ORTEGA, UNA SICUREZZA

Era difficile aspettarsi un progetto deludente dal regista e coreografo premiato agli Emmy Kenny Ortega, che già ha fatto sognare e ballare migliaia di adolescenti con produzioni come High School Musical e Descendants.

Julie and the Phantoms, anche stavolta, è una serie TV caratterizzata dalla vivace e piacevole presenza di decine di pezzi musicali, che hanno la capacità di impreziosire le scene dello show Netflix con montaggi video che spesso si rifanno al mai troppo lodato genere musical.

Approfittando della sceneggiatura, che intelligentemente mette al centro della storia non solo Julie ma anche i ragazzi della band Sunset Curve, vi è l’occasione per imbastire tanti siparietti in cui la ragazza e i suoi nuovi amici ectoplasmi suonano assieme, cantando pezzi che si rifanno al genere rock and roll ma anche al pop in generale.

Il risultato è una serie sicuramente pensata per un pubblico giovane,  ma capace di presentare una sceneggiatura che possa comunque catturare non solo l’attenzione dello spettatore adolescente ma anche quella di tutta la famiglia.

UNA STORIA DA SEGUIRE

Sebbene durante le prime puntate si abbia la fallace sensazione che Julie and the Phantoms preveda un plot semplice per i palati meno esigenti del pubblico minorenne, dopo la conclusione della serie ci si accorge come invece la storia sia godibilissima e preveda una struttura narrativa fortemente incentrata sulle vicende dei ragazzi fantasmi.

Costoro inizieranno a farsi domande sul loro nuovo e curioso status, e incontreranno altri loro simili che gli faranno capire come non siano i soli a girare per le strade di Hollywood invisibili agli occhi di tutti gli altri.

Scene che fanno tornare in mente situazioni che abbiamo vissuto con pellicole indimenticabili come Ghost, dove non tutti i fantasmi, come nella nuova serie di Kenny Ortega, non hanno connotazioni negative e sono indispensabili per aiutare gli esseri umani ancora in vita.

Oltre ai già citati ragazzi fantasmi, anche alcuni compagni liceali di Julie, personaggi invisi al talento della ragazza, pretenderanno i riflettori su di loro, sfoggiando talenti canori e musicali durante alcune coinvolgenti scene musicali.

Come avrete capito bene, Julie and the Phantoms non incentra lo show solo sul rapporto tra Julie e i suoi adorati fantasmi, ma offre una sceneggiatura che, per il target a cui si riferisce, è abbastanza articolata e in cui vi è spazio anche per la presenza di un “villain”, con cui i ragazzi della band avranno a che fare malgrado non volessero.

Julie and the Phantoms è una serie televisiva ideata per un pubblico giovane ma anche appetibile per tutti gli amanti della musica, dal momento che i giovani attori dello show sfoggiano un notevole timbro vocale, unito a pezzi musicali sempre brillanti e pieni di ritmo.

COMMENTO
Se volete produrre una serie televisiva dedicata a un target giovane piena di musica, ritmo e di una storia comunque coinvolgente l’uomo da chiamare è proprio Kenny Ortega, che anche su Netflix non sbaglia un colpo. I protagonisti di Julie and the Phantoms sono perfetti nella loro adorabile normalità, e riescono a coinvolgere lo spettatore, compreso quello più grandicello, che si ritroverà inconsapevolmente a battere i piedi per terra a suon di musica mentre sul televisore appaiono le riuscite coreografie che richiamano lo storico e coinvolgente genere musical. E’ altresì divertente vedere come il gruppo dei ragazzi musicisti riesca a comparire ogni volta che Julie inizia ad alzare il ritmo della sua performance musicale; i ragazzi della band Sunset Curve quando Julie canta appaiono dal nulla servendosi di effetti speciali abbastanza semplici ma perfetti nella loro rappresentazione. Scene discretamente originali che sicuramente infonderanno un “effetto wow” agli occhi degli spettatori più piccini e che divertiranno quelli più grandi. Da sottolineare inoltre una sceneggiatura per niente povera di idee e di personaggi. Alcuni di loro peraltro saranno protagonisti di scene commoventi senza che risultino retoriche oppure forzate, appagando il pubblico che magari ama versare qualche lacrima. Chiudo la disanima sottolineando anche la presenza di un personaggio dalla personalità tutt’altro che benevola che ricopre il ruolo di villain, ideale per orchestrare eventi emozionanti e inaspettati. Insomma, Julie and the Phantoms risulta essere una serie decisamente godibile. Speriamo presto di tornare nel mondo di Julie con una ipotetica seconda stagione, che sarà sicuramente divertente.
7.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".