Può una ragazza venticinquenne senza soldi creare la propria identità fittizia e manipolare decine di persone agiate ed influenti di New York affinché possa diventare una vip nel mondo dei ricchi americani?

Una domanda che potrebbe avere una risposta secca e categorica: assolutamente no. Ma forse la realtà, che spesso è incredibilmente fantasiosa, potrebbe farci cambiare radicalmente idea.

Ispirata all’articolo di Jessica Pressle, How Anna Delvey Tricked New York’s Party People, la serie Netflix  Inventing Anna racconta l’incredibile storia vera di Anna Delvey, ereditiera tedesca di appena venticinque anni che in poco tempo compie un’ascesa sociale inconcepibile.

Merito non solo della fervida intelligenza di questa ragazza nata in Russia, ma anche delle infinite possibilità che i social media mettono a disposizione per vendere noi stessi come un prodotto desiderabile.

IL POTERE DELL’IMMAGINE

Le primissime puntate di Inventing Anna, show Netflix targato Shondaland, mostrano la storia di una ragazza che punta ad essere una socialite, ovvero una persona che acquista notorietà grazie alle frequentazioni di eventi importanti e mondani.

Con un montaggio vivace e grazie all’accompagnamento di una colonna sonora variegata, la serie mostra come Anna inizi a dare lustro al suo fittizio rango sociale anche approfittando del social più in voga e più adatto per apparire: Instagram.

Decine e decine di immagini si sovrappongono sullo schermo, per testimoniare come Anna dedichi molto tempo a creare scatti fotografici che possano incorniciare la sua vita lussuosa.

I suoi post in poco tempo acquisiscono fama e vengono apprezzati dal pubblico virtuale del social, ben disposto a condividere le esperienze della ragazza per far parte virtualmente della sua vita così eccitante.

L’apparizione su Instagram è solo il primo passo di un complesso piano della ragazza per ottenere attenzioni da parte delle persone più ricche di New York e così creare una rete di relazioni sociali che possano giovare alla fama di questa ricchissima ereditiera tedesca, potenzialmente piena di denaro da far fluire nei conti di questi ricchi alla continua ricerca di profitti.

UNA RAGAZZA CHE NON SI PUÒ DIMENTICARE

Ha un aspetto nella media e un comportamento saccente. Anna (interpretata da Julia Garner) è quasi un mistero come possa essere così apprezzata nell’entourage dei ricchi americani.

Anna compensa il suo aspetto così ordinario con un incredibile abilità manipolatrice e una strenua convinzione nelle sue capacità in ambito finanziario.

La ragazza ha una fervida intelligenza, che usa per individuare i soggetti più consoni alle sue esigenze imprenditoriali: uomini e donne fin troppo sicuri del superlativo conto in banca che possiedono per non rendersi conto di qualcuno che possa ledere ai loro interessi.

Giorno dopo giorno Anna Delvey, da anonima estranea, diventa una fervida frequentatrice delle case più lussuose della Grande Mela ed intreccia relazioni amicali non solo con altre coetanee, ma anche con potenziali investitori che possano far diventare una realtà il sogno di questa ragazza, un progetto che coinvolga il mondo dell’arte.

UN ARTICOLO CHE SEGNA L’INIZIO DI UNA AMICIZIA

E’ l’articolo della giornalista Jessica Pressle a rendere la storia di Anna Delvey un vero e proprio caso mediatico.

Vivian (interpretata da Anna Chlumsky) è una donna in procinto di dare alla luce la sua primogenita e così iniziare un nuovissimo capitolo della sua vita.

Purtroppo la carriera di Vivian è in stallo, a causa di uno sfortunato episodio che ha coinvolto un suo articolo che riportava delle notizie rivelatosi false.

Vivian cerca di rilanciare la sua identità giornalistica attraverso l’interessante storia di Anna, che svela non solo i tanti inganni perpetrati da lei a discapito di ricche persone, ma soprattutto mette a nudo come l’entourage di questi facoltosi americani sia basata su di una rete di relazioni sociali, che permette di muovere ingenti capitali in nome del proprio status symbol ancora prima che delle effettive capacità finanziarie.

I frequenti contatti di Vivian con Anna non servono solo ad intervistarla per carpire informazioni fondamentali per il suo pezzo giornalistico, ma le permettono anche di conoscere meglio questa audace ragazza di origini russe, che non può essere stigmatizzata unicamente come truffatrice.

La sceneggiatura di Inventing Anna non si limita a descrivere il rapporto tra Vivian ed Anna, ma tratteggia con perizia tutti i contatti umani che la ragazza ha avuto prima di finire in prigione.

Tra liason vissute con altri soggetti truffaldini e rapporti amicali tenuti in piedi dalla sua smodata generosità, che le permette di regalare cene da centinaia di dollari e soggiorni in hotel a cinque stelle, Inventing Anna presenta una serie di personaggi caratterizzati da un grande spessore.

Grazie alla sceneggiatura così ricca nel descrivere tutti i personaggi coinvolti nella vita di Anna, l’abile ereditiera non risulta essere l’unica protagonista, bensì una dei protagonisti della serie Netflix, che riserva così diversi motivi per essere guardata con attenzione per scorgere i rimandi a temi di grande importanza che non coinvolgono solo il mondo delle persone di successo americane.

Dove vedere Inventing Anna
COMMENTO
Certamente la storia di Anna Delvey non ha avuto in Italia la stessa risonanza mediatica che ebbe in America, per molteplici ed ovvi motivi, a cominciare dall’articolo della giornalista Jessica Pressle comparso su di un giornale letto in USA. Questo potrebbe spingere molti potenziali spettatori a non dare la giusta importanza alla nuova serie made in Shondaland, la stessa casa di produzione che emoziona ancora molti con la serie Grey's Anatomy. Dopo aver visto le nove puntate che compongono lo show Netflix, posso affermare con certezza che sarebbe un errore non iniziare subito la visione di questa entusiasmante ed interessante serie televisiva. Attraverso una narrazione brillante che evidenzia in modo autentico la personalità di tutti i personaggi coinvolti nella storia, Inventing Anna regala un’esperienza emozionale non indifferente. Lo show Shondaland non vuole unicamente narrare la vicenda che ha legato questa intelligente ragazza venticinquenne, ma attraverso le sue esperienze ha l’ardire di svelare come molti entourage di uomini ricchi si basino su flebili certezze correlate alla reputazione sociale. Anna, senza un soldo in tasca, è riuscita a dare lustro al suo nome e alla sua identità solamente creandosi una rete sociale formata da persone importanti. Soggetti che non facevano altro che perpetrare l’affidabilità economica di questa ragazza attraverso il passaparola con altri esponenti di spicco dell’America dei ricchi. Oltre a mostrare questa realtà, Inventing Anna non rinuncia inoltre a descrivere tutti i suoi personaggi in modo incredibilmente dettagliato, creando una moltitudine di protagonisti all’interno della storia. Impossibile non amare l’atteggiamento di Jessica, alle prese con una figlia in arrivo e un marito amorevole, oppure interessarsi alla vita di Todd, avvocato di Anna affamato di rivalsa che vive all’ombra della moglie facoltosa. Ma ce ne sono molti altri, come le amiche di Anna, i bislacchi e adorabili colleghi di Jessica e tutte le facoltose ed ingenue vittime di questa fantomatica ereditiera. La durata di ogni episodio di circa un’ora di Inventing Anna è assolutamente giustificata per intessere una ragnatela narrativa espressa in modo sublime, cosa che accade raramente, visto che siamo abituati a serie che spesso abbondano di momenti creati ad hoc unicamente per riempire la durata dello show.
8.5
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".