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Il 27 ottobre è andato in onda su Sky e NOW la prima puntata dell’atteso It: Welcome to Derry, serie che racconta come è nato il terrificante mito di Pennywise, il clown protagonista del romanzo di Stephen King It, che ha goduto già di diverse trasposizioni sul piccolo schermo negli anni ’90 e al cinema con due film firmati da Andy Muschietti. E’ proprio lo stesso Muschietti, assieme a Barbara Muschietti e Jason Fuch, che dirige questa nuova serie.
Il pauroso racconto di It: Welcome to Derry
La serie ci catapulta negli anni ’60, periodo cruciale per comprendere la storia oscura della città e le radici del Male che la infesta.
La prima puntata introduce un gruppo di giovani protagonisti alle prese non solo con i mostri della crescita, ma anche con qualcosa di molto più antico e inafferrabile.
It: Welcome to Derry, prima di introdurre i giovani protagonisti, mostra le disavventure di Matty (Miles Ekhardt) un bambino che si trova in un cinema a vedere un musical.
Presto scopriremo come Matty non abbia pagato il biglietto dello spettacolo e debba scappare per non essere acciuffato dalla maschera del cinema, adirato contro di lui perché non è la prima volta che lo becca a scroccare la visione del film.
Il piccolo Matty è costretto a vagare per le strade di Derry da solo al freddo, mentre dal cielo cadono alcuni fiocchi di neve. Una neve che non sembra di certo purificare questa cittadina così oscura, abitata da persone profondamente disturbate e maligne.
Presto scopriremo come questo ragazzino infreddolito riesca a trovare un passaggio da una famiglia che sembra prendersi cura di lui.
Da quel momento in poi It: Welcome to Derry inizia a mostrare il suo lato puramente horror, mettendo in scena creature spaventose che, sebbene per la loro forma sarebbero state perfette se create artigianalmente e non digitalmente, si fanno notare per una certa macabra creatività.
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Il nuovo Club dei Perdenti
Archiviata la parentesi puramente horror e frenetica della storia che coinvolge Matty, la serie diretta da Muschietti introduce i primi protagonisti della serie, Lilly (Clara Stack), Rich (Arian S. Cartaya) e Theodore (Mikkal Karim-Fidler).
Compagni nella stessa scuola, questi giovani personaggi covano un indicibile senso di colpa collegato a Matty e vivono situazioni familiari difficili che rendono la loro vita spesso priva di una reale spensieratezza.

Con l’introduzione di Lilly e degli altri componenti chiave del racconto seriale, It: Welcome to Derry inizia a coinvolgere lo spettatore con storie tristi e realistiche che si consumano in famiglia, luogo che dovrebbe essere sicuro e invitante mentre spesso si rivela essere il punto di partenza per la creazione di incubi indicibili, proprio come da sempre insegna il maestro dell’orrore Stephen King.
Oltre all’inedito Club dei Perdenti, It: Welcome to Derry introduce anche il personaggio di Leroy Hanlon (Jovan Adepo), maggiore dell’esercito statunitense tornato dalla difficile guerra coreana e voglioso di ristabilire un equilibrio e una serenità con la sua famiglia in questa nuova cittadina.
Non sarà facile per Leroy ambientarsi a Derry, perché sarà bersaglio non solo di odiosi comportamenti razzisti ma anche delle mira di misteriosi e pericolosi uomini che nascondono il loro volto.

Torna la paura
Se abbiamo tremato durante il prologo con Matty, anche con i nuovi giovani protagonisti la tensione non tende a scemare, perché si dà il via al cuore del racconto seriale horror, quello che coinvolgerà in maniera inedita la figura di Matty e darà spazio a un carosello di terribili scene horror che sapranno instillare grande tensione.
Vedere come questi giovani personaggi devono fare fronte all’arrivo di un orrore inaspettato e assurdo, che mai e poi mai potrebbero condividere con la figura di un adulto, mette una certa ansia, soprattutto tra gli spettatori che ricoprono anche il ruolo di genitore.
La parte finale della prima puntata di It: Welcome to Derry scatena un turbinio di scene spaventose, che trascinano il racconto in un finale per niente banale e che instilla una grande voglia di continuare a vedere la serie.
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